Proiettile e minacce ad ex consigliere di Anversa. Sindaco: «clima d'odio»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

3166

ANVERSA Una situazione ancora tutta da chiarire quella che nei giorni scorsi ha investito Daniela Gallucci, ex consigliere comunale nel comune di Anversa degli Abruzzi.


Nella cassetta della posta della sua abitazione di Castrovalva, frazione di Anversa, pochi giorni prima di Natale la donna ha trovato una lettera di minacce e un proiettile.
L'ex consigliere si è rivolta subito agli inquirenti che stanno investigando ma tengono il più stretto riserbo sulla vicenda.
Il fatto ha gettato sconcerto nella comunità locale per un fatto grave e dal movente ignoto.
Gallucci, che attualmente vive a Roma, quando ha aperto la busta anonima è rimasta incredula e non riesce ancora spiegarsi chi possa aver tentato di intimidirla e per quale motivo.
«E' il gesto inconsulto di una persona instabile che si è fatta condizionare da un linguaggio eccessivo e spesso violento che ha caratterizzato numerose fasi della vita amministrativa di questa legislatura», ha commentato il sindaco Gianni Di Cesare.
«Anversa è un paese civile e tale deve continuare ad essere, ha visto valorizzate in questi anni numerose iniziative che lo hanno portato all'attenzione regionale e nazionale, dobbiamo continuare a lavorare per il suo progresso e il suo sviluppo respingendo le iniziative di chi persegue altri scopi».
Di Cesare si augura che anche dopo l'episodio avvenuto la Gallucci accetti di rendersi disponibile alla futura attività amministrativa.
Una proposta che le era stata fatta già qualche settimana fa ma che non ha avuto ancora una risposta ufficiale.
Contesta la visione del primo cittadino Elettra Rinaldi, residente ad Anversa. «Personalmente sono più di vent'anni che faccio politica, a Trieste come a Roma ed altrove», spiega Rinaldi che trova grave «la sua affermazione che sembra voler creare un legame tra un confronto che si è sempre mantenuto all'interno delle istituzioni, per quanto acceso ed eccessivo possa essere stato, ed un gesto che si colloca del tutto al di fuori della convivenza civile e democratica di una collettività».
«E' pericoloso, signor sindaco», continua Rinaldi, «mettere sullo stesso piano linguaggi e stilemi che appartengono a mondi paralleli e contrari, che convivono solo nella misura in cui sono tollerati dalla comunità. Confondere queste due cose è il primo passo per delegittimare il confronto democratico, per accettare che proiettili e minacce siano una sorta di “conseguenza necessaria” dell'accendersi dei toni: altre volte in Italia si è sostenuto questo, con conseguenze nefaste per tutti.
Difendiamo le istituzioni e la democrazia, anche nei suoi toni più accesi, e condanniamo la mafia anche quando potrebbe provenire da un gesto isolato di una persona instabile».
Intanto è nata on line una petizione promossa ad Anversa degli Abruzzi perchè «tutti - cittadini ed istituzioni - si esprimano chiaramente contro ogni gesto che possa intaccare i diritti costituzionalmente garantiti a tutti i cittadini di esprimere liberamente il proprio pensiero e partecipare alla vita democratica delle istituzioni».

La petizione è al seguente indirizzo http://www.petitiononline.com/anv0912/petition.html


30/12/2009 14.46