Villa Pini verso il fallimento e Chiodi firma lo stop all'accreditamento

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Villa Pini verso il fallimento e Chiodi firma lo stop all'accreditamento
CHIETI. Camera di consiglio ieri al Tribunale di Chieti che ha convocato Chiara Angelini, titolare di Villa Pini. * SANATRIX E SAN STEFAR CHIEDONO INCONTRO CON IL PREFETTO
Si tratta degli ultimi adempimenti della fase prefallimentare: dopo le istanze di insolvenza, presentate da più parti, il Tribunale ha convocato l'imprenditore per verificare se ci sono o meno le condizioni per il fallimento, dopo avergli anche concesso il tempo per presentare eventuali documenti che attestano la capacità di far fronte ai debiti.
Dopo di che, quello che è successo ieri mattina, se l'imprenditore non dimostra di avere i soldi, le istanze di insolvenza vengono unificate e viene dichiarato il fallimento.
A quanto se ne sa, ieri il giudice Adolfo Ceccarini si è riservato pochi giorni ancora per controllare tutta la documentazione e per decidere, anche se il destino di Villa Pini sembra segnato.
Almeno valutando la rapidità con cui ieri mattina si è consumato l'incontro in camera di consiglio tra Chiara Angelini ed i giudici: solo dieci minuti che possono cambiare la storia di Villa Pini.
Entrata poco dopo mezzogiorno con una avvocatessa dello studio di Sabatino Ciprietti, Chiara Angelini è uscita provata, addirittura scossa, dalla camera di consiglio.
Come se un peso troppo grande si fosse abbattuto tutto sulle sue spalle, si è allontanata dal Tribunale con gli occhi lucidi: ad attenderla solo l'autista della clinica. Ha cortesemente rifiutato di rispondere alle domande, anche se poi ha telefonato per scusarsi del comprensibile riserbo.
Si apre quindi una nuova fase nella complessa vicenda, non solo giudiziaria, di Villa Pini.
Una fase che potrebbe preludere in tempi ragionevolmente brevi (non immediati, ma certi) al pagamento degli stipendi di tutti i dipendenti e dei crediti vantati dai fornitori.
In particolare, appena dopo la nomina del curatore fallimentare, verranno attivate tutte le procedure previste: il pagamento del Tfr da pare del fondo di solidarietà dell'Inps e l'erogazione degli ultimi tre mesi di stipendio dello scorso anno.
E' altrettanto vero che Villa Pini potrebbe presentare un progetto di concordato, ma le notizie che provengono dal Palazzo di giustizia sono di altro tenore.
Si parla con insistenza di un trasferimento da Pescara del fascicolo a carico di Enzo Angelini come amministratore di Villa Pini con ipotesi di reato che vanno dalla bancarotta semplice a quella con distrazione di fondi.
In pratica i giudici vogliono scoprire che fine hanno fatto tutti i milioni di euro (si dice un centinaio) che sono affluiti nella casse del Gruppo e che ora, a detta dello stesso Angelini, non ci sono più, tanto da lasciare dipendenti e creditori senza pagamenti.
Il tutto mentre la Regione ha attivato le procedure per il blocco delle convenzioni a partire da oggi.
Il che potrebbe spianare la strada per una ripresa delle trattative per il passaggio della proprietà del Gruppo ad altro imprenditore. Come già rivelato, il pole position ci sarebbe il Gruppo molisano della famiglia Patriciello, titolare dell'Irccs Neuromed di Isernia.

Sebastiano Calella 13/01/2010 9.02

CHIODI FIRMA SOSPENSIONE ACCREDITAMENTO

Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha firmato questa mattina i provvedimenti che sospendono gli accreditamenti sanitari a quattro strutture di ospedalità privata del Gruppo Villa Pini. Le strutture interessate alla sospensione dell'accreditamento sono: Santa Maria, Villa Pini, Maristella e La Cicala.
Le sospensioni sono state decise in base a quanto previsto dall'art. 7bis della legge regionale 27/2009.
Sempre secondo quanto prevede la legge regionale, «le strutture nei cui confronti operi la sospensione non possono erogare prestazioni per conto del Servizio sanitario, ad eccezione di quelle relative ai pazienti già ricoverati. Questi ultimi sono trasferiti ad altra struttura pubblica o privata accreditata entro 90 giorni dalla sospensione».
13/01/10 16.19

