Nel 2009 1,8% di passeggeri in più. La Saga esulta

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Si tirano le somme di un anno alla Saga e sono come al solito dati positivi scelti con cura.
I problemi con la Regione non vengono mai affrontati chiaramente e nemmeno gli altri “trascurabili” dettagli che raccontano una verità un pò diversa da quella delle conferenze stampa dell'ente che gestisce l'aeroporto di Pescara.
Secondo quanto diffuso dalla Saga la quota dei passeggeri transitati dal'Abruzzo ha raggiunto il picco del + 55%.
Nel mese di dicembre i viaggiatori sono stati 30.383 contro i 19.635 del 2008.
Il totale per il 2009 si attesta su 410.000 (+1,8%) passeggeri contro i 402.000 del 2008.
«Questi numeri», si lancia Vittorio Di Carlo, presidente Saga, «confermano la bontà delle scelte effettuate dal Consiglio di amministrazione che all'inizio del 2009 ha deciso di puntare sulla destagionalizzazione delle attività incrementando i collegamenti nel periodo ottobre-marzo. Semestre che vede protagoniste le tratte di Bergamo, Cagliari, Eindhoven».
Forse, però, prima di parlare di «bontà delle scelte» sarebbe anche il caso di sapere a quale prezzo si è raggiunto questo risultato visto che si tratta pur sempre di denaro pubblico spesso finito nelle case di società private che avrebbero dovuto assicurare un risultato.
«Un consuntivo soddisfacente», ha aggiunto Di Carlo, «considerata la situazione di crisi generalizzata e del terremoto che ha colpito una parte importante del territorio regionale. Ringrazio gli amministratori, i dirigenti e i collaboratori che hanno reso possibile tale risultato».
Le previsioni per il 2010?
«Indicano in 500.000 i transiti realizzabili, riportando la crescita dello scalo in linea con il piano industriale 2007/2013 che prevede nel 2013 di raggiungere gli 800.000 passeggeri».
Numeri certamente possibili ma poco probabili al momento poiché si tratterebbe di raddoppiare i passeggeri e forse non basterebbe una bacchetta magica.
Magari occorrerebbero azioni mirate oculate, costanti e razionali di gran lunga più incisive di quelle attuate finora.
Nessun accenno nemmeno ai voli tagliati anzitempo da alcune compagnie per mancanza di prenotazioni.
Nessun accenno nemmeno alla recente crisi di Ryanair che ha minacciato di cancellare le rotte interne (Milano e Cagliari). Un problema che forse inciderà molto sui costi dei biglietti e potrebbe portare una flessione di passeggeri contenuta dall'allargamento di altre compagnie concorrenti come AirOne, e non solo, pronte ad occupare le rotte vacanti.
Anche questo è il segno dei tempi: congiunture che disegnano un mercato “liberista” che preferisce ridurre la concorrenza piuttosto che agevolarla.

05/01/2010 16.22

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