Angelucci: «Le mie consulenze? Tutte utili per far risparmiare Francavilla»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Angelucci: «Le mie consulenze? Tutte utili per far risparmiare Francavilla»
FRANCAVILLA. «Sono pochi gli incarichi della mia amministrazione e tutti orientati a far risparmiare il Comune: erano scelte economiche di investimento, non di clientela»
Chiaro, limpido, conciso: Roberto Angelucci alle prime indiscrezioni sugli elenchi delle consulenze che il Comune di Francavilla al mare sta per pubblicare.
L'ex sindaco vuole precisare e chiarire, dire quanto crede sulla vicenda che probabilmente crescerà.
Intanto arriva la conferma che le consulenze – a differenza di quanto hanno interesse a far credere alcuni - sono riferite agli anni 2007, 2008 e 2009.
«Per esempio – continua Angelucci – io feci nominare l'avvocato De Carolis come legale del Comune perché trovai da pagare quando mi sono insediato oltre due miliardi in parcelle per le cause in tribunale. Solo le parcelle per le cause mie da sindaco costarono 250 milioni. Per dare un taglio, incaricai l'avvocato che ha ben lavorato e che è rimasto pure oggi».
E sul consulente assicurativo?
«Nessuno voleva più assicurare il Comune per le troppe richieste di risarcimento, alcune false. Le ho scoperte di persona le mamme che fingevano cadute dei figli sulla strada, mentre invece erano caduti a casa. Questo consulente (Giuliano Di Sipio) ci ha affiancati e non solo ha fatto ridurre le franchigie da 3500 euro a 2000, ma addirittura ha fatto diminuire gli incidenti».
Anche la consulenza ad Enrico Campli come collaboratore è stato un risparmio?
«Ho dovuto accontentare l'assessore Cappelletti, quando è stato nominato ai lavori Pubblici. Voleva accanto una persona esperta e qualificata, appunto l'ex sindaco. Tra l'altro non ha riscosso nemmeno le ultime mensilità».
Anche il segretario generale Cerasoli ha avuto un incarico retribuito nel suo gabinetto e non è stato un risparmio, ma un'aggiunta allo stipendio.
«Per forza. Guadagnava poco e quindi gli ho dovuto concedere questo appannaggio – continua l'ex sindaco – ma mi faceva insieme il segretario generale ed il direttore del Comune. Quando è andato in pensione ho usato lo stesso metro: Bernardini che lo ha sostituito con 80 mila euro faceva insieme segretario generale e direttore. Insomma tutti gli incarichi, come quelli ai commercialisti per il Bilancio, per l'Ici, per rinegoziare i mutui erano affidati per risparmiare».
Altri nomi, in attesa che escano gli elenchi?
«Ricordo che l'assessore Sergio Pesce mi “impose” l'ingegnere Peppino Grosso su un lavoro di un paio di milioni ed una parcella professionale di 50-60 mila euro. Mi disse che lo doveva aiutare a ripartire dopo alcuni infortuni giudiziari. Io ero contrario, tant'è vero che poi l'assessore l'ho cacciato. Come ho fatto con Perfetti e Di Pillo».
Sfortunato con i sindaci questo assessore…
«Di Pillo l'ho cresciuto e l'ho lanciato io – ricorda Angelucci – poi, pur stando nel centrodestra, ha flirtato con D'Alfonso che l'ha portato fuori dal mio gruppo. Ma lui le sue fortune elettorali e le sue clientele se l'è fatte con me, a partire da Cittadino+. Poi ha disprezzato quello che gli offrivo e l'ho cacciato perché non faceva squadra».
Da molto tempo PrimaDaNoi.it è vittima di commentatori anonimi ed incivili che lanciano accuse gratuite contro di me e contro il giornale, quasi per screditarlo cosicchè le cose che scriviamo possano avere un valore minore.
Lei si fida a parlare con me?
«Quando ha scritto di me», ha precisato Angelucci, «è sempre stato corretto nel riportare il mio pensiero. Posso non essere d'accordo sui suoi commenti, ma questa è un'altra storia. Non dia peso a chi scrive nell'anonimato: io ne ho denunciati molti e molti sono stati già identificati. Quanto agli incarichi, mi creda: erano investimenti produttivi, non spese inutili».

Sebastiano Calella 30/12/2009 9.20

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