Tributi Italia, il Tar non decide e rimanda tutto a fine gennaio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. E’ stata rinviata a fine gennaio la decisione del Tar del Lazio sul futuro di Tributi Italia.


Il Tar ha infatti deciso di attendere l'esito dell'udienza fallimentare della società, che si svolgerà dinanzi al giudice ordinario il prossimo 22 gennaio, prima di decidere se confermare o meno la sospensiva sulla cancellazione dell'azienda dall'albo dei riscossori.
Intanto è già stata convocata per martedì prossimo una riunione presso l'Anci a Roma sul ‘caso' di Tributi Italia al quale parteciperanno tutti i comuni interessati.
Lo ha annunciato l'assessore alle Entrate del Comune di Pescara Massimo Filippello dopo l'ufficializzazione del pronunciamento del Tar.
Il Comune è in attesa che la Tributi Italia ottemperi alla seconda diffida inviata dagli uffici tecnici nella quale è stato chiesto alla società di esibire, entro il prossimo 28 gennaio, tutta la documentazione idonea a giustificare la regolarità del rapporto contrattuale
«In particolare», ha spiegato Filippello, «la società dovrà inviare all'amministrazione l'autorizzazione relativa alla regolarità dei contributi Inps e Inail e, contestualmente, la polizza fideiussoria in corso di validità che la Tributi Italia avrebbe dovuto stipulare a copertura assicurativa o bancaria. Se entro il 28 gennaio tali documenti non dovessero pervenire all'amministrazione comunale, i nostri uffici procederanno comunque con la risoluzione di ogni rapporto con la Tributi Italia. Il nostro obiettivo – ha ribadito l'assessore – è quello di garantire in ogni modo gli interessi della città, recuperando quelle somme rimaste congelate e, al tempo stesso, senza sospendere neanche per un giorno il servizio di riscossione. A tal fine da ormai tre mesi è stata attivata un'Unità di crisi ancora operativa che sta seguendo la vicenda da vicino».
Altra bega del Comune quella del bilancio. Ci sarebbe un buco, secondo il Pd, nei conti pubblici a causa della vertiginosa diminuzioni di multe e quindi di introiti.
Per l'assessore al Bilancio, Eugenio Seccia, invece, tutto è in regola: «nella chiusura dei conti del 2009 abbiamo verificato di aver accertato 100mila euro di sanzioni in più rispetto a quanto previsto nella manovra di assestamento di bilancio. Evidentemente, dopo appena sei mesi, anche l'ex assessore al bilancio (Camillo D'Angelo che aveva aperto il caso, ndr) ha perso dimestichezza con la lettura delle carte finanziarie».
La riduzione numerica dei verbali dipende, secondo Seccia, «esclusivamente dal nuovo rapporto di collaborazione avviato tra la Polizia municipale e i cittadini stessi che vogliamo rendere consapevoli dei rischi connessi a una guida disattenta o distratta. Del resto, se lo stesso Pd sostiene che in città regna il caos, tra parcheggi selvaggi e doppie file, è evidente che le centinaia di migliaia di contravvenzioni elevate negli ultimi anni non sono servite a educare gli automobilisti, ma solo a rimpinguare le casse comunali per alimentare l'allegra gestione finanziaria del centrosinistra».

18/01/2010 8.51