Via Raiale, la D'Annunzio pensa alla sostenibilità urbana

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Verso ecocity. Progetto pilota ad alta sostenibilità ambientale per l’area Raiale-lungo fiume a Pescara.

Si è conclusa ieri presso la Facoltà di Architettura di Pescara, il Workshop Ecocity - sustainable urban design, finalizzato alla riprogettazione sostenibile delle aree di via Raiale-lungo fiume Pescara, ed in particolare delle aree del cementificio, del depuratore, delle aree industriali dismesse, dei quartieri residenziali di Villa del Fuoco e del nuovo asse stradale Pendolo.
Sono stati presentati i risultati dei progetti elaborati dai numerosi team di ricercatori e studenti provenienti dalle università italiane ed estere, coordinati, oltre che dai docenti della facoltà di Pescara, dal professor Francesc Muñoz dell'Università Autonoma di Barcellona UAB; dal professor Joerg Schroeder della Technische Universität München TUM, dal professo Alberto Cecchetto dell'Università IUAV di Venezia, dal professor Mosè Ricci dell'Università degli Studi di Genova e dalla professoressa Consuelo Nava dell'Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.
«Per la prima volta», spiegano dalla D'Annunzio, «si manifesta la volontà di pensare il territorio in modo congiunto tra amministrazioni di governo e università, mettendo a frutto la capacità di quest'ultima di sperimentare i programmi e le intenzioni di trasformazione decisi ai livelli amministrativi».
Il progetto prevede di «rigenerare il sistema ambientale attraverso la bonifica dei siti inquinati e la rimozione delle cause dell'inquinamento atmosferico, seguita dalla ricostruzione delle reti della sostenibilità, atte a garantire le condizioni di svolgimento e riproducibilità dei processi ecologici, in un'ottica di conservazione attiva dell'ecosistema urbano».
Il workshop è riferito ad un contesto «periferico e degradato», sono presenti impianti industriali, in parte dismessi, edilizia privata e grandi complessi di edilizia popolare degli anni '70.
Sono inoltre presenti le grandi attrezzature del cementificio e del depuratore urbano, che rappresentano emergenze ambientali e sanitarie, a causa degli effetti prodotti sulla qualità dell'aria.
«In modo particolare», si analizza, «il cementificio pone il difficile tema della presenza nel perimetro urbano di un impianto alimentato con la combustione di rifiuti solidi. Tuttavia la ditta che di recente ha rilevato la proprietà ha annunciato il progetto di delocalizzazione e realizzazione di un nuovo impianto, lasciando aperte le possibilità di ripensare l'area attualmente occupata dal cementificio con funzioni compatibili con il ruolo ed il carattere dell'area».

04/12/2009 11.06