Pescara. La mappa del potere: tutti gli uomini della Fondazione

Alessandro Biancardi

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Pescara. La mappa del potere: tutti gli uomini della Fondazione
PESCARA. Banche, gas, cooperazione internazionale, eventi culturali, Pax Christi e pure la Brigata Majella. * GAS CONNECTIONS: LE CONNESSIONI CON IL MONDO DELLA DISTRIBUZIONE DEL GAS
L'associazione Terra Nostra di Gianluca Monaco ha disegnato la ''mappa del potere'' che si dipana dalla fondazione PescaraAbruzzo: si rincorrono posizioni strategiche e uomini di prestigio che si intrecciano e si allontanano.
Sono quelli gli uomini che contano, che decidono e spesso fanno la differenza.
Una ricerca lunga e laboriosa tra i cda di ogni singolo ente o ditta dove si rincorrono e si ritrovano sempre le stesse entità: il fulcro, sostiene l'associazione, è la Fondazione PescarAbruzzo (presidente Nicola Mattoscio da Gessopalena) che viene definita «uno strumento finanziario di cui si è servito D'Alfonso» e attraverso il quale si sarebbero mosse importanti pedine negli ultimi anni.
Uno studio accurato, interessi scandagliati e resi pubblici, che celerebbe un disegno molto più vasto (niente di illecito: si parla di lobby), sostiene l'associazione Terra Nostra, «che coinvolge livelli economici superiori con connessioni nel mondo bancario e nella rete di cda che si intrecciano in quella che era la cassaforte dell'ex sindaco: la fondazione Pescara Abruzzo, finanziatrice delle opere “simboliche” così come i benefattori Toto, Ferri e Marramiero».
E ad ogni singolo personaggio strategico l'associazione associa anche i grandi progetti della città: Toto e aree di risulta e gestione dei parcheggi per trenta anni, Ferri e urbanistica con sblocco degli accordi di programma sulla Tiburtina su aree ex commerciali, Marramiero e gas.

TUTTO PARTE DAL PONTE DEL MARE

Le attenzioni di Terra Nostra sono partite dalla Fondazione Pescarabruzzo dopo che il Ponte del Mare (inizialmente indicato come opera pubblica) fu finanziato con ben 5 milioni di Euro. La stessa associazione alcuni mesi fa ha firmato un esposto alla procura chiedendo di fare chiarezza su tutta l'operazione.
«La fondazione ha quote di partecipazione in diversi enti ed istituti bancari», comincia Gianluca Monaco che stila la lunga lista: «Eurobic, Edizioni scientifiche abruzzesi, gestioni culturali, fondazione per il sud, Banca Caripe, Banco Popolare, cassa depositi e prestiti, Enel, Carispaq, banca Tercas, banca popolare di Lanciano e Sulmona, Serfina banca, World trade association della quale Mattoscio è vice-presidente mentre il presidente onorario è il benefattore del ponte, Gilberto Ferri» .

Il presidente di Eurobic è invece Enrico Marramiero (membro della Fondazione Pescarabruzzo).
L'amministratore delegato è Gianni Melilla, «già parlamentare con vitalizio», commenta Monaco, «già sindacalista, già presidente del consiglio Comunale di Pescara ed ora, nominato da Mattoscio a fare l'A.D. ad EuroBic. Inoltre Gianni Melilla è l'inventore dell'Ente strumentale Cooperazione Internazionale del Comune di Pescara e attivo promotore dei Programmi di Cooperazione Internazionale della Regione Abruzzo, essendo lui fino al 2008 consigliere regionale».
La Fondazione percepisce dividendi dalle banche di cui detiene quote.
Banca Serfina nacque, invece, come finanziaria per gli artigiani della Cna, ricorda Terra Nostra, trasformatasi in Banca con una maggioranza di Azioni della Banca popolare di Lanciano e Sulmona s.p.a.. Il presidente di Serfina è Pietro Odoardi, padre del consigliere comunale di Rifondazione comunista di Montesilvano, Cristian («alla faccia dell'anticapitalismo», commenta Monaco).
L'ex presidente di Serfina, ed ora in Cda, è Romeo Di Fonzo, uomo forte del Pci prima e Pds Ds-Pd teatino oggi.
«La Bls, già nota per essere stata condannata per anatocismo», ricorda Monaco che da tempo porta avanti la teoria degli Scec, «appartiene al gruppo Bper (Banca Popolare dell'Emilia Romagna) banca riconducibile allo schieramento di centro-sinistra. Il presidente del consiglio di amministrazione è Lelio Scopa che figura anche nei consigli di amministrazione di Strada dei Parchi S.p.A., Toto S.p.A., Air One S.p.A., Carispaq S.p.A., Del Giudice S.r.l., Pierburg S.p.A, Puccioni S.p.A.».
Quindi il Gruppo Bper controlla la Bls, che controlla la Serfina, che è partecipata dalla Fondazione.
Ricapitolando, la fondazione ha quote in BLS, Serfina, Tercas, Carispaq, Caripe.
«Le ultime tre», continua Monaco, «sono le banche che detengono azioni in Fira ed inoltre detiene quote della Cassa Depositi e Prestiti, l'ente finanziario dei comuni».
Gli introiti della Fondazione derivano dai dividendi sugli utili di queste banche.
Gli eventi culturali che promuove vengono gestiti dalla Gestioni Culturali S.r.l. Unipersonale, affidati all'uomo di cultura del Pd, Angelo Valori che gestisce anche lo Spoltore Ensemble. La proprietà della Gestioni Culturali s.r.l. è totalmente della Fondazione che finanzia questo suo ente.

