Il neo assessore Alfredo D’Ercole:«priorità a centro storico e area di risulta»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Il neo assessore Alfredo D’Ercole:«priorità a centro storico e area di risulta»
PESCARA. Da oggi già sui cantieri. Non perde tempo l'architetto Alfredo D'Ercole, neo assessore della Giunta Mascia a Pescara.





«Non ho mai pensato di fare l'amministratore dietro una scrivania, soprattutto con la delega ai Lavori pubblici – spiega a caldo subito dopo aver ricevuto dal sindaco la poltrona più bollente del Comune – senza dire che mi dovrò occupare anche di Grandi infrastrutture portuali ed aeroportuali, di manutenzione, arredo e verde urbano. Sicuramente non mi annoierò».

Da tranquillo ed affermato professionista pescarese nella bolgia delle polemiche comunali: lei era molto noto, oltre che come progettista, anche per la sua attività di formazione attraverso i corsi di specializzazione, in particolare sui temi dei lavori pubblici, degli appalti, del partenariato pubblico-privato: come si sente ora?
«Io sono un tecnico, scelto per questa qualifica e non per essere coinvolto nei contrasti politici ringrazio il sindaco ed i responsabili politici della coalizione che mi hanno dato fiducia, ma il mio coinvolgimento con quello che sta succedendo finisce qui. Ho già detto che il mio lavoro saranno i cantieri, l'unica cosa che mi sento di aggiungere è che farò il massimo per realizzare la mia integrazione operativa con gli altri assessori».

Dica la verità: chi l'ha sponsorizzata per questa poltrona?
«Potrà anche non crederci, ma non ho sponsor, se non la fiducia del sindaco. La mia candidatura è nata casualmente, nei giorni recenti di queste festività sono passato in Comune per fare al sindaco gli auguri per l'anno nuovo ci siamo messi a parlare del più e del meno, la famiglia, il lavoro, Pescara. A lui mi lega un'antica amicizia, cementata anche da esperienze comuni: lui era assessore con Carlo Pace quando io ero direttore dell'area tecnica del Comune di Pescara, parlo degli anni intorno al 2000. Il discorso è scivolato sui temi dei lavori pubblici, proprio mentre maturava la vicenda Teodoro. Il resto è cronaca».

La risposta sembra sincera: possiamo aggiungere solo che nel curriculum dell'architetto D'Ercole (54 anni, moglie un po' preoccupata per i nuovi impegni, tre figlie) c'è una vicenda che sicuramente avrà giocato a suo favore.
Come detto, il nuovo assessore ha lavorato con il sindaco Carlo Pace dal 1998 al 2003, ma è stato licenziato da Luciano D'Alfonso il primo giorno del suo insediamento, anche in presenza dei grossi lavori che D'Ercole aveva realizzato: ad esempio la pedonalizzazione del centro storico di Pescara, la sistemazione dell'area di risulta della stazione, il recupero dell'ex Bagno Borbonico e così via.
E Carlo Pace oggi lo ricorda così: «E' stato un mio allievo, nella professione e all'Università e non scopro oggi le sue qualità. L'aspetto migliore è che si aggiorna continuamente: è un allievo che – come dice la famosa frase – si avvia a superare il suo maestro. Sono contento per lui e per Pescara. Finalmente cominciano a fare le cose giuste»

E' stata questa “disavventura” con D'Alfonso la sua carta vincente?
«Decida lei. Vede, il licenziamento è un'eventualità che ci può stare in chi fa questo lavoro con le amministrazioni pubbliche. Ma il know how, cioè il sapere che hai acquisito, il licenziamento non te lo porta via. Ed infatti quella esperienza e quel sapere tecnico amministrativo mi è rimasto attaccato. Ecco io credo che la mia candidatura è sembrata più competitiva perché la mia professionalità era ed è immediatamente spendibile in Comune. Come ha detto il sindaco, io salgo su un treno in corsa proprio perché ero già attrezzato per il viaggio e perché sono in grado di lavorare in team. Ritengo che queste caratteristiche mi abbiano aiutato».

Come si è sviluppata la candidatura? Ci racconti come si è svolta la giornata dell'investitura.
«Ero stato allertato. Poi alle 9 ricevo una telefonata: ci vediamo nel pomeriggio in Comune alle 16,30. Vado, affrontiamo i vari problemi sul tappeto ed alle 18 il sindaco ha firmato le deleghe. Come mi sento? Come quello che si sta costruendo una casa, si fida del progettista e dell'impresa, ma va sul cantiere a vedersi i fatti suoi, a dare impulso ai lavori, a controllare il risultato giorno per giorno. Quello che farò io come assessore, in tutti i settori di mia competenza».

Le priorità del suo impegno da assessore?
«Sicurezza e legalità sui cantieri, controllo quotidiano dei lavori: questo prima di tutto. Poi non le dirò che comincio subito dal Ponte questo o dal viale quello, dal porto o dall'aeroporto, dall'arredo urbano o dal verde. Tutti i lavori saranno seguiti come se fossero i prioritari. Posso dirle che la riqualificazione del centro storico e le aree di risulta sembrano più urgenti. Ci vado nel pomeriggio».


Sebastiano Calella 05/01/2010 11.28

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