Tributi. Società radiata dal Ministero garantisce credito del Comune di Pescara

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Come può una società radiata dalla Ministero dell'Econimia e delle Finanze garantire un credito di una società al centro di una maxi inchiesta per presunta truffa da centinaia di milioni di euro?




Anche questo è successo a Pescara nello strano caso della Tributi Italia, la società che riscuote i tributi dei pescaresi e di altri italiani sparsi in 105 comuni della penisola.
Ci sono diverse inchieste aperte e decine di esposti formulati nel corso degli ultimi anni dagli amministratori che hanno fiutato puzza di marcio.
Oggi arriva la conferma anche che una inchiesta potrebbe essere aperta anche a Pescara sul caso in seguito ad esposti.
A Pescara, però, prima di qualche giorno fa, nessuno ne aveva mai parlato e bisognerà anche chiarire questo punto. Perché il Comune non ne ha parlato?
Inizialmente, come ha spiegato l'assessore ai Tributi, Massimo Filippello, dopo il nostro primo articolo, la somma derivante da un mancato ristorno della riscossione era pari a 2 milioni di euro.
Questa cifra sarebbe poi stata ridotta per il momento a 753mila euro.
Quindi, per spiegare meglio: i cittadini pagavano regolarmente i tributi ma la Tributi Italia non rigirava i soldi al Comune e oggi si stanno aspettando ancora oltre mezzo milione di euro.
Si sta monitorando la situazione tramite la costituzione di un'unità di crisi comunale, ha detto Filippello, pronta a intervenire anche nel caso di un fallimento.
La vicende pescarese, inoltre, si tinge di un giallo nel giallo.
Già, perchè la Tributi Italia, quando si chiamava ancora Gestor spa, aveva firmato una fidejusione con una società: la Fidecomm.
La firma sul contratto di fideiussione è stata posta il 26 febbraio del 2008, nel documento che pubblichiamo si scrisse nero su bianco che la Fidecomm avrebbe garantito il credito della società addetta alla riscossione dei Tributi.
L'importo massimo garantito era stato fissato a 1.542.969 e la validità della garanzia era estesa fino al 28 febbraio del 2010.
Si può stare dunque tranquilli?
C'è questo paracadute di emergenza pronto ad aprirsi?
Niente affatto, anche perchè il consigliere comunale dell'Idv, Adelchi Sulpizio, ha scoperto che già in data 31 gennaio 2008 (circa un mese prima della firma) la Fidecomm era stata cancellata, con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, dall'albo degli Intermediari finanziari.
Come può una società radiata firmare un contratto? Come può il Comune no sapere?
Questo potrebbe voler dire che la Gestor non dispone più di garanzia fidejussoria e i Comuni creditori potrebbero essere totalmente scoperti.
Ma prima ancora, nel 2007, la Gestor aveva disposto una precedente polizza fideiussoria rilasciata dalla Finroma spa, poi dichiarata fallita. Insomma una vera e propria iattura.
In altri casi italiani la polizza sarebbe addirittura priva di autentica notarile.
Quale validità hanno, in queste condizioni?
Secondo Filippello, però, «tecnicamente il Dpm che disciplina la materia prevede, in caso di sospensione dall'albo, esclusivamente l'impossibilità per la società sospesa di partecipare a nuove gare, dunque per ora non ci sono problemi reali per l'amministrazione comunale di Pescara che sta regolarmente continuando a incassare il riscosso attuale. L'unica difficoltà potrebbe registrarsi nel caso di una cancellazione dall'albo dei riscossori della società stessa (condizione che oggi non c'è), perché l'amministrazione, a quel punto, dovrebbe determinare come proseguire il servizio, eventualità che già stiamo verificando e organizzando».
L'assessore ha anche spiegato che ci sono già due esposti, il primo presso la Corte dei Conti e il secondo presso la Procura della Repubblica, presentati nel 2008 da uno dei componenti del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Pescara.
Ma perchè la situazione non venne resa pubblica a differenza di tutti gli altri comuni d'Italia con l'analogo problema?
Lo scorso ottobre, ha spiegato sempre l'assessore, «abbiamo incontrato l'amministratore delegato di Tributi Italia per essere messi al corrente della situazione reale. E' evidente che, se dall'esame degli atti successivi, dovessero emergere ulteriori responsabilità individuali, la nuova amministrazione comunale di Pescara adotterà adeguati provvedimenti di tutela dell'Ente pubblico».

a.l. 05/12/2009 10.13