Sito internet per Turismo Culturale da 2,2 mln:«in Abruzzo 1 museo e 0 teatri»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

9178

Sito internet per Turismo Culturale da 2,2 mln:«in Abruzzo 1 museo e 0 teatri»
LA GRANDE BEFFA TECNOLOGICA. ABRUZZO. Non servono chissà quali studi o bilanci per vedere se la rivoluzione tecnologica da 100 mln di euro ha attecchito in Abruzzo: la si può toccare con mano.
Basta “fingersi” imprenditori, turisti o semplici cittadini e provare con qualche click a sbrigare delle pratiche comodamente da casa…d'altronde l'obiettivo non era proprio questo? Proviamo.
Ci si imbatte (a volerli proprio cercare bene) in una miriade di siti “contenitore” nei quali molto spesso non è stato inserito nulla, o meglio solo files di prova. Si cerca un modulo? Non c'è. Un museo? Sì, ma attenzione: il biglietto del Museo Cascella («attualmente chiuso» ?) « costa 59 euro».
Siti finanziati e pagati per intero (compresa l'assistenza tecnica per qualche anno), messi sul web e lasciati lì da anni come cantieri incompleti ma costosi, a rappresentare il fiume di denaro arrivato nella “terra dei pastori” e mai messo a frutto.
Almeno così l'Europa li vede e non si allarma.
Invece è tempo di vederci chiaro.
E' tempo di risposte: chi decide le stime per esempio? Chi decide che siti del genere costano 2mln di euro? Se fosse questo il budget necessario sarebbe possibile avere milioni di siti internet nel mondo?

GOOGLE NON TROVA IL SITO PERCHE'....

Serve uno grosso slancio di immaginazione per ipotizzare che un utente qualsiasi (peggio se straniero) riesca ad arrivare al portale del turismo culturale dal semplice url: http://cstc-idc.egov.regione.abruzzo.it/opencms/opencms/cstc/it/.
Un sito talmente poco frequentato da non comparire nemmeno in una mirata ricerca su Google.
In compenso è accessibile dal portale dell'Arit (Agenzia regionale per l'informatica e la telematica)…che naturalmente tutti i turisti conoscono bene.
Il portale del turismo lo abbiamo pagato 2,2 mln di euro ma si preferisce tenerlo segreto.
Perché?

ECCO COME COCCOLIAMO IL TURISTA

Una volta entrati, l'impressione che si ha nel consultare il “Centro servizi Turismo Culturale” è di un Abruzzo desertico, abbandonato e post atomico. Privo di tutto.
Sono solo 26 le strutture religiose delle quali non ci sono recapiti telefonici e nessuna indicazione nella sezione “Come arrivare”. Di descrizioni e info utili nemmeno a parlarne. Orario di apertura? Questa la risposta senza alcun senso: «Orari di apertura dei luoghi di culto». Oltre al Museo Cascella alla modica cifra di 59 euro ad ingresso, ci sarebbe in tutta la regione un solo altro museo visitabile chiamato “Antiquarium Chiesa di San Clemente”. Teatri? Nemmeno a parlarne.
Biblioteche? Zero.
Ma in compenso abbiamo 19 Comunità montane (con indirizzo e numero di telefono ma senza link al sito di riferimento), 93 selezionatissime strutture ricettive (tra hotel, agriturismi, campeggi, etc.- scelte come per essere inserite?), 80 ristoranti (anche qui un'arbitraria selezione o solo una prova?) e 148 attrazioni turistiche.
Il tutto presentato con indirizzi monchi, senza mappe, senza recapiti o link utili.
Ma è una vacanza o un incubo?
E in tempi di bilanci, dopo 7 anni dall'apertura del sito, possiamo dire di aver raggiunto l'obiettivo di concentrare su una stessa piattaforma tutte le informazioni utili ad un turista senza sballottarlo a destra e sinistra?
Di questo le giunte regionali si sono mai accorti? Perché nessuno ha mai controllato questi nuovi monumenti tecnologiche allo spreco?


L'APPARENZA DI UN SITO RICCO MA POI….

Menu, sottomenu, sezioni. Ma rigorosamente scarne o vuote. Ampie le schede predisposte per ospitare tante informazioni sulle cinque stazioni termali.
Peccato che sia stata riempita in modo scarno solo la “presentazione”, lasciando sempre vuote le sezioni “Dettaglio, Servizi, Info, Listino prezzi, Offerte, galleria multimediale”. Ma chissà cosa penserà uno straniero nel vedere che in Abruzzo ci sono solo 5 strutture per lo sport, ovvero un paio di circoli di Golf e qualche piccola società dilettantistico. Ma non si sciava in Abruzzo? Stando al costoso sito pare che non ci siano impianti di risalita… si preferisce andare sempre più in basso e senza scampo. E se provassimo a cercare un itinerario?
Anche qui: il contenitore ha dei titoli ma non dei contenuti. Sarebbero solo 5 gli itinerari percorribili. Nessuna indicazione stradale, nessun link utile, nulla da vedere. Eppure basterebbe uno sforzo di 5 secondi per inserire un link al progetto del Ministero del Turismo, presentato dopo il terremoto , chiamato le Sette vie d'Abruzzo corredato di tanti video dettagliati per ovviare a questa grande mancanza.
Ma la sensazione che se ne ricava è che il fine del sito in realtà interessasse poco. Perché l'importante era spendere i soldi.
I realizzatori (NETikos spa) hanno preferito affidare la pubblicità dell'Abruzzo ad una galleria multimediale dove troviamo solo due immagini di un' aquila.
Chi verrebbe in questo Abruzzo?
Un tale servizio meriterebbe un cospicuo indennizzo per risarcire i danni provocati, invece è costato 2,2mln di euro.

LA VERSIONE IN INGLESE? C'E' MA… E' IN ITALIANO

Cliccando su “english version” si scopre che la versione in inglese c'è ma i contenuti sono italiano.
Un escamotage da veri furbastri, chissà se gli inglesi ci sono cascati.


Manuela Rosa 09/01/2010 15.52

IL MISTERO DEI 100 MNL DI FONDI PER PROGETTI INFORMATICI 

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK