Resort sulla spiaggia di Francavilla: il Tar respinge i ricorsi della ditta

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

4790

Resort sulla spiaggia di Francavilla: il Tar respinge i ricorsi della ditta
 FRANCAVILLA. Cattive notizie per Fernando Di Paolo della Abruzzo Property e Resort: il Tar non ha accolto due ricorsi della società costruttrice del “Residence le Vele” sulla spiaggia di Francavilla al confine con Pescara.
Tutto iniziò nel 2000. La struttura, in buona parte già realizzata, fu subito bollata come l' “ecomostro” della cittadina adriatica. Ma i primi dubbi sorsero guardando le autorizzazioni. Alcune mancavano.
Secondo la ditta dovevano essere le amministrazioni a richiederle.
Il cantiere fu sequestrato. Poi le indagini della Procura. Nel febbraio 2009, l'ordinanza del Comune ne sospendeva di fatto i lavori. Quindici giorni dopo il provvedimento della Capitaneria di Porto ordinava la demolizione e il ripristino dei luoghi.
La società fece ricorso al Tar sia per l'ordinanza che per il provvedimento. «Ricorsi improcedibili», ha sentenziato qualche giorno fa la sezione staccata di Pescara del Tar composta dal presidente Umberto Zuballi, e dai consiglieri Dino Nazzaro e Luigi Ranalli.
Improcedibili perché l'ordinanza e il provvedimento sono diventati inefficaci. Risultato? La società dovrà richiedere il nulla osta all'Autorità Marittima e finalmente la Capitaneria di Porto potrà valutarne il rilascio.

IL PRIMO RICORSO

Il Comune aveva bloccato i lavori in quanto sia la Capitaneria di Porto di Ortona che l'Agenzia delle Dogane avevano comunicato la mancanza delle autorizzazioni necessarie.
La "Abruzzo Property e Resort" ha impugnato l'ordinanza comunale di sospensione dei lavori deducendone l'illegittimità per diversi motivi.
Secondo la società non ci sarebbe stata alcuna violazione dell'art. 55 del cod. nav. (come invece prospettato dalla Capitaneria di Porto), «perché nella fattispecie non era necessario il preventivo nulla osta dell'Autorità marittima avendo la Capitaneria di Porto di Pescara, a suo tempo territorialmente competente, espresso parere favorevole sul vigente p.r.g. del Comune di Francavilla».
Ma c'era una postilla che il Tar ricorda: «le opere fatte in variante al Prg necessitano di autorizzazione della Capitaneria di Porto».
E la costruzione della Abruzzo Property era appunto in variante al Prg.
La società ha intravisto una illegittimità anche nella contestata violazione da parte dell'Agenzia delle Dogane in quanto «l'intervento edilizio si colloca ad una distanza di circa m 60 dalla linea doganale,ed essendo, nella fattispecie, la zona di salvaguardia doganale ravvisabile solo nel demanio marittimo».
In conclusione la società ha ribadito la propria posizione: «diversamente da quanto affermato nell'ordine di sospensione lavori, non era compito della società ricorrente inviare le preventive autorizzazioni (ex art. 55 cod. nav. ed ex art. 19 D.Lgs. n.347/1990), dovendo a ciò provvedere lo Sportello unico dell'edilizia, anche mediante conferenza dei servizi».
In tutti i casi il ricorso non è stato accettato in quanto l'ordinanza di sospensione dei lavori non è più efficace: è scaduta.

IL SECONDO RICORSO

L'ordine di rimozione e ripristino è stato impugnato dalla società Abruzzo Property e Resort aggiungendo altre motivazioni alle precedenti: la mancata comunicazione dell'avvio del procedimento e l'omessa valutazione, sia da parte del Comune che della Capitaneria di Porto, della «manifestata disponibilità ad inviare la documentazione necessaria per ottenere anche il nulla osta ex art. 55 cod. nav.».
Quella «omessa valutazione» fu considerata dalla società come «silenzio assenso».
Ma nella sentenza il Tar scrive: «nel caso in esame la domanda riguarda, però, la “sanatoria” di un'attività pur sempre illegittimamente intrapresa prima del nulla osta ex art.55 cod. nav. e l'istituto del silenzio assenso - anche così come ora disciplinato dai riformulati art. 19 e 20 della legge n.241/1990 - presuppone che l'atto richiesto debba essere conforme alle condizioni normative previste per il suo rilascio, ma ciò non è ravvisabile per la sanatoria dei lavori già eseguiti in assenza del nulla osta ex art.55 cod. nav. proprio perché si tratta di lavori abusivi e di cui nessuna disposizione ne prevede obbligatoriamente il rilascio anche in tale ipotesi».
In sostanza, scrive il Tar, «il comportamento omissivo dell'Amministrazione va qualificato come silenzio rifiuto».
«Ciò, a sua volta, - si legge nella sentenza- comporta, però, la sopravvenuta inefficacia dell'ordine di ripristino nel frattempo emesso dalla Capitaneria, dovendo la situazione abusiva essere comunque riesaminata in conseguenza dell'obbligatoria decisione da adottare sulla domanda di sanatoria inoltrata e ciò in conformità a quanto più volte ritenuto dalla giurisprudenza amministrativa in materia di abusi edilizi, essendo nel caso specifico l'autorizzazione ex art. 55 cod. nav. un atto presupposto e connesso al rilasciato permesso di costruire».
Anche qui lunga storia, ma il risultato sempre lo stesso. Ricorso improcedibile per «sopravvenuta inefficacia del provvedimento».

m.r. 18/01/2010 8.17


[url=http://www.primadanoi.it/inchiesta/191-Fuenti-di-Francavilla-ecco-tutte-le-irregolarit%E0-delle-carte]LA NOSTRA INCHIESTA[/url]

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK