Ha il cancro niente Tac: è Natale. Ma a Vasto c'è una regola intelligente...

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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IL CASO. PESCARA. E’ normale che in tutto l’Abruzzo non si riesca a prenotare una Tac di controllo (obbligatoria da protocollo) per chi è malato di tumore? Pare proprio di sì.








IL CASO. PESCARA. E' normale che in tutto l'Abruzzo non si riesca a prenotare una Tac di controllo (obbligatoria da protocollo) per chi è malato di tumore? Pare proprio di sì.


Niente da fare: è la dura legge della burocrazia, quella sì che è uguale per tutti e non guarda in faccia a nessuno. Non si può e basta.
E' il dramma, ancora senza soluzione, che sta vivendo una giovane abruzzese, S.M. ,che ha scoperto di avere un tumore al sistema linfatico nel mese di novembre.
S.M. ha il morale alto e tanta forza in corpo per combattere.
Ha già fatto i primi 4 cicli di chemio terapia ed ha reagito bene. Ma ora a metterle i bastoni fra le ruote ci pensa la malasanità.
Il protocollo di cura prevede che tra il quarto e il quinto ciclo di chemio, il paziente si debba sottoporre ad una tac per vedere se il tumore stia regredendo o meno.
Ma il caso ha voluto che per S.M. la tac di controllo cadesse nei 15 giorni di feste natalizie.
Ed il caso, nella regione della malasanità, diventa una sfortuna gigante contro la quale è proprio difficile combattere.
Da questa lotta non se ne esce vittoriosi.
In quei giorni i dipendenti sono in ferie ed il personale è ridotto all'osso.
I radiologi e gli infermieri non riescono a soddisfare le richieste extra, seppur importanti.

ALLA RICERCA DELLA TAC PERDUTA

Ma l'italiano non si perde d'animo ed ha sempre un'arma in più: “la raccomandazione”.
S.M. è un'infermiera, ex dipendente di una importante clinica privata di Chieti, quindi sa come muoversi.
«Bisogna raccomandarsi per fare una tac che mi hanno prescritto nel protocollo di cura, è incredibile. Io ho qualche conoscenza, ma un vecchietto come fa?», si chiede la giovane.
E così oltre a telefonare ai Centri unici di Prenotazione (Cup), la ragazza ha chiamato direttamente i medici ed i suoi ex colleghi.
Ma contro la malasanità e l'inefficienza abruzzesi nemmeno le conoscenze riescono a spuntarla. Nella clinica dove lavorava prima non è riuscita a prenotare una “tac con infusione di liquido di contrasto”, (esame che richiede anche la presenza di un infermiere) perché «una tac è rotta ed una in manutenzione».
«All'ospedale civile di Pescara non c'è posto, in una clinica privata di Lanciano nemmeno, - racconta la ragazza- a Sulmona niente da fare…mi hanno detto tutti, e pare sia una cosa normale per la leggerezza con cui la dicono, di andare a Macerata, a Termoli, a Campobasso o addirittura a Monza. Per loro è normale che per una tac si vada fuori Abruzzo. Per ora aspetto una risposta da Chieti ma non ci spero».
«Per colpa della malasanità sono costretta a non rispettare le indicazioni di cura…è una vergogna», incalza la ragazza.
E intanto la malattia corre mentre la sanità resta al palo tra inchieste, arresti e tagli. Anche queste sono le conseguenze della corruzione e della malapolitica.

«GUAI AD AVERE UN TUMORE SOTTO LE FESTE…»

Nulla di nuovo. Accade sempre così.
Quasi non c'è la notizia.
Infatti è risaputo che in Abruzzo per fare una Tac ci vogliono in media 6 mesi di attesa.
Ma il dramma di un tumore diventa grottesco quando la ragazza si fa i calcoli e ironizza: «io mi sono ammalata a novembre, quindi per fare la tac adesso, avrei dovuto prenotarla prima di sapere di avere il tumore!».
Ed è così che si arriva anche a scherzarci su.
Anche se non ci sarebbe proprio nulla da ridere. Forse proprio solo l'ironia salva in queste cose. E non perde occasione S.M. per scherzare sulle avventure passate per prenotare il suo esame.
«Un dottore che mi segue mi ha detto “mai ammalarsi sotto le feste…” forse perché conosce bene le problematiche».
Come se uno potesse decidere i tempi per avere un tumore, poi quelli prenotare la tac…e guai se entrambi capitano sotto le feste.
«In conclusione può darsi che riescono a farmi fare l'esame a pagamento (costerebbe 300 euro), anche se in una struttura pubblica, e a quel punto l' esenzione dal ticket per 5 anni ottenuta per la mia condizione di salute a che serve?».
Ecco spiegato come in Abruzzo curare il tumore diventa un lusso.


Manuela Rosa 30/12/2009 8.37


ALLA ASL LANCIANO-VASTO UN METODO INTELLIGENTE

Certe volte basta solo il buon senso.
Appena letto l'articolo dall'ospedale di Vasto fanno sapere che le disposizioni diramate già da tempo agli altri presidi ospedalieri ed ai medici di base della provincia prevede una sorta di codice rosso per tutti i malati oncologici che devono sottoporsi ai controlli periodici e devono eseguire la tac. Il risultato è che basta chiamare il reparto di radiologia per fissare la data dell'esame. Una disposizione che conoscono bene nei reparti di oncologia di Lanciano e Vasto ma evidentemente sconosciuta agli altri ospedali regionali.
Per il caso segnalato da PrimaDaNoi.it ci sarebbe disponibilità già per domani. Non dunque un favore o una eccezione ma una regola logica, umana ma evidentemente non così scontata.
Questione di pochi minuti una telefonata, un medico gentile e disponibile e l'appuntamento è stato fissato per domani.
Una buona notizia che fa ben sperare.

30/12/2009 11.11

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