Bollo auto: inghippo di Stato tra silenzi e dubbi non risolti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Tre giorni fa la denuncia dell’associazione di Consumatori ed Utenti Codici di una operazione sospetta volta a richiedere importi inerenti il bollo auto già condonato sei anni fa.

Molto contribuenti infatti riceveranno e stanno ricevendo inviti al pagamento per somme che avevano condonato, su indicazione della Agenzia delle Entrate.
In realtà quel condono è stato giudicato irregolare e avviato per errore.
Di qui la richiesta di pagamento dell'intera cifra, più gli interessi di mora.
Una strana situazione generata, per chiara ammissione delle parti in causa, da un errore che di certo non è stato compiuto dai contribuenti ma che loro per intero dovranno ripagare.
E si parla di 300mln di euro in tutta Italia da riscuotere per un “disturbo” di oltre un milione di persone coinvolte.
Ma come in tutte le vicende di Stato non mancano incongruenze e misteri.
L'associazione Codici dopo la divulgazione della notizia è stata invasa da persone che chiedono spiegazioni e assistenza.
Si stanno anche mettendo sul tavolo contraddizioni per ora inspiegabili.
Intanto, perché la cosa non è stata mai segnalata dalle migliaia di altre associazioni sparse per il territorio nazionale?
Codici aveva chiesto immediata risposta delle istituzioni per fare chiarezza e quanto meno eliminare dalla richiesta gli interessi di mora che sarebbero illegittimi in questo caso.
«Non c'è stata una sola risposta, silenzio assoluto, assordante direi», spiega il segretario provinciale di Codici, Domenico Pettinari, «mi sono personalmente lamentato con il dottor Giovanni Imparato, braccio destro del direttore regionale dell'Agenzia delle Entrate, Achille Sanzò. Pretendiamo, lo ribadisco, l'annullamento degli interessi di mora senza possibilità di discussione in quanto illegittimi ai sensi della L. 212/2000. Questo credo che per ragioni di normale equità e buon senso vada riconosciuto da chi di dovere».
L'affare pare non sia secondario e, così, persino il ministero sarebbe stato interessato.
L'idea, però, è quella che le parti in gioco si stiano palleggiando la patata bollente con il risultato che tutti chiedono un intervento della “politica”: cioè un intervento diretto del ministero.
«Questo rimbalzo di responsabilità è fortemente lesivo degli interessi dei consumatori», ha aggiunto Pettinari, «dunque riassumendo le Agenzie delle Entrate si tirano indietro, Equitalia “non può fare nulla” intanto tra i contribuenti è il caos. Uno strano scaricabarile che tradisce un altrettanto strano conflitto di interessi in quanto il dottor Attilio Befera è contemporaneamente Direttore Generale dell'Agenzia dell'Entrate e Presidente del Cda di Equitalia Spa, inoltre Equitalia Spa è partecipata al 51% dalla stessa Agenzia delle Entrate e al 49% dall' Inps».
L'ordine perentorio sembra, dunque, il silenzio e così salta anche un confronto su Radio24 già pianificato in contraddittorio tra Imparato, per l'Agenzia delle Entrate, e Pettinari di Codici.
Della questione se ne parlerà comunque lunedì mattina alle ore 6.45 sempre suRadio24 nella trasmissione “Un Abuso Al Giorno” di Roberto Galullo.
Sembra intanto che presso il Ministero dello Sviluppo Economico vi sia una sottocommissione dei consumatori che si è già seduta al tavolo per discutere su queste cose ma ad oggi non si è saputo nulla di quanto è stato deciso in quella sede.


12/12/2009 9.44
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=23999]LA DENUNCIA DELL'ERRORE[/url]

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