Il "Ponte del mare": uno spot da 2,5 milioni di euro

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Il "Ponte del mare": uno spot da 2,5 milioni di euro
PESCARA. Presentata questa mattina l'importante opera che sarà il fiore all'occhiello della amministrazione D'Alfonso. Ecco perchè sarà un ponte solo pedonabile. Sono 5 gli imprenditori che finanzieranno l'opera. ECCO TUTTE LE IMMAGINI
Un'enorme operazione di marketing.
È questa in definitiva la sostanza dell'imponente progetto dell'amministrazione di centrosinistra voluto dal sindaco Luciano D'Alfonso che, in questa occasione, sembra essersi superato non tanto come amministratore quanto come grande venditore della sua immagine e di quella della città che amministra.
Il progetto del nuovo ponte pedonabile, che sorgerà col chiaro intento di unire la riviera sud a quella nord, è stato presentato questa mattina
nell'aula consiliare del Comune in una sontuosa cerimonia durata oltre 2 ore.
C'erano tutte le autorità più importanti e le scuole che hanno partecipato ad un concorso ideato dal primo cittadino e che è consistito nella scelta del nome dell'opera che farà «conoscere Pescara in tutto il mondo».
Un enorme spot quello di oggi, ma destinato ad estendere i suoi effetti per moltissimi anni (pare soltanto questa la ragione fondamentale della costruzione di questo ponte), una scelta pure per certi versi condivisibile che potrà contribuire a far conoscere «la città in movimento» che è Pescara.
Un enorme spot che –come spesso accade negli eventi dalfonsiani- perde di vista la concretezza delle cose e, così, pur avendo progettisti e fior fiore di esponenti della materia non un solo aspetto tecnico è stato approfondito.
Per la verità, oltre al bombardamento di immagini virtuali e ricostruzioni ipotetiche, nessuno ha parlato di dimensioni, di costi, di tempi, di difficoltà di realizzazione dell'opera, dei rischi, di impatto ambientale e di tantissimi altri argomenti che si sarebbero potuti trattare.
Evidentemente ancora una volta si doveva prediligere la “vetrina” piuttosto che l'oggetto da vendere, spot che è tornato evidentemente utile anche alla campagna elettorale della coalizione di centrosinistra.
E allora si è abbondato in sorrisi, discorsi scanditi da un inno sontuoso, ringraziamenti, pergamene, attestati, medaglie.
Parole e sofismi pronunciati con enfasi facendo sempre buona attenzione a non menzionare quello spettro di argomenti che pure sarebbe stato interessante approfondire.

E chissà in quanti hanno rimpianto il fatto che questo sindaco dai «110 cantieri» e la favella così fluida non andrà a Roma ad occupare il più importante ruolo di rappresentanza esportando anche lì questo suo modo di fare.

LA STRATEGIA CHE INCHIODA
La strategia è quella inaugurata con il monumento che sorgerà a Piazza Salotto dell'architetto giapponese Toyo Ito (grande nome e soldi privati), “l'operazione ponte” è stata meticolosamente studiata e realizzata facendo soprattutto leva sulle grandi doti comunicative e persuasive del primo cittadino che «con una telefonata» è riuscito a convincere cinque imprenditori pescaresi.
A fare cosa? A cacciare una cifra che probabilmente non è stata ancora concordata.
Intanto, lo spot è servito anche per loro che sono stati “pubblicamente inchiodati” e che non potranno ora tirarsi più indietro.
E'probabile -ma su questo non c'è ancora una certezza ufficiale- che l'opera sarà interamente finanziata dai cinque imprenditori. Questi grandi uomini di economia si sono impegnati oggi informalmente a finanziare l'opera.

IL COSTO DELL'OPERA
Ma quanto dovranno
sborsare? In altre parole quanto costa l'opera?
Naturalmente nessuno si è avvicinato nemmeno di sfuggita all'argomento ma PrimaDaNoi.it ha fatto la domanda all'architetto Walter Pichler che tuttavia ha cercato di aggirarla spiegando che al momento «il progetto è di massima», e «occorrerà un progetto definitivo e quello esecutivo nel quale si dovranno approfondire gli aspetti tecnici ed i particolari: la tipologia del suolo, la tipologia delle fondamenta, le opere necessarie di rafforzamento, i materiali e altri parametri che dovranno essere definiti in seguito».
Ed il costo? Più di 500mila euro? «Di più». Più di un milione? «Di più». Più di due milioni di euro? «Circa».
La cifra, ancorché di massima, è suscettibile di variazioni e non può dunque essere presa per definitiva. Ma è anche probabile che per fare cifra tonda gli imprenditori, non potendo sborsare somme diverse tra loro, saranno obbligati a cacciare circa 500mila euro a testa.
E poi mai porre limiti alla Provvidenza: «E se gli imprenditori avessero deciso di stanziare una somma maggiore?». In questo caso siamo sicuri che si opereranno opportune varianti ai progetti per aumentare il valore… sociale dell'opera.
Un'opera grandiosa come hanno spiegato tutti gli ospiti intervenuti tra i quali professori universitari e architetti che si sono dilungati in materie spesso lontane dalla ragione della manifestazione.

