Dipendenti Reiss Romoli: dopo il terremoto puzza di beffa

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. I dipendenti della Reiss Romoli in fibrillazione dopo il silenzio reiterato dei mesi e promesse finora non mantenute dalle istituzioni. I 71 dipendenti sono stati licenziati con la promessa di essere assunti da una nuova società ma…
La Reiss Romoli nasce negli anni 70, come scuola di formazione del gruppo Stet, una struttura all'avanguardia per quanto riguarda lo stabile e le azioni di formazione.
Presso la struttura aquilana sono passati e sono stati formati tutti i dirigenti e i direttori che hanno ricoperto cariche prestigiose, in Stet, in Sip e per ultimo in Telecom Italia.
Un campus, un punto di incontro e di scambio di nuove scoperte tecnologiche.
Dopo il terremoto le 71 persone vengono messe in cassa integrazione.
La Tilss non riprende l'attività adducendo l'impossibilità a farlo a causa dei danni subiti dalla struttura.
Nel frattempo, però, danni o non danni, la scuola viene utilizzata dalla Protezione Civile, dal Consiglio Regionale e da altre svariate entità.
A Giugno, anche a seguito della volontà di Telecom di non voler rinnovare le commesse, Tilss decide di lasciare L'Aquila.
I lavoratori, a fronte delle promesse e delle rassicurazioni fatte dalle istituzioni, accettano il licenziamento.
Nasce una società: HR Formazione srl, voluta da Telecom, con sede legale in Via Strinella all'Aquila.
Il 3 Luglio, a mezzo di formale lettera, Telecom comunica di voler riassorbire a L'Aquila, per mezzo della succitata società, tutti i lavoratori.
«Da quella data nulla è più accaduto», denuncia oggi l'Ugl, «il problema principale sembrerebbe essere quello relativo al reperimento di spazi adeguati. Inizialmente la situazione era stata individuata e riguardava il mantenimento del 30% degli spazi della scuola Reiss Romoli. Il termine ultimo per sottoscrivere l'affitto da parte di Telecom è scaduto a Settembre ed ora l'intero immobile è gestito dall'Università. L'unica personalità istituzionale che ha dato e che sta dando un apporto concreto alla vertenza è il Prefetto Gabrielli. Il 3 Novembre scorso, il Prefetto aveva indetto una riunione nella speranza di trovare una soluzione definitiva. A tale riunione, che ha visto la partecipazione del Responsabile del Personale di Telecom Italia, non hanno partecipato, senza fornire alcuna giustificazione, gli Enti Locali (Comune, Provincia e Regione)».
«Si è appreso in questi giorni», aggiunge l'Ugl, «che i lavoratori verranno assunti dalla H.R. Formazione Srl a Roma. Dovranno rinunciare ad un livello retributivo, all'anzianità maturata, al contratto integrativo in essere e l'orario lavorativo giornaliero passerà dalle 7h e 38 min alle 8 h. Inoltre, agli stessi, verrà applicato un periodo di prova di 3 mesi. Dopo la deportazione subita per il terremoto assisteremo alla deportazione dei posti di lavoro causata dall'inerzia dei nostri amministratori locali. Tutto ciò è inaccettabile».

Oltre i 71 dipendenti ex-Reiss Romoli, sono coinvolti nella vertenza: le 30 persone della società Compass che gestiva la parte alberghiera, 10 persone della Xerox ed 8 persone della vigilanza. In totale sono a vario titolo coinvolte circa 120 famiglie con la perdita certa di 50 posti di lavoro.

04/01/2010 12.31