Arriva il vescovo a scuola: a Chieti è rivolta di alcuni genitori:«è vietato»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Una normale visita si è trasformata in un vero e proprio “incidente diplomatico”. E’ accaduto nei giorni scorsi in una scuola media di Chieti.


La visita era quella dell'arcivescovo della città, monsignor Bruno Forte, invitato dalla dirigente scolastica a fare visita agli alunni.
Pochi giorni dopo la notizia è giunta, allo stesso dirigente scolastico, una dura lettera contrariata di uno dei genitori che non reputava opportuna la visita appellandosi al principio costituzionale della laicità dello Stato.
Ne è nato un vero caso politico che sta scuotendo l'istituto.
Dopo la polemica è stato lo stesso vescovo Forte a cancellare l'incontro per opportunità.
Un caso che è destinato a far discutere in tempi come questi dove c'è una forte contrapposizione tra chi vorrebbe il crocifisso nei luoghi pubblici e chi invece si dice contrario.
Il tutto nasce da una serie di sentenze che riconoscono e rispolverano il principio, sancito e mai abolito nella Costituzione, dell'Italia come stato laico cioè di nessuna confessione religiosa e dunque aperto a tutte in egual misura.
In una lunga nota interviene sul caso anche la Chiesa Cristiana Evangelica di Chieti, che ritiene «gravissimo e fortemente discriminante l'atteggiamento del Dirigente che, mostrando una sconcertante sudditanza ai poteri religiosi di maggioranza, ha pensato che la migliore risposta alla preoccupazione legittima di una famiglia che appartiene ad una minoranza, evidentemente ritenuta trascurabile fosse lasciare l'alunna con una collaboratrice scolastica».
Secondo il responsabile del gruppo ci sarebbero stati anche episodi definiti gravi volti a sminuire l'istanza dei “laici” arrivando persino a «deridere» una alunna.
«Siamo sconcertati», ha detto Renato De Rosa, della Chiesa Evangelica locale, «perché molti sono rimasti impassibili di fronte ad un legittimo appello, rivolto in modo accorato e rispettoso, a recedere dalla visita suffragandolo con la citazione di specifiche leggi e pronunciamenti sulla materia. Ricordo che la Costituzione, il Concordato, le Intese, le Sentenze di diversi Tar sono unanimemente concordi nel sostenere che in orario scolastico non si organizzano messe, preghiere, benedizioni, riti cultuali e visite pastorali. La libertà religiosa costituisce la base e la scaturigine di tutte le altre libertà e che negarla significa aprire spazi nella direzione di derive dalle conseguenze pericolose e imprevedibili. Per questo invitiamo tutte le autorità Istituzionali Pubbliche, scolastiche e non, a far rispettare il principio della laicità dello Stato in tutte le sedi che appartengono alla giurisdizione statale».
La Chiesa evangelica rivolge inoltre un altro appello a tutte quelle componenti della società, che ritengono la questione della libertà religiosa e della laicità dello Stato «cruciali per la vita civile, ad attivarsi energicamente e con sollecitudine per promuovere la riflessione su questo tema a tutto campo».

09/12/2009 8.12