Francavilla, a gennaio le analisi della sabbia sequestrata

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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FRANCAVILLA. Inizieranno il 7 gennaio e dureranno al massimo un paio di giorni i prelievi dell'Arta e della Forestale per testare lo stato di salute della sabbia di Francavilla al mare.


Saranno prelevati campioni nella zona del porto in costruzione e nel tratto a sud del porto stesso, quello interessato dal sequestro del 22 ottobre ottobre scorso.
Come si ricorderà, il pm Giuseppe Falasca – titolare dell'inchiesta sulla costruzione del porticciolo – a seguito delle analisi dell'Arta che avevano rilevato presenza di metalli pesanti e di precursori della diossina, aveva sequestrato parte del litorale che risultava aver ricevuto sabbia sospetta di inquinamento per il ripascimento annuale del 2008.
Anche a seguito delle pressioni del sindaco Nicolino Di Quinzio, preoccupato delle conseguenze negative per il turismo locale e per la salute dei cittadini, il pm ha accelerato il campionamento che avverrà nella prima settimana di gennaio, con la possibilità di ottenere risultati certi entro il mese stesso.
La tecnica è quella del campionamento in doppia aliquota, cioè sarà analizzato prima un campione, successivamente sarà effettuata la controanalisi di un altro campione gemello messo da parte, proprio come avviene con le urine per i casi di doping tra i calciatori.
Ad operare i prelievi, come detto, saranno i tecnici dell'Arta ed il Corpo Forestale di Chieti, gruppo Nipaf, cioè gli esperti di inquinamento.
Le analisi, per quanto possibile saranno effettuate dall'Arta di Chieti, mentre per alcuni parametri ci si affiderà a laboratori fuori regione.
I risultati sono solo due: o c'è l'inquinamento o non c'è. Se c'è, la spiaggia ed il porto resteranno sequestrati.
Se non c'è, la spiaggia sarà dissequestrata, il porto no. E la spiegazione è semplice.
Il sito dove dovrebbe sorgere il piccolo approdo per la pesca ed il turismo (che piccolo tanto non è visto il costo del primo lotto pari a quasi 2 milioni di euro) è infatti un SIN, cioè un sito di interesse nazionale per il disinquinamento e quindi i lavori non possono riprendere (in verità non potevano essere nemmeno iniziati) se prima il Ministero dell'ambiente non provvede al disinquinamento non solo della foce del fiume Alento, ma di tutto il fiume, almeno fino al depuratore.
La notizia dei prelievi del 7 gennaio (mare mosso permettendo) è stata accolta con soddisfazione dai balneatori, i quali scommettono sulla regolarità del ripascimento effettuato e quindi sulla possibilità di ripartire per la prossima stagione balneare.
A meno che non avesse ragione quel balneatore che la scorsa stagione ha chiesto di rifare il ripascimento «non con la sabbia sporca dell'anno precedente».

Sebastiano Calella 16/12/09 08.46