Energia elettrica. Sbalzi di tensione? Enel costretta a risarcire utente

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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FRANCAVILLA. Una sentenza (seppur di primo grado) prima nel suo genere ed apripista ad una serie di controversie già in incubazione.


E' quella pronunciata dal giudice monocratico Rita Carosella del Tribunale di Chieti, sezione distaccata di Ortona, che ha condannato Enel Distribuzioni spa a risarcire un utente che per lungo tempo ha usufruito di un voltaggio di energia elettrica inferiore a quello stabilito nel contratto stipulato.
La vicenda è cominciata a maggio del 2002 quando l'uomo ha fatto eseguire un controllo da un elettricista di fiducia a causa di continui episodi di calo di funzionamento registrati da lampadine ed elettrodomestici.
Si è poi scoperto che l'energia elettrica risultava frequentemente al di sotto dei 180 volts, dunque un inferiore al limite previsto dei 198.
Come spiega l'avvocato Davide Campli, che ha seguito la causa, questa sentenza è molto importante «in quanto i problemi relativi agli sbalzi di tensione lamentati dal nostro assistito sono comuni a vaste zone del territorio di Francavilla al Mare ed investe le famiglie residenti in contrada Cetti (dove vive l'assistito di Campli), contrada Fontechiaro, Santa Cecilia e Contrada Piane».
L'Enel dal canto suo ha sempre sostenuto, rigettando ogni responsabilità, di non violare il contratto di fornitura, sostenendo di poter fornire energia anche al di fuori dei valori 198-242 volts indicati nel contratto.
Ma non la pensa allo stesso modo il giudice Carosella che ha condannato la società a fornire energia con tensione di 220 volts (con una tolleranza in eccesso e in difetto del 10%), a ridurre il prezzo corrisposto del 30% sugli importi già versati dall'utente «a partire dall'attivazione della fornitura e fino a tutto il mese di ottobre 2003» (circa 2.500 euro).
Sempre a carico dell'Enel, inoltre, le spese legali del ricorrente che tra diritti, onorari, iva e cap ammontano a oltre 4mila euro.

09/01/2010 9.22