Ecco l’ennesima lista di siti vuoti e progetti informatici sconosciuti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LA GRANDE BEFFA TECNOLOGICA. ABRUZZO. Si è arrivati a pensarne di tutti i colori pur di intercettare i finanziamenti finanche «a riattivare il “Sistema di Avvistamento” medioevale». E’ ancora lunga la lista di progetti e siti la cui utilità resta sconosciuta e difficilmente verificabile.




LA GRANDE BEFFA TECNOLOGICA. ABRUZZO. Si è arrivati a pensarne di tutti i colori pur di intercettare i finanziamenti finanche «a riattivare il “Sistema di Avvistamento” medioevale». E' ancora lunga la lista di progetti e siti la cui utilità resta sconosciuta e difficilmente verificabile.




Alla fine dei conti- ovvero 100 mln di euro- trasparenza ed efficienza restano obiettivi ancora troppo lontani per i nostri distratti politici ed amministratori.
Ma forse tutta la colpa non è nemmeno dei politici che abbiamo verificato essere poco avvezzi all'utilizzo del Pc, spesso alcuni di loro si rivolgono a parenti e amici solo per mandare una mail.
Ma è certo lo scenario desolante, dove nessuno si è accorto delle enormi falle della rivoluzione tecnologica abruzzese.
Nessun dipendente, responsabile, controllore ha mai cliccato sui siti che abbiamo scandagliato in questi giorni?
Forse proprio per questo ci imbattiamo in pagine web completamente avulse dal contesto (notizie su pane, equinozi, giri di parole).
E pensare che quelli sono solo gli esempi più eclatanti di portali inutilizzabili ma di importanza strategica.
C'è poi un sottobosco di piccoli siti e di progetti rivolti solo alla pubblica amministrazione.
Quindi l'utilità di questi ultimi è verificabile solo da chi ci lavora. Ma dato che si tratta di finanziamenti pubblici, la trasparenza ci dovrebbe essere comunque.
Ed invece l'Arit (Agenzia Regionale per l'informatica e la Telematica) si limita, sul proprio sito, ad illustrare gli obiettivi di progetti ormai datati senza dire “come è andata a finire”.
Secondo alcune fonti la giunta Chiodi avrebbe anche pensato in un primo momento di fare il punto della situazione e denunciare lo sperpero, poi però non è successo.

COME SARANNO ANDATI A FINIRE?

Sono 4 i progetti – “vittime” più volte di un copia-incolla per riempire le sezioni di altri siti- che l'Arit mette in primo piano nella propria home page (www.arit.it). Progetti abbandonati? Realizzati? In corso d'opera? Utili alla collettività? Non si sa.
In compenso se ne conoscono sempre (e solo) i lodevoli obiettivi espressi sempre con frasi mirabolanti.
-Sistema di Interconnessione a Banda Larga per i Comuni del Medio Sangro
«Realizzazione di una rete geografica wireless sperimentale, e dei relativi servizi, in grado di realizzare l'interconnessione dei comuni appartenenti all'area geografica del Medio Sangro.I collegamenti wireless realizzati saranno in un primo momento riservati al Comune e alle scuole presenti nel territorio comunale».

- Estensione della ComNet RA per la copertura di siti svantaggiati
«Realizzazione di una infrastruttura tecnologica per l'estensione della rete regionale ComNet RA (Community Networking Regione Abruzzo, ndr) per la copertura di siti svantaggiati all'interno del territorio Regionale, mediante lo sviluppo di una rete di collegamento a onde radio che venga a costituire una rete Ethernet con tecnologia wireless.(..)In particolare si verificherà la possibilità di riattivazione del “Sistema di Avvistamento” medioevale al fine di rendere fruibili ai cittadini delle aree interne i servizi della rete».

-Infrastruttura di Interconnessione Sicura della ComNet RA (IIS-COMNET)
«Realizzazione di una infrastruttura per la sicurezza ICT diffusa e capillare nel cui ambito opererà un Centro per la Sicurezza attraverso il quale realizzare i servizi di gestione della sicurezza a supporto dell'azione definita dai molteplici progetti ICT individuati ed in corso di realizzazione».
-Centri di accesso pubblico a servizi digitali avanzati (CAPSDA)
«Realizzazione di strutture per l'accesso ai servizi digitali, rappresentate da Centri di accesso per il cittadino e/o per le imprese e punti di accesso. Ciascun Centro di accesso per il cittadino e' costituito da un congruo numero di postazioni (PC) collegate tra loro in rete, a sua volta connessa ad Internet, e prevede strumenti per la fruizione e la creazione di contenuti digitali e di una forma di assistenza e tutoraggio on site».

