«No alla chiusura dell'ospedale di Pescina»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCINA. Il comitato per la difesa e la salvaguardia dell'ospedale S. Rinaldi di Pescina ha manifestato questa mattina in difesa del nosocomio locale.

La richiesta è stata quella di mantenere i tanti impegni lanciati negli incontri con il prefetto nei mesi scorsi ma la paura dietro l'angolo è che l'ospedale sparisca nel nulla.
Dopo le fiaccolate del 2007 con le quali i cittadini erano scesi in piazza per difendere la chirurgia generale e la medicina generale la chiusura è arrivata nel maggio del 2009.
Il Comitato permanente a seguito di quello che definiscono «un silenzio preoccupante» e nell'intento di protestare contro quella prima serrata, ha promosso vari incontri e manifestazioni «per sensibilizzare tutti e difendere il diritto alla salute “costituzionalmente” garantito».
Nel mese di novembre, il Comitato di Pescina, insieme al sindaco Radichetti e a una nutrita delegazione di sindaci della Marsica occidentale che difendono l'Ospedale di Tagliacozzo, è stato ricevuto dall'assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni.
Proprio l'assessore ha annunciato per Pescina una “riconversione” , con ulteriore chiusura di medicina e geriatria e creazione di un pronto soccorso solo diurno gestito da medici di base, precisando, invece, che avrebbe fatto tutto il possibile per salvaguardare il reparto di riabilitazione di Tagliacozzo.
Il Comitato oltre alle forme di protesta già messe in atto, sta portando avanti, una proposta di legge regionale tesa a far dichiarare lo status montano per l'Ospedale di Pescina.
«Anche per sostenere questa iniziativa», spiegano gli ideatori, «è stato invitato a visitare il nosocomio il prefetto dell'Aquila, al quale si è chiesto di far visita anche al territorio della Marsica orientale che gode dei servizi del Rinaldi, affinché, in prima persona, abbia a sincerarsi delle reali esigenze del nostro territorio montano».
«L'ospedale è agonizzante e prossimo alla chiusura di altri servizi indispensabili», denunciano i cittadini, «mentre la discarica, tanto voluta dal nostro primo cittadino, è di imminente apertura a dimostrazione che quando si vuole veramente qualcosa la si ottiene».

11/01/2010 16.21