Un "alieno" in Provincia:«strane decisioni sui concorsi da dirigente»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. C’è un funzionario della Provincia di Pescara, considerato un pò come un alieno nell’ambiente, solo perchè vorrebbe lavorare di più senza aumento o perchè vorrebbe partecipare a concorsi da dirigente, ma puntualmente sulla sua strada trova degli ostacoli, talvolta anche ben “normati”.
Già l'anno scorso, il funzionario, Luigi Rischitelli, aveva scritto una lettera alla Provincia per essere spostato in un altro settore, quindi a pari compenso, dove avrebbe potuto lavorare di più. Ma la sua richiesta non venne soddisfatta.
Nel luglio 2008, poi, avrebbe tanto voluto partecipare, per sentirsi «meno sprecato e sottoutilizzato», ad un concorso indetto dall'ente provinciale per un posto, a tempo indeterminato, da dirigente per l' “area amministrativa economico-finanziaria”.
Avrebbe avuto tutte le carte in regola e tutti i requisiti per partecipare, secondo la normativa vigente (art.28 del d.lgs. 165/2001), in quanto laureato e con 5 anni di esperienza come funzionario, se non fosse stato per quella “disciplina delle assunzioni” approvata dalla Giunta, poco prima della redazione del bando. In quel documento è prevista la possibilità di inserire, nei bandi per posti dirigenziali, requisiti ulteriori rispetto a quelli indicati dalle leggi. Nel bando da dirigente, il candidato, per essere ammesso, doveva avere l'abilitazione alla professione di commercialista.
«La Provincia ha stravolto la legge», sostiene Rischitelli che è ricorso al Tar, «prevedendo nel bando requisiti illogici ed irragionevoli che hanno impedito a molti funzionari di partecipare al concorso, ignorando ad esempio che la legge equipara il diploma di specializzazione a due anni di esperienza, oppure prevedendo un ulteriore requisito».
In buona sostanza, Rischitelli sostiene che «la “disciplina delle assunzioni” ed il bando della Provincia di Pescara vanno in deroga alla norma generale». «Il direttore generale,- aggiunge Rischitelli- non ha inserito nel preambolo del bando alcun riferimento alla “disciplina delle assunzioni”, che quindi non è stato possibile impugnare».
Il concorso da dirigente, del luglio 2008, verrà vinto da Antonio Forese, funzionario provinciale dal 2001, già incaricato una volta come direttore a tempo determinato, ed al momento del bando dirigente incaricato del settore Risorse Umane. «Era stato proprio il settore “valorizzazione risorse umane”- sostiene Rischitelli- allora diretto da Forese, a proporre la “disciplina delle assunzioni” che poi la Giunta ha subito approvato, un mese prima del bando».
Rischitelli, dopo anni di tentativi per «lavorare di più» ripagati con altrettante tante piccole ritorsioni per aver denunciato il suo caso sui giornali, cerca ancora di capire le ragioni che spingono una amministrazione a comportarsi in questo modo. Sono tante le domande che si pone.
«Perché il direttore generale- si domanda Rischitelli- ha bandito il concorso solo pochi giorni dopo che la “ disciplina delle assunzioni” ha introdotto quella clausola che ha salvato Forese da una più ampia concorrenza?».

I DUBBI DEL FUNZIONARIO ALIENO

Facciamo un passo indietro: dal settembre 2005 a Forese, fino ad allora responsabile del cosiddetto “Ufficio Stipendi”, viene conferito l' incarico di dirigere il settore Risorse Umane. «Tale settore» afferma Rischitelli «è parte di quanto sino ad allora era diretto da Candeloro Forestieri, per inciso suocero di Forese. Ma questa è solo una nota di colore poco importante. Invece la domanda è: perché quando si doveva assumere un dirigente non è stato bandito subito un concorso a settembre 2005?». «Una possibile risposta?Il 1° settembre 2005», insinua il funzionario, «Forese non aveva ancora i requisiti per partecipare ad un concorso per dirigente, poiché non aveva 5 anni di servizio da funzionario». Rischitelli, che prima viveva a Milano, non si dà pace: «qui mi sento sottoutilizzato, sprecato, vorrei lavorare di più, ho tutti i titoli, corsi di aggiornamento ed altro, ma non riesco a fare carriera nella provincia di Pescara». «La Provincia ha già speso € 4.621,00 per resistere al ricorso da me presentato- spiega Rischitelli- per la tranquillità del dottor Forese. Io invece devo ricorrere al Consiglio di Stato, confidando in un esame più attento del caso, sperando che la nuova amministrazione non resista in giudizio, lasciando al dottor Forese l'onere di difendersi».

Manuela Rosa 22/12/2009 10.31

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