Carcere Sulmona, detenuto tenta suicidio durante visita parlamentari

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SULMONA. Un detenuto della sezione Internati del carcere di Sulmona ha tentato di suicidarsi prima impiccandosi alla grata della cella con un lenzuolo e poi tentando di darsi fuoco con il fornellino del gas in dotazione alla cella.


A salvarlo l'intervento tempestivo degli agenti di polizia penitenziaria in servizio in quel momento. L'episodio è accaduto mentre era in corso la visita della parlamentare radicale Rita Bernardini. L'internato è stato medicato nell'infermeria del carcere.
Ora sta bene ed è controllato a vista per evitare che possa mettere in atto altri episodi autolesionistici.
Nel frattempo la Uil penitenziari è tornata a chiedere la chiusura della sezione internati del carcere di Sulmona.
«Non é concepibile con la situazione di sovraffolamento che stiamo vivendo - afferma Mauro Nardella, della segreteria regionale della Uil penitenziari - che si permetta a detenuti affetti da problemi psichici di poter disporre liberamente di fornellini del gas all'interno delle loro celle. Sono vere e proprie armi con cui possono provocare danni a loro stessi e agli stessi agenti in servizio. La situazione - aggiunge - è diventata ingestibile e l'unica soluzione è la chiusura della sezione internati che rischia di scoppiare»

CORTEO GENITORI GIOVANI MORTI IN CARCERE

Almeno 700 persone hanno manifestato stamani a Livorno per chiedere verità e giustizia per «i troppi giovani uccisi per mano dello Stato» siano essi - hanno spiegato i promotori - morti in carcere, strutture psichiatriche o in scontri con le forze dell'ordine.
La manifestazione, la prima in Italia di questo genere, organizzata da Maria Ciuffi madre di Marcello Lonzi, il detenuto livornese morto in cella alle Sughere nel 2003, si è svolta senza disordini e il corteo ha percorso le principali vie del centro cittadino guardato a vista da un imponente servizio di sicurezza predisposto dalla questura livornese.
Alcuni negozi del centro hanno tenuto abbassate le saracinesche per timore di incidenti durante il passaggio del corteo. Al corteo hanno aderito anche i familiari di Federico Aldovrandi e la madre di Stefano Cucchi il giovane romano morto per un presunto pestaggio subito dalle forze dell'ordine. Presente anche Heidi Giuliani, madre di Carlo il giovane morto durante il G8 di Genova, mentre Rita Cucchi -la madre di Stefano- che non è potuta essere personalmente presente, ha inviato una lettera letta dagli organizzatori prima dell'inizio del corteo: «Dobbiamo continuare a lottare - ha scritto Rita - per ridare dignità alla morte dei nostri figli e per continuare a chiedere verità e giustizia a quelle istituzioni nelle quali abbiamo ancora fiducia non solo come madri, ma come cittadine italiane».
La manifestazione è stata esplicitamente voluta dai promotori senza insegne e bandiere di partito, senza alcuna tensione e solo con qualche slogan contro la polizia e alcune scritte contro le forze dell'ordine vergate sui muri con bombolette spray che sono state già cancellate.

16/01/2010 17.26