[url=http://www.primadanoi.it/notizie/24174-Villa-Pini-in-vendita-il-gruppo-Neuromed-di-Venafro-vicino-all-acquisto]LE TRATTATIVE DI VENDITA ED IL GRUPPO PATRICIELLO [/url]
[url=http://www.primadanoi.it/notizie/24193-Villa-Pini-in-vendita-si-cede-il-51-ma-la-cifra-%E8-ancora-sconosciuta]VILLA PINI VENDE IL 51%[/url]

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SANATRIX E SAN STEFAR CHIEDONO INCONTRO CON IL PREFETTO

L'AQUILA. Si è tenuto ieri su convocazione dell'assessore provinciale al Lavoro Ermanno Giorgi, un incontro sulla situazione difficile di Sanatrix e San Stefar.
L'incontro che ha visto la presenza delle organizzazioni sindacali, della presidente della Provincia e del presidente dell'Ordine dei Medici, si è concluso con la predisposizione di un documento unitario mediante il quale le parti richiederanno l'interessamento del prefetto Gabrielli e la convocazione urgente di un tavolo a cui debba partecipare anche la Regione Abruzzo il Commissario per la ricostruzione Guido Bertolaso ed il sindaco dell'Aquila.
«Solo un incontro così composto», hanno spiegato le parti, «permetterà di vagliare tutte le possibili soluzioni della complessa vertenza inerente la sanità privata del nostro territorio ed oltre».
«E' quanto mai necessario dare risposte concrete e immediate ai lavoratori del Gruppo di Angelini», ha commentato Giorgi, «attualmente in cassa integrazione. Il secondo motivo d'urgenza, non meno importante, sono i cittadini che non possono più usufruire delle prestazioni sanitarie erogate prima del sisma, in un momento in cui la richiesta è persino aumentata».
Dall'incontro è emersa anche la necessità di mantenere il numero dei posti letto assegnati alla data del 6 aprile insieme ai livelli occupazionali preesistenti e di implementare la quantità e la qualità dei servizi e delle prestazioni erogate ed erogabili, «anche in ragione di un miglioramento dell'offerta sanitaria sia privata che pubblica che possa giovare non solo al territorio provinciale ma anche a quello regionale anche in connessione con la rete universitaria ed ospedaliera».
La Cisl Fp da parte sua suggerisce di riformulare il piano di rientro per la sanità privata, «rendendolo coerente con il Piano Sanitario Regionale», «stabilire i budget da assegnare ai privati sulla base dei reali fabbisogni della popolazione rispetto al ruolo assegnato al privato». «Le tariffe, le rette o i D.R.G. che concorrono al tetto di spesa devono necessariamente prevedere gli adeguamenti previsti dalla normativa vigente al fine di poter consentire l'applicazione dei rinnovi contrattuali i cui salari sono fermi in Abruzzo al 2005. (caso unico in Italia)», chiude il sindacato.

L'intero comparto della sanità privata, oltre ad aver subito il trauma delle vicende legate al gruppo Villa Pini che vede ad oggi 1618 lavoratori e famiglie senza stipendio da oltre 9 mesi registra il totale blocco dei fisiologici rapporti di convenzione tra gli enti privati erogatori dei servizi sanitari accreditati e la Regione che per tramite delle ASL competenti per territorio li disciplinano attraverso gli accordi negoziali.
«Questa stasi», denuncia Cisl, «perdura da oltre 2 anni e cioè dalla scadenza degli ultimi accordi negoziali firmati tra privati e Regione aventi vigenza per il triennio 2005/2007».
Dal gennaio 2008 si è entrati in una sorta di limbo per cui i privati continuano ad erogare servizi sanitari per conto della Regione, ma in assenza di accordi negoziali e budget fissati che viceversa la Regione vorrebbe imporre sulla base del piano di risanamento sottoscritto con il Governo, ma che i privati hanno sistematicamente contestato con vari ricorsi ai Tar che con altrettanta sistematicità ha dato loro ragione.
«Risultato è», chiude il sindacato, «che la Regione, in assenza di contratti sottoscritti, non salda le fatture periodicamente emesse dagli enti privati».

13/01/2010 9.21