L’inaugurazione del Ponte tra cori, applausi, D’Alfonso e la massoneria

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’inaugurazione del Ponte tra cori, applausi, D’Alfonso e la massoneria
PESCARA. Il ponte dell’«unione», della «fratellanza», della «ritrovata armonia»? Macchè. Così come un secolo fa, ieri le due opposte fazioni erano su sponde diverse. A nord Mascia. A sud D’Alfonso. Una contrapposizione che si è andata assottigliando sempre più… fino ad una breve stretta di mano.
In mezzo il Ponte che non smette di far discutere.
I manifesti e gli inviti sparsi in tutta la città hanno fatto accorrere una folla di migliaia di cittadini sul lato nord del Ponte (Largo Madonnina).
Lì si è svolto l'evento ufficiale con il sindaco Luigi Albore Mascia e tutte le autorità.
Invece, un tam tam di messaggini e di mail, ha raccolto una moltitudine di cittadini sulla sponda sud intorno all'altro “sindaco” Luciano D'Alfonso.
Dopo la sua presenza alla «presentazione» del Ponte a maggio scorso, ieri è stata la seconda uscita pubblica (ufficiale) dell'ex sindaco dopo l'arresto.
Erano le 17.30 circa, quando D'Alfonso, accompagnato dal suo avvocato Giuliano Milia, è arrivato in mezzo ai suoi fedelissimi cittadini e colleghi di partito.
Baci, abbracci e cori per incoraggiare quello che i suoi chiamano ancora il «sindaco».
«Noi abbiamo la nostra testa d'ariete», grida l'ex consigliere del Pd cittadino, Stefano Casciano riferendosi a D'Alfonso posizionato all'imbocco della rampa.
«Zitto, non lo dire che qui abbiamo la spia» risponde sorridendo l'ex assessore Antonio Blasioli accortosi della presenza di PrimaDaNoi.it.
Roberto De Camillis, Fausto Di Nisio, Alberto Balducci, Aurelio Giammorretti, sono solo alcuni degli ex colleghi di D'Alfonso pronti ad abbracciarlo.
Il volantino stampato dal Pd con l'espressione dialettale rivolta al sindaco Mascia «Ci vo' la facce», dava la misura dello stato d'animo delle persone del lato sud.



Intanto dall'altro lato andavano gli interventi del sindaco, del presidente della Regione Gianni Chiodi, del presidente della Fondazione Pescara Abruzzo, Nicola Mattoscio, del collaudatore Enzo Siviero, dell'ospite d'onore Vincent Tummino e la benedizione del vescovo Valentinetti. Assente il progettista Walter Pichler.
Nel parterre c'erano posti riservati per le maggiori cariche tra le quali il Procuratore Capo Nicola Trifuoggi, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Maurizio Favia, il comandante della Squadra Mobile, Nicola Zupo, nonché per i politici come Sabatino Aracu la cui condotta è attenzionata dalla Procura di Pescara.
Applausi e fischi (per la lunga durata dell'evento) hanno colorito l'attesa dell'apertura.
Alle 19, dopo lo spettacolo degli acrobati dell'aria, con un suggestivo gioco di luci, le autorità hanno tagliato il nastro e la folla ha invaso le due corsie del ponte ciclopedonale con il sotto fondo “The final countdown”.



E così le due diverse fazioni si sono incontrate/scontrate sul ponte. Quando alcuni cittadini saliti da nord, hanno visto D'Alfonso non hanno trattenuto coloriti insulti. Ma D'Alfonso poteva contare su un ampio pubblico plaudente che lo seguiva.
«E' stupendo»,« da qui c'è un'altra prospettiva su Pescara»,«è una cosa magnifica» sono stati i commenti a caldo dei pescaresi saliti sul Ponte a piedi o con i pattini e biciclette.
Ad inaugurare la parte ciclabile del ponte ci ha pensato il campione abruzzese Danilo Di Luca. All'inizio della rampa pedonale lato sud, una targa a terra ricorda a tutti che il «corpo centrale del ponte è realizzato grazie all'intervento esclusivo della Fondazione PescaraAbruzzo».
Il ponte è costato 7,5 mln di euro ed è stato finanziato anche dal Gruppo Ferri, da Almancis, dalla Toto spa, dall'impresa Di Properzio e dalla Fater.
Fatto il Ponte, rimane da fare la nuova pace tra le due opposte fazioni di pescaresi. Altrimenti si rischia che il Ponte resti solo «un simbolo d'unione».