CULTURA E ONU, GLI INTRECCI SI INTRECCIANO

Ma c'è dell'altro spulciando il sito della Fondazione: la stessa ha commissionato alla Goodwill uno studio di fattibilità per un Distretto culturale della Provincia di Pescara nel 2004.
La Goodwill è legata alla World Goodwill. Quest'ultima, da tempo riconosciuta dalle Nazioni Unite quale Organizzazione Non-Governativa , è rappresentata alle regolare riunioni informative alla Direzione Generale dell'Onu.
«Tra i “bracci operativi”», illustra Terra Nostra, «figura l'organizzazione Pax Christi di cui era presidente fino a qualche mese fa Monsignor Valentinetti della curia Penne-Pescara.
«Ecco anche spiegato», commenta Monaco, «i finanziamenti alla Caritas per la costruzione dei dormitori?».
C'è poi la Fondazione Brigata Maiella (dedicata ai partigiani) il cui sito è linkato sulle pagine della Fondazione Pescarabruzzo.
Tale fondazione nasce per “volontà” della Regione Abruzzo con la L.R. 40 del 6/07/1999 e trova attuazione nel decreto regionale n.132 del 2006 a firma del presidente Del Turco.

Alessandra Lotti 14/01/2010 8.45

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GAS CONNECTIONS: LE CONNESSIONI CON IL MONDO DELLA DISTRIBUZIONE DEL GAS


PESCARA. Tra i campi di attività individuati dalla associazione Terra Nostra nella sua ricerca vi è anche quello del gas.
Ancora una volta Gianluca Monaco ed i suoi registrano movimenti e connessioni all'epoca del primo D'Alfonso con operazioni che ancora oggi diffondono i loro effetti.
Secondo l'associazione proprio il gas potrebbe essere il settore maggiormente fortunato nei prossimi anni dal punto di vista dei finanziamenti pubblici, specie nelle zone svantaggiate come l'Abruzzo.
La nascita di Pescara Gas –ricorda Terra Nostra- avviene poco tempo dopo la vittoria di D'Alfonso alle elezioni comunali di Pescara. Si approfitta del termine della concessione da parte del soggetto gestore, la Camuzzi poi inglobata in Enel gas oggi Enel energia.
La storia è complicata e va avanti per anni, nasce un contenzioso concluso con una sentenza del Consiglio di Stato a favore di Enel Energia alla quale il Comune di Pescara dovrà versare 21 milioni di euro.
Una operazione di cui però forse non si parla a sufficienza proprio perché ha prodotto un ammanco non trascurabile nelle casse comunali.
L'atto di Pescara-gas è stato stipulato presso il notaio Mastroberardino.
I fondatori sono la Conscoop di Forlì-Cesena, il consorzio Leonardo (Marramiero) e Molise Gestioni (gruppo Falcione, conglomerata molisana nella distribuzione di gas naturale).
Attualmente Mauro Pasolini è il presidente di Pescara Gas e già presidente di Lega Coop Forlì Cesena, il nome sarebbe stato indicato dalla la Lega Coop nazionale notoriamente espressione del centrosinistra.
Nel Cda c'è anche Enrico Marramiero, patron di Alma cis, società leader nella costruzione di reti per la distribuzione metanifera. Non è un caso che sia stato anche il primo presidente di Pescara Gas. Ancora oggi gli uffici amministrativi di Pescara gas e Alma cis, hanno sede nello stesso appartamento in via Carducci a Pescara, mentre la sede operativa e le officine sono presso il centro Dama di Chieti Scalo: stesso indirizzo, stesso numero civico, stesso numero di telefono e stesso amministratore: Marramiero.
Nel Cda c'è anche Edmondo Falcione, presidente dell'omonimo gruppo molisano, che opera quasi in regime di monopolio nella regione con diverse società di distribuzione del gas.
«Il suo gruppo», ricorda Terra Nostra nel suo studio, «è quello che si è aggiudicato la costruzione del rigassificatore in Albania, l'importo dei lavori è di circa un miliardo di euro. L'Albania assieme alla Serbia sarà il terminale del gas russo in un progetto della svizzera Egl e della norvegese Hidrostadt».
Parlare di gas russo non è precisamente fuori luogo né per l'Abruzzo né per Pescara. Un ulteriore connessione emerge in maniera ancora molto sfumata dalle carte dell'inchiesta Ground Zero quella che ha portato in carcere Italo Mileti e Claudio D'Alesio. Quest'ultimo, intermediario di professione con esperienze nella Fira di Giancarlo Masciarelli, avrebbe avuto contatti di lavoro proprio con una grossa società di gas russo per un non meglio precisato affare che potrebbe essersi concluso forse lo scorso anno.
Tra i sottoscrittori dell'atto di fondazione di Pescara Gas Srl c'era anche Orazio Maiorani, nome conosciuto nell'ambiente poiché è il rappresentante della CoopCitigas di Giulianova fondata già nel 1978.
Nel comitato tecnico si trovano altri due nomi interessanti: quelli di Elicio Romandini, uomo vicino al centrodestra di Sant' Egidio alla Vibrata (prima area Udc ora Pdl) e Marco Meo, un tecnico direttore della Compagnia Italiana del gas la quale tuttavia è società del gruppo Molise Gestioni ovvero di Edmondo Falcione che siede nel Cda di Pescara Gas.
«Una posizione di eccessiva vicinanza tra amministratore e controllore tecnico», sostiene Gianluca Monaco.
Nel Cda, infine, siede Loreto Vanni, anche lui di Giulianova, già revisore in Juliagas, società municipalizzata che si occupa di distribuzione di metano, revisore presso la Asl di Teramo, Edilcassa Abruzzo e Abruzzo Sviluppo.

a.b. 14/01/2010 8.45