Carcere di Sulmona, la Uil denuncia: «è una bomba pronta ad esplodere»

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2709

SULMONA. Si è tenuto presso la sede della Uil a Sulmona il congresso Provinciale della Uil Penitenziari. Sul piatto i molti problemi del penitenziario sovraffollato.





All'evento hanno partecipato oltre ai dirigenti delle sedi di Sulmona, Avezzano e L'Aquila i rappresentanti della Segreteria Regionale nella persona del Segretario Regionale Giuseppe Giancola e del vice segretario regionale Mauro Nardella.
Il Congresso, che ha visto eleggere i nuovi componenti delle segreterie locali e provinciali, ha dato modo di fare un quadro della situazione sulla drammatica situazione nella quale si ritrovano gli istituti di pena abruzzesi e soprattutto quello di Sulmona.
La situazione è alquanto esplosiva e non solo per chi all'interno del carcere ci lavora.
Durante il congresso si è posto l'accento sul caso Sulmona: lì, infatti, si sta concentrando un numero incredibile di internati «che stanno condizionando la vita di chi si ritrova a gestire la sicurezza all'interno del penitenziario».
Gli internati, infatti, non sono comuni reclusi ma soggetti che vengono ristretti perchè ritenuti potenzialmente molto pericolosi.
«Tra questi», hanno raccontato, «vi sono molti capi clan e boss della mafia ,camorra e n'drangheta oltre ad innumerevoli soggetti psicotici. A proposito di questi ultimi, a Sulmona il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria continua ad inviare soggetti totalmente incompatibili, a parere della Uil, con il carcere di Sulmona. Non è possibile infatti che un solo psichiatra, convenzionato per poche ore al mese, possa dare supporto a più di 160 psicopatici fosse anche il miglio psichiatra del mondo. Tra l'altro al contenimento di questi soggetti non vi è idoneo personale formato a farlo così come succede negli ospedali psichiatrici giudiziari».
Eppure l'assurdità vuole che il DAP riconosca La Casa di reclusione di Sulmona quale presidio psichiatrico.
Il carcere di Sulmona, secondo la Uil, «rappresenta una vera e propria bomba ad orologeria pronta da un momento all'altro ad esplodere. Sono giunte voci, che si spera vengano fugate, di un possibile utilizzo della terza branda in una cella predisposta per una sola persona e che al momento ne contiene già due. Se questo avverrà il sistema, già di per sé sovraffollato e per nulla in grado di garantire quanto finanche dalla Costituzione previsto, collasserà».
A Sulmona ci sono ben 500 detenuti a fronte di 300 per il quale è stato contemplato.
«L'area sanitaria è al limite della decenza», ha denunciato ancora il sindacato, «per via di carenze strutturali e di organico. I mezzi del Nucleo Traduzioni sono fatiscenti e mancano i soldi per la loro manutenzione. Molti emolumenti fra i quali buoni pasto e missioni non vengono pagati con regolarità. Completamente inefficace risulta essere L'attuazione della politica contro il fumo da sigaretta. Da questo punto di vista, seppur ci sia stata una presa di posizione della Direzione che ha diramato un ordine di servizio a riguardo e che di sicuro non risolve il problema, consentire a 600 persone tra detenuti e personale di fumare in ambienti dove non ci sono sistemi di areazione rappresenta un'autentica presa per i fondelli».
Il personale di Polizia penitenziaria è «totalmente insufficiente. Da questo punto di vista la situazione sta divenendo incandescente».
Molti agenti distaccati per le questioni legate al terremoto hanno fatto il loro rientro in sede. Molti altri ritorneranno, giustamente, a svolgere il loro servizio nelle sedi di Avezzano, il quale istituto che sta riaprendo i battenti dopo più di due anni di chiusura per via della ristrutturazione al quale l'istituto stesso è stato sottoposto, e in quello dell'Aquila per un totale di circa 30 persone.
Considerato che alla base delle numerose aggressioni subìte dal personale (ben 11 in 11 mesi), vi sono collegamenti all'uso di  vino e bombolette del gas, la Uil penitenziari richiederà, visto che l'ha già fatto in precedenza, di rivedere la concessione degli stessi a tutti i detenuti così come fatto, tra l'altro, e con ottimi risultati in altri istituti d'Italia.
10/12/09 10.08