CHI E' VINCENT TUMMINO?

Dopo le polemiche sull'eventuale ospite d'onore, ovvero il Cardinal Bertone, ora la miccia potrebbe riaccendersi su Vincent Tummino, personaggio sconosciuto ai più fino ad ieri.
Nel presentarlo al pubblico è stato ribadito quanto già detto in conferenza stampa dal sindaco Mascia: «Vincent Tummino è stato il coordinatore delle prime operazioni di soccorso nei minuti immediatamente successivi al tragico attentato alle Torri Gemelle».
Ad intervenire sulla questione è Robert Triozzi, che legge le notizie sull'Abruzzo perché affezionato alla nostra regione.
Triozzi è il Comandante del Fire Rescue Development Program (Programma di Sviluppo per Vigili del Fuoco) che opera sotto l'egida delle Nazioni Unite, inoltre è Comandante dei Vigili del Fuoco dell'Onu e ex responsabile antincendio delle tre sedi dell'Onu a Roma.
«Sappiate che il Sig. Vincent Tummino non è mai stato il Comandante dei Vigili del Fuoco di New York!», si legge nella mail di Triozzi, «infatti, Tummino non era neanche un ufficiale dei pompieri newyorchesi. Non ha mai coordinato nessuna opera di soccorso in tutta la sua carriera. L'unico incarico che copriva era come un semplice Vigile permanente che faceva l'autista ad un funzionario in periferia presso il 22^ Battaglione dei vigili del Fuoco nel borgo di Staten Island. Attualmente è un semplice pompiere pensionato che ha messo in piedi un'organizzazione di cui si sa ben poco compresi dei riconoscimenti ufficiali/istituzionali».
Si riferisce alla “ International Columbia Association” (da non confondere con la più famosa Columbia Association dei vigili del fuoco di NY), una associazione, di cui Tummino è presidente e ambasciatore, con lo scopo di promuovere la cultura e la lingua italiane.
Ai vertici di questa associazione ci sono anche due abruzzesi: Marco Rotunno (che ieri fungeva da interprete per l'ospite) e Giancarlo Giuliani. Salvo un “Ciao Pescara”, l'intervento di Tummino in inglese è stato un breve pensiero rivolto ai vigili del fuoco che hanno soccorso la popolazione dopo il terremoto del 6 aprile.
Un'altra importante testimonianza arriva proprio da New York e direttamente da Daniel Nigro che l'11 settembre 2001 è diventato comandante dei vigili del fuoco dopo la morte tragica del primo comandante.
Nigro ha confermato che l'11 settembre Tummino non era affatto presente a New York essendo arrivato il giorno dopo ma sempre in qualità di autista di un funzionario.





IL FANTASMA DELLA MASSONERIA NON ABBANDONA IL PONTE

Dopo le esternazioni dell'associazione Terra Nostra che ha visto dietro al ponte la realizzazione della simbologia massonica, l'amministrazione è stata bene attenta a spazzare ogni dubbio.
Ma, a quanto scriveva, nel 2003, un bollettino d'informazione della loggia del Grande Oriente, Vincent Tummino sembra non disdegnare l'ambiente massonico.
Infatti l'incontro tra Tummino e gli iscritti alla loggia- si racconta nel notiziario- si svolse in un famoso ristorante di Firenze. Al vigile del fuoco furono consegnate delle sculture di un confratello della loggia.
«Nel corso dell'incontro, - si legge- il Gran Maestro Aggiunto Massimo Bianchi ha portato i saluti del Grande Oriente d'Italia ricordando i legami d'amicizia e simpatia che legano i Fratelli italiani a quelli d'oltreoceano e degli Stati Uniti in particolare».
Lo spettro della massoneria aleggia ancora intorno al Ponte che pare offrire proprio un'altra prospettiva su Pescara.

Manuela Rosa 09/12/2009 9.08

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