DALLA FESTA DEL PANE, ALL' HEALT CENTER , ALLA CARTA DEI SERVIZI

E' strano che navigando tra la miriade di siti istituzionali creati per obiettivi ambiziosi e complessi ( Banche dati DocUp) si possano incontrare “news” sulla festa del pane di un paesino oppure la spiegazione scientifica dell'equinozio autunnale. Siamo certi che siano il «rimedio contro il digital divide»?
Portali con poche semplici sezioni, spesso solo di prova, che si spera abbiano solo il compito di presentare un progetto e non di fungere da piattaforme per il servizio. In questo caso è difficile sapere se il progetto finanziato è operativo perché “le procedure automatiche per l'inserimento dei dati Docup” le seguono solo i dipendenti degli enti pubblici. E che dire del sito “HealthCenter” dalla grafica accattivante e chiara.
Peccato che lo siano molto meno gli obiettivi di cui si capisce ben poco: si passa dall'e-gov al T-gov. Per fare cosa?
Poco importa, tanto era già prevista l'estensione del T-gov anche a 4 domini specifici (e-health, e-tourism, e-participation, e-mobility) attraverso il canale digitale terrestre. E' andata bene questa sperimentazione?
Chi ha la responsabilità di verificare?
In tutti i casi il portale è come gli altri: vuoto.
Ed è difficile anche capire a chi serve e a cosa. Medici o pazienti?
«Ad entrambi» è l'unica risposta all'unica domanda nella sezione Faq
I lungimiranti politici avevano progettato anche una utilissima “Carta Servizi Generali per il Cittadino”.
Cifra stanziata nell'accordo quadro del 2002: 650 mila euro (fondi Cipe). Somma che aumenta negli anni fino a 750 mila nelle “descrizioni di progetto”. Sarà mai stata realizzata la smart card (compreso l'equipaggiamento tecnologico) che prometteva «benefici economici derivanti dal risparmio di soldi e tempo e dalla qualità dell'accesso ai servizi»?
I cittadini dei comuni “campione” (Collecorvino, Isola del Gran Sasso, Giuliano Teatino, Pratola) ne hanno mai sentito parlare? Sui siti ufficiali a parte le presentazioni non ci sono prove dell'attività svolta.

IL CONO D'OMBRA

Buona parte della rivoluzione tecnologica da 100 mln di euro (e oltre in quanto molti progetti sono “extra accordo”) è rivolta a migliorare i sistemi e l'efficienza di chi lavora all'interno della Pubblica Amministrazione.
Quindi è difficile capire se siano andati a buon fine investimenti come
“Sistema di posta elettronica su supporto di massa USB” (di cui non si conosce l'esito di gara, fondi Docup);
“Realizzazione dell'Infrastruttura Centro Tecnico ComNet-RA e poli di erogazione servizi provinciali sulla ComNet-RA” (gara aggiudicata a Sun Microsystems Italia Spa Roma ed Ingibi srl Milano per 1,5 mln);
"Integrazione e l'adeguamento dell'Intranet della Regione Abruzzo" (aggiudicato ad un RTI composta da Telecom Italia, R.D. Sistemi srl Novara, Demer srl Scafa al prezzo di 1.499.900,00),
"Realizzazione dell'Infrastruttura di gestione del Centro Tecnico della ComNet-RA" (aggiudicata al RTI composto da Hewlett Packard Italiana s.r.l. Roma, Hiteco srl Atessa), Sinecura spa Milano per 1,7 mln di euro).
Servizi di trasporto della Community Network della Regione Abruzzo (gara aggiudicata ad Albacom Roma per un importo di 889.824,00 euro);
Realizzazione di Servizi Avanzati per i Beni Culturali e Ambientali in area obiettivo 2 (non si conosce l'esito di gara scaduta nel 2005);
Sistema di project management" - Sistema Informativo per la pianificazione, analisi e controllo degli obiettivi nell'ambito della pubblica amministrazione locale della regione Abruzzo (SIPAC-RA) (non pubblicato l'esito di gara scaduta nel 2004).
Merita attenzione particolare il progetto del “Portale per la gestione delle strutture ricettive del territorio abruzzese nell'ambito del DocUP Abruzzo 2000-2006” di cui non si sa né il costo né l'esito di gara.
Cercando il sito su Google naturalmente non si hanno risultati. Magari sarà integrato nei due siti istituzionali (dello stesso padrone) che si contendono il primato sul mercato turistico: www.abruzzoturismo.it, www.regione.abruzzo.it/turismo/ rispettivamente dell'Abruzzo Promozione Turismo (ente strumentale della Regione) e della Regione. Melius abundare quam deficere.
Destra e sinistra distratti per dieci anni su un fiume di denaro che si è riversato sulla nostra terra senza irrigare i campi.
Bisognerà individuare le idrovore che hanno aspirato tutta l'acqua.
La domanda resta: chi doveva controllare perché non l'ha fatto?

Manuela Rosa 13/01/2010 10.19

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