Villa Pini, oggi la vertenza da Chiodi. Cgil: «fare in fretta»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. La tragica vertenza dei dipendenti del gruppo Villa Pini, da otto mesi senza stipendio, torna quest'oggi in Regione.
Tutte le problematiche legate alla situazione dei lavoratori sarà infatti al centro della riunione che il presidente della Regione, Gianni Chiodi, in qualità di commissario ad acta della sanità, ha convocato per oggi alle ore 14.30 presso la sede della Regione Abruzzo di Palazzo Silone all'Aquila.
Alla riunione parteciperanno i rappresentanti sindacali regionali e gli assessori Lanfranco Venturoni (Sanità) e Paolo Gatti (Lavoro).
I dipendenti sperano che questa sia la vera giornata di svolta, dopo tante promesse non mantenute e troppi mesi di attesa.
C'è ormai chi è con l'acqua alla gola, stritolato in una situazione incredibile dopo quasi un anno senza busta paga.
Angela Scottu, segretaria regionale della Cgil, ha detto chiaramente che l'incontro dovrà concludersi con un impegno formale su percorsi e tempi definiti per la risoluzione delle vertenza Villa Pini.
«La lunga e drammatica storia di questa vertenza, che vede i lavoratori del Gruppo Angelini ancora senza stipendio dopo nove mesi e la recente pubblica acquisizione del rapporto dei NAS, impongono che quanto meno le istituzioni regionali agiscano con determinazione», sostiene Scottu. Per la rappresentante sindacale «non si può fare a meno di notare con estrema amarezza che le denunce dei NAS, ma anche quelle del sindacato, avrebbero consentito alle Istituzioni e Autorità competenti (prefetti-tribunali) di avviare per tempo misure risolutive. La situazione ha ora assunto i caratteri dell'emergenza per pazienti e lavoratori, entrambi penalizzati in modo pesantissimo da decisioni troppo spesso rinviate o ritardate o mal governate».
Ora si tratta, spiega sempre Scottu, di avviare e governare la fase di sospensione dell'accreditamento, «garantendo continuità dell'assistenza ai pazienti, sostegno al reddito (cassa integrazione in deroga) e certezza del futuro lavorativo ai dipendenti».
Prioritaria è la ricollocazione degli operatori psichiatrici: «è inaccettabile che si effettuino trasferimenti di pazienti psichiatrici assumendo altro personale senza preoccuparsi di garantire la continuità dell'assistenza con il personale che li ha avuti in carico finora».
I lavoratori chiedono alla giunta regionale «di stare giorno dopo giorno “dentro” il problema Villa Pini. I lavoratori non possono rimanere “appesi” alle notizie e alle smentite che si susseguono quotidianamente sulla vendita delle società del Gruppo, sulla presunta richiesta dello stato di insolvenza da parte del gruppo, sulle disposizioni (non si sa più da chi date) di non accettare nuovi trattamenti di riabilitazione nei centri San Stef. AR. L'urgenza di intervenire è dunque dettata anche dalla situazione del gruppo che a lavoratori e pazienti appare sempre più allo sbando».

11/01/2010 10.03

E C'E' ANCHE SANATRIX, LA CLINICA DELL'AQUILA

«Gli 80 lavoratori Sanatrix, ancora in cassa integrazione, attendono di conoscere quale sara' il loro destino». Non percepiscono lo stipendio da 286 giorni, e' ancora incerto il futuro della clinica privata Sanatrix e del centro di riabilitazione SanStefar, di proprieta' dello stesso Angelini.
Gianfranco Giorgi, segretario regionale Cisl, chiama a raccolta le istituzioni e gli enti locali «che devono fare quadrato con il sindacato per sciogliere rapidamente il nodo sulla Sanatrix. Una vertenza», sottolinea Giorgi, «aperta da mesi, molto prima del sisma del 6 aprile scorso, che ha di fatto reso completamente inagibile la struttura. La clinica aquilana e' stata oggetto in passato di controlli dei Nas proprio a causa dei locali in cui ha operato fino al terremoto».
Giorgi ricorda «che la cassa integrazione per i lavoratori Sanatrix sta per scadere e finira' a gennaio, se non ci sara' un'ulteriore proroga. Il dato piu' preoccupante, accanto all'aspetto occupazionale che ha la priorita' assoluta, e' la ricollocazione sul mercato dei quasi 60 posti letto della clinica, ad oggi inutilizzati. La proroga della cassa integrazione e' solo un palliativo, ma non puo' rappresentare la soluzione definitiva per i dipendenti che devono tornare al lavoro. Da un lato occorre un'azione sinergica per garantire il posto di lavoro a tutto il personale. Dall'altro la Regione deve subito riassegnare i posti letto sul territorio aquilano, per fornire una nuova opportunita' occupazionale e per garantire prestazioni sanitarie che al momento sono ferme. La Sanatrix ha sempre rappresentato un punto di riferimento importante per la citta', affiancando il presidio ospedaliero San Salvatore nell'espletamento delle visite specialistiche, degli esami diagnostici e radiologici e nei ricoveri in alcuni reparti».
Un analogo problema riguarda il centro di riabilitazione SanStefar, che non fornisce piu' alcun tipo di assistenza ai tanti pazienti che necessitano di fisioterapia riabilitativa e quant'altro.
«L'assessore alla sanita', Venturoni», conclude Giorgi, «deve prendere in mano la situazione e riassegnare i posti letto che spettano al territorio aquilano, senza ulteriori indugi. Non verra' accettata passivamente alcuna operazione volta al taglio dei posti Sanatrix, quindi alla loro cancellazione, o allo spostamento degli stessi in altre realta' sanitarie abruzzesi».

LE RICHIESTE DELLA UIL


La Uil chiede a tutte le Istituzioni di farsi carico della vertenza dei dipendenti con Consigli straordinari sul tema, in modo da sensibilizzare anche l'opinione pubblica sulla problematica dei lavoratori, e chiede contestualmente ai prefetti di L'Aquila, Chieti, Pescara e Teramo di concretizzare momenti di confronto con sindaci, presidenti delle Provincie e delle comunità montante «al fine di creare un fondo di solidarietà da erogare a favore delle famiglie più disagiate oltre che a proporre la sospensione del pagamento dei fitti delle abitazioni pubbliche, delle utenze domestiche, delle rette degli asili e delle tasse comunali in attesa della corresponsione degli stipendi».
La Uil chiede anche all'Abi regionale un confronto «per trovare una soluzione perseguibile con le banche associate, che sia in grado di prevedere la sospensione o la rinegoziazione dei mutui delle abitazioni per i lavoratori del gruppo».
La richiesta alle Asl è invece quella di utilizzare i dipendenti sanitari del gruppo Villa Pini per le sostituzioni di personale di ruolo e per le assunzioni a tempo determinato fino alla ricostituzione di una situazione normale del gruppo.
La Uil chiede infine alla Regione di conoscere i tempi di applicazione della nuova legge e le ipotesi dell'Ente per quanto riguarda l'inevitabile ricollocazione dei dipendenti.

11/01/2010 12.00



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