Dunque il Ponte del mare sarà essenzialmente «un luogo che simboleggerà la pace», come ha spiegato il sindaco D'Alfonso, «e soprattutto un luogo di incontro e di unione per quelle persone che hanno ritrovato il tempo libero».
Dare in sostanza continuità a quella riviera che morfologicamente nasce divisa dal fiume.

PERCHE' LE AUTO SONO STATE ESCLUSE
E la scelta dell'amministrazione comunale è stata chiara al riguardo.
«Abbiamo subito scartato l'ipotesi di creare un ponte percorribile anche per le auto», ha spiegato l'assessore Armando Mancini, «abbiamo, in altre parole, voluto escludere la possibilità di realizzare una nuova circonvallazione e di scaricare il traffico sulla riviera che noi vogliamo ritorni ai fasti di 40 anni fa. Pescara che punta al turismo ha bisogno di un lungomare tranquillo, pedonabile, che esalti le bellezze del mare ed il rapporto con la città. Per questo sarà ancora più bello poter andare tranquillamente in bicicletta o a piedi dal borgo marinaro che sta a nord a quello che sta a sud: dalla nuova Pescara alla vecchia Castellammare».
L'assessore ha, dunque, escluso almeno per il momento, la creazione di altri ponti e soprattutto di tunnel sotto il fiume: opera forse ancora più dispendiosa dello stesso ponte.

Sarà il nuovo biglietto da visita di Pescara soprattutto perché grazie agli architetti e progettisti l'opera si presenterà come un prototipo, dalle linee innovative, dal messaggio semplice.
«Un'opera che esprime sicuramente un nuovo linguaggio architettonico, con geometria espressiva che crea nuove potenzialità e forme fluide, percepibili da ogni angolazione, fruibili sia dal pedone che attraversa che dagli spettatori che osservano dal basso».
Il ponte si divide in due percorsi separati: uno ciclabile e l'altro pedonabile.

IL PROGETTO
Il progetto prevede un pilone centrale leggermente inclinato che sostiene una fune primaria alla quale sono fissati i tiranti secondari che sostengono e bilanciano i due rami separati del ponte.
La sede ciclabile ha una larghezza di 4 metri; quella pedonabile di 3 metri. Il ponte sarà alto dal fiume circa 10 metri.
Il sistema dei tiranti secondari disegneranno due vele che si intersecano.
La struttura portante dei due impalcati è prevista in acciaio protetto con rivestimenti metallici e potrà essere di acciaio inox o alluminio.
La struttura sarà concepita in modo da minimizzare le oscillazioni.
La campata unica sarà lunga circa 30 metri, mentre il pilone centrale sarà alto circa 50 metri, poco più del campanile della città e costituirà un nuovo ostacolo da inserire nelle mappe aeronavali trovandosi sul sentiero di discesa verso la pista dell'aeroporto.

I 5 “CAVALIERI”

Non si sono fatti sfuggire l'occasione di acquisire visibilità e di contribuire ad una delle opere più importanti che rimarranno e caratterizzeranno il capoluogo adriatico.
Carlo Toto (presidente di autostrada dei Parchi e della compagnia aerea Air One) da prossimo residente pescarese ha voluto festeggiare così la sua nuova scelta di vita.
Ci sarà poi l'impulso della Fater che ha già collaborato a numerose opere per la città e che è riuscita a stringere un buon rapporto con il sindaco D'Alfonso.
La lista prosegue con l'imprenditore Renzo Di Properzio (idrocarburi), Enrico Marramiero (vini), Gilberto Ferri (commerciante) , quest'ultimo ha sottolineato come la sua storia personale fosse già legata a quel ponte ferroviario che, immediatamente dopo la Seconda guerra mondiale, risolse gran parte dei problemi legati alla viabilità di una Pescara completamente distrutta dai bombardamenti.

03/03/2006 15.09


ALTRI PARTICOLARI DELL'OPERA (2 MB Pdf)




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