Dossier "Mal’Aria di città": «trasporti pubblici in Abruzzo non attrattivi»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Legambiente: «Le istituzioni spingano per un piano integrato di trasporto pubblico».

Con Mal'Aria di città, il dossier di Legambiente in collaborazione con il sito www.lamiaaria.it, si apre oggi la campagna annuale sull'inquinamento atmosferico che a partire da febbraio per oltre due mesi attiverà manifestazioni e iniziative in tutta Italia, per sensibilizzare e informare i cittadini sul problema, con denunce mirate e proposte concrete per i diversi territori.
In tutta Italia il traffico è sempre più congestionato da un parco macchine che non ha pari in Europa; il trasporto pubblico è scarsamente attrattivo e gli spazi dedicati ai pedoni o ad altre tipologie di trasporto sono sempre di meno. L'Abruzzo, purtroppo, non è da meno: nel 2009 si colloca in posizione intermedia rispetto al superamento del limite medio giornaliero dei Pm10 (50 µg/m3): tra le 88 città italiane che sono state monitorate dal dossier, Pescara è tra le prime cinquanta, in 35esima posizione, con 60 superamenti rilevati dalla centralina di via Sacco, mentre Teramo e L'Aquila si collocano tra le ultime posizioni, con rispettivamente 17 e 8 superamenti, questi ultimi, però, antecedenti al sisma del 6 aprile.
I dati sulla città di Chieti non sono disponibili. Considerando che ogni anno sono consentiti 35 superamenti del limite medio giornaliero, i riflettori cadono inevitabilmente sul capoluogo adriatico.
«Il traguardo di un livello accettabile della qualità dell'aria è purtroppo ancora lontano – commenta Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo – e molte sono ancora le azioni da intraprendere da parte delle amministrazioni locali e dal governo centrale per contribuire a migliorarla. A Pescara, in particolare, ancora si fa troppo poco per alleggerire l'area urbana dal traffico dei veicoli privati: le attuali condizioni di congestione dell'intera area metropolitana incidono ancora negativamente sui tempi di spostamento, sulla qualità dell'aria e sui livelli di rumore».
Nell'ambito delle politiche della mobilità urbana Legambiente auspica un piano di mobilità che potenzi il trasporto pubblico, contenendo l'utilizzo dei veicoli privati e incentivando gli spostamenti con mezzi a basso impatto ambientale.
«L'istituzione del biglietto unico ad orario da parte dei gestori del servizio pubblico urbano per la macro area Chieti - Pescara è sicuramente un segnale positivo. Ora spetta alle pubbliche amministrazioni incoraggiare all'uso del trasporto pubblico; incrementare la diversificazione dei servizi, come il sistema di condivisione di auto e biciclette, il taxi collettivo e il bus a chiamata; e migliorare la mobilità ciclabile. Il tutto, se sorretto da un sistema di parcheggi di interscambio periferici, andrà anche a favorire un turismo sostenibile che potrà spostarsi in aereo e in treno perché potrà avvalersi più facilmente della mobilità leggera presente sul territorio».
«Il primo intervento, veloce e economicamente non impegnativo – spiega Antonio Sangiuliano, della segreteria regionale – consisterebbe nell'assicurare al trasporto pubblico di superficie una maggiore fluidità estendendo il più possibile la rete di corsie preferenziali, con due risultati immediati quasi a costo zero: la sottrazione di spazio alle automobili e una reale concorrenzialità del bus rispetto alle vetture private. In occasione del Treno Verde 2009, lo scorso marzo, i volontari di Legambiente sono scesi tra le vie di Pescara, per contare i veicoli che transitavano “abusivamente” sulle corsie destinate agli autobus pubblici. Il risultato del rilevamento effettuato in tre punti diversi della città è stato disastroso: in un'ora di monitoraggio (dalle ore 11 alle 12) si è arrivati complessivamente a 976 infrazioni, che riguardavano automobili, motorini e camion».
«A Teramo la situazione risente dell'assenza di una pianificazione urbana – aggiunge Giuliano Di Gaetano, del direttivo regionale di Legambiente – insieme ad una crescita esponenziale della motorizzazione privata, all'inefficienza dei sistemi di mobilità collettiva e alla mancanza di politiche per una mobilità sostenibile».

16/01/2010 19.21