Ex Burgo Chieti: sindacati preoccupati per riconversione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Preoccupazione delle Rsu della Burgo di Chieti per il futuro dell'area su cui sorge la cartiera e per il progetto "InTe" che dovrebbe trasformarla in un nuovo insediamento produttivo.


Dopo l'avviata demolizione, concordata con accordo di programma sottoscritto da sindacati, Burgo, aziende insedianti, Associazione Industriali di Chieti e Istituzioni locali - denunciano Cgil, Cisl, Uil e Ugl di categoria - «si perde sempre più chiarezza in merito al destino del sito e dei lavoratori da ricollocare come l'accordo prevede».
In una lettera a tutti gli interessati al progetto di riconversione dell'area ex Burgo, i rappresentanti di Uil Com, Fistel Cisl, Cgil Slc e Ugl sollecitano l'immediata convocazione del comitato paritetico di attuazione per chiarimenti sull'evoluzione del progetto InTe e poi tutte le parti in causa a concretizzare, per le loro competenze, gli impegni sottoscritti nell'accordo di programma.
I rappresentanti sindacali ricordano che l'area industriale ex Burgo è stata vincolata a tale destinazione d'uso proprio da una legge regionale voluta espressamente dalla Rsu Burgo Chieti per evitare speculazioni sul sito a danno dei lavoratori e per creare nuove opportunità lavorative.
«La preoccupazione - sottolineano i sindacalisti nella lettera che ha quali primi destinatari la Burgo, la Merlino Progetti e il Patto territoriale Chietino - Ortonese - deriva anche dai tempi che si sono sempre più ristretti in quanto la cassa integrazione guadagni straordinaria avrà termine il 4 agosto prossimo e a tal proposito - si legge ancora nella lettera - si ricorda che la situazione delle circa 180 famiglie rimaste senza reddito da circa 2 anni diventa sempre più drammatica con alcune situzioni di disagio sociale ed economico tali da destare forte preoccupazione per ciò che ne potrebbe scaturire».

13/01/2010 10.55