Inchiesta urbanistica, l'indagine del 2006 è chiusa

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Inchiesta urbanistica, l'indagine del 2006 è chiusa
PESCARA. Sarà notificato nei prossimi giorni l’avviso di conclusione delle indagini a 20 indagati (inizialmente erano 33) sugli accordi di programma e urbanistica di Pescara nell’era D’Alfonso.
Il pm Gennaro Varone ha firmato nei giorni scorsi l'avviso che sarà recapitato la prossima settimana agli interessati che sono finiti nel mirino di una inchiesta aperta nel 2006.
Un destino particolare per una indagine che non è stata fulminea, come altre, e che è stata assegnata inizialmente al pm Aldo Aceto che dopo alcuni mesi ha richiesto al procuratore Trifuoggi di essere affiancato da un pool di colleghi.
Arrivarono in soccorso i sostituti Pietro Mennini, Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli i quali hanno proseguito in pool le indagini.
Ma era una inchiesta sfortunata che si è arenata più volte. Prima di cambiare sede il pm Aceto aveva avanzato addirittura una richiesta di arresto per il sindaco D'Alfonso, siamo intorno alla metà del 2007, ma gli altri componenti del pool non si trovarono d'accordo e la richiesta non arrivò mai al gip.
Da allora il fascicolo che dovrebbe raccontare dei rapporti stretti tra gli imprenditori locali ed il sindaco D'Alfonso è rimasto in balia degli eventi e con un sostituto di meno, Aceto, che intanto ha cambiato sede.
Soltanto a giugno del 2009 il procuratore Trifuoggi decide di inserire nel pool (che nel frattempo ha perso un altro pezzo, Mennini diventato procuratore a Chieti) il pm Varone che nel frattempo aveva indagato per un anno su fatti e vicende analoghi e dunque aveva conoscenze utili al procedimento.
In cinque mesi vengono ricontrollati gli atti della vecchia inchiesta ed integrati, ove possibile, con le conoscenze dell'inchiesta Housework.
A novembre il lavoro è concluso anche se pare che ormai alcune cose siano state compromesse per il passaggio del tempo.
Per chiudere le indagini però è necessaria la firma anche degli altri due sostituti i quali decidono di ritirarsi dal pool forse anche per rendere più snelle le procedure e far viaggiare finalmente verso il suo destino un fascicolo che prometteva di essere esplosivo.
Così l'unico titolare dell'inchiesta rimasto, Varone, ha potuto chiudere l'inchiesta.
Non trapelano però particolari sugli esiti.
Da sempre si conoscono figure di primo piano invischiate come Di Properzio e Di Vincenzo o amministratori come Dogali e l'ex sindaco D'Alfonso, nonché alcuni membri della commissione urbanistica e l'ex vescovo di Pescara Cuccarese. C'è poi il braccio destro dell'ex primo cittadino, Guido Dezio, Licio Di Biase.
Ma la vera novità sarebbero alcune posizioni archiviate, cioè per le quali non vi sarebbero elementi per sostenere una accusa, per cui lo stesso pm avrebbe stralciato alcuni indagati della prima ora (erano 33).
In primavera si potrebbe giungere alla udienza preliminare.

a.b. 13/01/2010 14.02

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