I precari dell’Arta iniziano il 2010 senza contratto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Non devono aver passato un buon Capodanno i precari dell’Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente (Arta) che l’ultimo giorno dell’anno sono stati sorpresi da una brutta notizia: il loro contratto di lavoro non era stato prorogato. * PRECARI PROVINCIA CHIETI CHIEDONO UN TAVOLO DI CONCERTAZIONE
E' stata una doccia fredda per le 50 persone che a vario titolo lavorano nell'ente regionale che si occupa di sicurezza ambientale.
Poche ore prima di stappare un buono spumante si sono visti recapitare la triste novella a “ciel sereno”: «la Giunta non ha approvato la proroga». Ma pare sia solo una svista burocratica perché probabilmente l'argomento non è proprio stato inserito nell'ordine del giorno.
L'ente sarebbe già «sottodimensionato» essendo composto da circa 230 persone.
In molti avevano un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (Co.co.co.), alcuni di questi stipulati, in prima battuta, nel 2001.
I dipendenti, che oggi avrebbero incontrato i sindacati interni, sono rimasti gelati dalla mancata proroga per loro «scontata» in quanto c'erano state molte rassicurazioni più volte e da più parti.
Ed invece così non è stato. Una storia tra l'altro già vista.
Quella decisione che doveva essere un pro forma, si è trasformata in un batosta sostanziale.
E pensare che nei corridoi si vociferava di qualche incertezza ma che avrebbe riguardato solo il periodo del nuovo contratto: 9 o 12 mesi?
L'opzione zero nessuno l'aveva presa in considerazione ed invece la Giunta è riuscita a stupire tutti.
I precari si augurano che sia davvero solo un errore burocratico e che «non ci sia dietro una volontà politica di farli fuori».
Secondo i lavoratori in questo modo si rischierebbe di mettere in ginocchio un ente tanto importante quanto delicato nella gestione delle tante emergenze ambientali abruzzesi venute a galla solo negli ultimi anni senza tralasciare quelle del dopo sisma.
Una presunta svista che potrebbe provocare anche qualche ritardo nei lavori dell'ente.
Ma intanto alcuni controlli non hanno potuto prendere il largo, nel vero senso della parola. Pare che la nave Ermione non possa uscire perché mancherebbero il Capitano e il sommozzatore. Forse sono tra quei 50 precari?

LA TESI DELL'ERRORE NON CONVINCE I SINDACATI

Pare che non sia bastata la lettera del servizio Politiche per lo Sviluppo Sostenibile consegnata nei tempi stabiliti alla Giunta per far approdare l'argomento sul tavolo di discussione di Chiodi e della sua squadra.
Non sarebbe bastato nemmeno l'intervento del commissario straordinario dell'Arta, Carlo Visca.
Ora il sindacato chiede un incontro con l'assessore Daniela Stati e il governatore Chiodi.
«Abbiamo l'impressione - si legge in una nota del segretario Cgil-Fp, Massimo Petrini e del segretario della Cisl-Fps, Vincenzo Traniello - che presso la Direzione Ambiente ci sia qualche dirigente che ha lavorato scientemente per raggiungere questo risultato, anche se ci sono del tutto oscure le finalità e gli obiettivi».

m.r. 04/01/2010 16.25

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PRECARI PROVINCIA CHIETI CHIEDONO UN TAVOLO DI CONCERTAZIONE

La segreteria Provinciale Fp Cgil guidata da Paola Puglielli sollecita da mesi l'avvio di un tavolo di concertazione sulla dotazione Organica della Provincia di Chieti.
Il fronte più preoccupante è quello che riguarda la sorte di tutti i lavoratori precari «che da anni garantiscono l'espletamento di servizi fondamentali per l'Ente».
«Incurante delle nostre continue richieste formali di avvio di discussione sulla riorganizzazione dell'Ente e della conseguente rimodulazione della dotazione organica», spiega Puglielli, «l'amministrazione Provinciale continua il suo solitario percorso che in questi giorni dovrebbe portare alla deliberazione inerente la nuova struttura organizzativa».
I sindacati avevano avanzato anche la proposta di sospensione della delibera che rideterminava in negativo l'organico dei Centri dell'Impiego per entrare nel merito dei problemi «considerando che per tutti i lavoratori di questo ente vanno ricercate e messe in pratica azioni concertate e trasparenti».
Gli stessi lavoratori precari nel corso di un incontro avuto con l'assessore al Lavoro hanno avanzato la possibilità di riconsiderare le modalità dei tagli apportati con la delibera n°316 proponendo una riflessione più attenta sulla struttura organizzativa dei Centri anche alla luce di quanto disposto dalle Linee Guida del Masterplan Regionale dei Servizi per l'Impiego che delinea chiaramente le modalità di implementazione delle competenze assegnate alla Provincia.
«La tangibile conseguenza di tale atteggiamento di non riconoscimento del ruolo della controparte è stata che, come già come successo a decine di lavoratori soprattutto cantonieri e addetti ai progetti europei rimasti a casa da giugno 2009, altri 25 dipendenti dei Centri dell'Impiego sono fuori dal 1° gennaio 2010», continua Puglielli.

04/01/2010 17.40