Suicidio Valentini, poliziotto a giudizio, Renzi no

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CAMPOBASSO. Rinvio a giudizio per l'ispettore Massimiliano Mancini, il poliziotto che partecipò alle indagini che portarono all'arresto del sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini.


Il primo cittadino poi si suicidò nel carcere di Sulmona il 16 agosto 2004, dove era stato rinchiuso nella sezione isolamento per esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare richiesta dal pm Maria Teresa Leacche.
L'arresto avvenne a Francavilla due giorni prima della sua morte con l'accusa di concussione e calunnia. La famiglia di Valentinetti, però, non ha mai creduto all'ipotesi del suicidio.
La decisione sull'ispettore Mancini del giudice Maria Libera Rinaldi è arrivata ieri sera al termine dell'udienza preliminare a Campobasso.
L'accusa nei confronti di Mancini è quella di abuso d'ufficio.
Il processo inizierà il dieci febbraio prossimo.
Contro il poliziotto si sono costituiti, tramite l'avvocato Arturo Messere, i genitori di Valentini.
Al termine dell'udienza è stato invece deciso il non luogo a procedere per i vertici del Codacons, Carlo Rienzi (difeso da Messerre) e Giuseppe Ursini.
Erano accusati di calunnia e diffamazione.
Il procedimento giudiziario si tiene a Campobasso perché nella vicenda fu coinvolto un magistrato della procura di Sulmona.

I DUBBI SUL DECESSO

E a oltre cinque anni dal decesso del sindaco Valentinetti la famiglia continua a sostenere che non si sia trattato di un suicidio.
«Io vidi il corpo di mio fratello sul tavolo dell'obitorio e notai le costole rotte», ha raccontato il fratello dell'ex primo cittadino a settembre scorso nel corso di un convegno. «Non credo che qualcuno possa uccidersi legandosi una busta al collo con dei lacci, soprattutto mio fratello, che era convinto della sua innocenza e pronto a dimostrare la sua estraneità ai fatti».

UN RISARCIMENTO DA 10 MLN DI EURO

Il Codacons, associazione dei consumatori, ha chiesto invece 10 milioni di euro come risarcimento dei danni provocati all'ambiente dalla realizzazione della palazzina Edilmonte a Roccaraso.
Secondo l'accusa, allora, il sindaco Valentini aveva chiesto una serie di interventi al costruttore per concedere la sanatoria per la realizzazione dell'edificio.
«Chiameremo in causa anche i nuovi amministratori - ha detto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi- se continueranno a tentare di sanare le irregolarità di questo palazzo. La somma che chiediamo dovrà essere rimborsata allo Stato sulla base di una legge vigente, visto che una consulenza tecnica ha accertato il danno enorme provocato all'ambiente dal taglio della montagna vicino alla costruzione».
Il Codacons ha chiamato al risarcimento dei danni l'ex sindaco che diede la licenza alla costruzione, Mario Liberatore - condannato dalla Cassazione per abuso d'ufficio -, nonché un ex proprietario dell'edificio e la società, attualmente proprietaria, che ha venduto l'immobile ricavandone un profitto.


04/12/2009 9.35