Petrolio e costa teatina, Di Giuseppantonio dice no a Petroceltic

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Il presidente Di Giuseppantonio ha presentato al Ministero dell’Ambiente osservazioni negative sul progetto di ricerca petrolifera in mare della Petroceltic di fronte alla costa vastese.

Così il presidente porta avanti l'impegno della Provincia di Chieti contro la petrolizzazione del territorio provinciale.
Come già annunciato in settembre, in occasione delle prime osservazioni negative inviate al Ministero dell'Ambiente contro il pozzo per la ricerca di idrocarburi “Elsa 2” che dovrebbe sorgere al largo delle coste di Ortona, la Provincia si schiera decisamente contro ogni richiesta di trivellazione in mare o sulla terraferma.
Poco prima delle vacanze natalizie, infatti, il presidente Di Giuseppantonio ha firmato una nuova serie di osservazioni contrarie al progetto della società irlandese Petroceltic di installare nuovi pozzi di ricerca al largo delle coste di Vasto e Casalbordino.
«Il mio impegno contro la petrolizzazione dell'Abruzzo – ha spiegato Di Giuseppantonio nel corso della riunione – non ha bisogno di annunci e conferme, visto il mio lineare e coerente comportamento sin da quando ero sindaco di Fossacesia, vicepresidente nazionale Anci e promotore di incontri per dire un no forte, convinto e solenne al progetto del Centro Oli. Ora, da presidente della Provincia, sto percorrendo la strada della protesta ferma, ma istituzionale.
Dopo Elsa 2 non ho fatto mai mancare la mia attenzione al tema delicato della petrolizzazione, in ottemperanza di una mozione consiliare approvata all'unanimità e grazie anche alla sensibilità del consigliere provinciale Franco Moroni, che ha lavorato di grande lena per comporre il testo delle osservazioni che la Provincia ha inviato al Ministero».
Di Giuseppantonio continua a lamentare la mancanza quasi totale di collegamento tra istituzioni nazionali e locali in merito ai progetti che mirano all'estrazione di idrocarburi.
Il presidente è tornato inoltre a proporre l'apertura di un tavolo per giungere al più presto ad un Piano di Gestione Integrata della Costa, per stabilire un limite preciso alla possibilità di installazione in mare di piattaforme estrattive.
«Credo che con un sereno confronto e una pacata discussione potremo arrivare a cogliere l'obiettivo che ci accomuna tutti: evitare l'arrivo di industrie che non sono compatibili con la nostra economia, il nostro territorio e la nostra vocazione agricola e turistica».

04/01/2010 10.52