Porto Francavilla, la Forestale comincia i prelievi di sabbia

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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FRANCAVILLA AL MARE. Sono cominciate ieri mattina le operazioni di prelievo di sabbia presso l’arenile, nel tratto che va dalla foce del Fiume Alento al pontile del Lido Sirena.

L'intervento, che fa seguito al precedente sequestro dell'autunno scorso, è stato eseguito su provvedimento del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti, Giuseppe Falasca, titolare dell'inchiesta sulla costruzione del porticciolo, nel tratto di arenile oggetto di ripascimento con sabbia proveniente dallo scavo del bacino portuale dell'Approdo piccola pesca e turistico in via di realizzazione, anch'esso ancora sotto sequestro.
I sigilli erano scattati a seguito delle analisi dell'Arta che avevano rilevato presenza di metalli pesanti e di precursori della diossina.
Al lavoro ieri mattina c'erano gli uomini del nucleo investigativo di polizia Ambientale e Forestale del Comando Provinciale del Corpo forestale di Chieti e di Ortona, con la collaborazione dei tecnici dell'Arta di Chieti.
Presenti ai prelievi anche il sindaco di Francavilla, Nicolino Di Quinzio, e il rappresentante della Capitaneria di Porto di Ortona.
Il campionamento, eseguito anche con l'intervento dei consulenti tecnici di parte, proseguiranno nei prossimi giorni fino al completamento dei 14 punti di prelievo individuati con metodi di georeferenziazione, mentre i campioni, prelevati in superficie e fino a 120 cm di profondità, saranno analizzati anche da laboratori specializzati, esterni alla Regione Abruzzo.
La tecnica è quella del campionamento in doppia aliquota, cioè sarà analizzato prima un campione, successivamente sarà effettuata la controanalisi di un altro campione gemello messo da parte, proprio come avviene con le urine per i casi di doping tra i calciatori.
«Lo scopo dei prelievi», ha spiegato il comandante provinciale della Forestale di Chieti, Nevio Savini, «è quello di accertare gli eventuali livelli di contaminazione della spiaggia con sostanze tossiche quali diossine, furani, mercurio, selenio e rame, al fine di scongiurare pericoli per la salute pubblica».
Alla Procura di Chieti saranno inviati gli atti dei prelievi insieme ad un apposito verbale di sopralluogo e ad un fascicolo fotografico.
Se le analisi dimostreranno che non c'è inquinamento molto probabilmente la spiaggia sarà dissequestrata ma il porto no.
Questo perchè il sito dove dovrebbe sorgere il piccolo approdo per la pesca ed il turismo (che piccolo tanto non è visto il costo del primo lotto pari a quasi 2 milioni di euro) è infatti un SIN, cioè un sito di interesse nazionale per il disinquinamento e quindi i lavori non possono riprendere (in verità non potevano essere nemmeno iniziati) se prima il Ministero dell'ambiente non provvede al disinquinamento non solo della foce del fiume Alento, ma di tutto il fiume, almeno fino al depuratore.

08/01/2010 8.51