Protestano gli infermieri:«in Abruzzo mancano 4 infermieri ogni mille abitanti»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Il Coordinamento Regionale Ipasviche raggruppa gli infermieri esprime «profondo rammarico» per il mancato coinvolgimento da parte della Regione Abruzzo nella predisposizione delle linee guida del nuovo Piano sanitario regionale.


Gli infermieri denunciano anche la mancata convocazione alla discussione sui problemi della sanità regionale, nonostante le reiterate richieste di incontro con l'assessore Venturoni.
Loreto Lancia, Pietro De Bei, Luigi Zappacosta e Irene Rosini, rispettivamente presidenti dei Collegi dell'Aquila, Teramo, Chieti e Pescara sottolineano «l'importanza e la centralità dell'assistenza infermieristica in una politica di riassetto della sanità regionale orientata verso il potenziamento dell'assistenza territoriale rispetto a quella ospedaliera. Solo gli Infermieri infatti possono assicurare la necessaria continuità assistenziale tra ospedale e territorio e la valorizzazione dei servizi di assistenza domiciliare e di comunità, come avviene nei Paesi avanzati dove è centrale la figura dell'Infermiere di famiglia».
Lo standard ottimale per l'assistenza dei cittadini è di 8 infermieri occupati ogni mille abitanti: l'Abruzzo ne conta poco più della metà.
Ciò si traduce in un rischio significativo di possibili eventi avversi soprattutto tra i pazienti ricoverati, senza considerare la mancata assistenza che ne deriva.
«A fronte di queste evidenze, la Regione Abruzzo», dicono gli infermieri, «invece di tendere al raggiungimento di standard assistenziali da Paese avanzato, ha scelto di destinare risorse importanti per la formazione degli Operatori Socio-Sanitari, dimenticando che in un passato molto recente di figure di questo tipo ne sono state già formate a centinaia e che mai un concorso pubblico è stato bandito per la loro assunzione».
Il Coordinamento regionale Ipasvi pertanto auspica che tali strategie «non nascondano pericolose scorciatoie per fronteggiare la carenza di Infermieri (gli unici abilitati da un percorso universitario a svolgere funzioni assistenziali qualificate) e confida che su queste ed altre tematiche l'Assessore alla sanità voglia cercare un confronto costruttivo per salvaguardare la salute dei cittadini abruzzesi e migliorare la qualità dei servizi erogati».
17/12/2009 11.17