«Pineta pericolosa e nel degrado: il Comune è responsabile»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Il vento forte, la pioggia e l’incuria stanno minando seriamente la pineta D’Avalos, il polmone verde che deve fare i conti con scelte amministrative che la stanno compromettendo.

Il problema dello specchio d'acqua putrido non è un bello spettacolo ed ha già prodotto la morte di molti animali.
Il problema dei topi per stessa ammissione della ex amministrazione non è risolvibile.
Nel frattempo i ratti prolificano e non offrono un bello spettacolo.
Intanto dopo gli ultimi fenomeni atmosferici alcuni alberi sarebbero stati divelti, alcuni non completamente e potrebbero crollare da un momento all'altro.
Chissà se il custode di tanto in tanto verifica lo stato dei pini e segnala al Comune pericoli.
Non sembrerebbe. Ieri il solerte Antonio Taraborrelli, residente della zona con “specifica competenza sul parco”, è stato costretto a chiamare i vigili del fuoco per segnalare un albero praticamente divelto e appoggiato ad un altro ma in posizione molto precaria e pronto a cadere.
L'albero molto grosso era proprio adiacente al sentiero utilizzato dai cittadini e dagli sportivi per correre, dunque un pericolo serio.
I vigili del fuoco hanno ritenuto di dover transennare la zona.
«Il degrado irreversibile del Parco D'Avalos non è solo causato da negligenza ed indifferenza», spiega Taraborrelli, «quel che è accaduto ieri dimostra anche grave irresponsabilità da parte del Comune di Pescara. Ditemi, si può lasciare abbandonato da più di venti giorni un grosso albero di pino inclinato e pericolante mentre sotto passano cittadini ignari che fanno footing e camminano sul marciapiedi al di là della recinzione? Ma il dramma è ancor più grave: altri quattro grossi pini secolari giacciono a terra da venti giorno (o forse più) senza che qualcuno si sia degnato di rimuoverli. E' una vergogna. Il Parco D'Avalos si sta desertificando inesorabilmente perché nessuno si è mai preoccupato negli ultimi venti anni di piantare nuovi alberi. Il Parco D'Avalos è oggi un enorme cimitero di alberi, abbandonato e degradato».
In passato però anche la Regione con l'istituzione della riserva ha veicolato al Comune e alla Provincia milioni di euro per lavori di recinzione e manutenzione.

12/01/2010 11.25