Ecoemme. Cordoma:«mai favorito Di Zio. Sempre rispettoso della legalità»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Ecoemme, oggi la magistratura indaga ma le anomalie sono state sempre sotto gli occhi di tutti.
Il sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, si dice «sorpreso ed amareggiato» dopo aver letto le notizie apparse negli ultimi giorni sugli organi di informazione rispetto al suo coinvolgimento nell'inchiesta della Magistratura sulla Ecoemme.
«Non comprendo – ha detto Cordoma – le ragioni del mio coinvolgimento nella vicenda soprattutto perché non ho mai inteso favorire qualcuno, operando sempre nel rispetto della legalità».
Cordoma è sicuro che il lavoro della Procura, «sempre distintasi per celerità d'azione e capacità investigativa», porterà a chiarire la sua posizione e ribadisce di essere «sempre stato dalla parte dei cittadini, per i quali lavora incessantemente e ai quali non ho mai tolto nulla».
Sin dal suo insediamento, si ricorda in una nota inviata dal Comune, «il primo cittadino si è attivato per attuare una serie di misure volte a chiarire i criteri utilizzati dalla precedenti Amministrazioni per l'individuazione del socio privato Ecoemme».
E si ricorda anche «la richiesta di un parere in ordine ai rapporti contrattuali alla loro efficacia ed alle possibili iniziative da assumere a tutela degli interessi dell'amministrazione».
«Con deliberazione di Giunta», continua, «ho demandato al direttore Generale di predisporre una relazione per valutare le conseguenze sul servizio di raccolta della nettezza urbana per effetto di iniziative finalizzate alla risoluzione del contratto».
Infine il sindaco ricorda di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pescara, «proprio con lo scopo di accertare eventuali condotte di rilievo penale nella gestione societaria».
Ma nella storia amministrativa della Ecoemme (costituita dal Comune di Montesilvano, dalla Comunità montana Vestina e dalla Deco spa) pesano almeno due interrogazioni del consigliere di Rifondazione Comunista, Cristian Odoardi, rispettivamente del 2003 e 2004 alle quali non è mai arrivata risposta.
A quell'epoca il sindaco si chiamava Renzo Gallerati ma i dubbi erano sempre quelli che si sono trascinati fino ai giorni nostri.
A giugno scorso in consiglio comunale l'ex presidente della Ecoemme, Domenico Di Carlo (dimessosi da circa 7 mesi e rimasto in carica per appena 6), lanciò parole di fuoco al sindaco (Cordoma) attaccandolo duramente e accusandolo di non perseguire il bene della cosa pubblica, bensì quello del privato.
Di Carlo parlò anche di «abdicazione dei poteri pubblici a favore del privato», di impossibilità a esercitare il controllo pubblico, di una «costante lievitazione» delle tariffe.
Dopo l'uscita di scena di Di Carlo, il Comune di Montesilvano non ancora provveduto a nominare i posti vacanti nel cda da oltre 9 mesi, lasciando di fatto il pieno controllo alla Deco di Di Zio.
Ma accuse sono arrivate a più riprese anche da Michele Castellano, segretario del circolo cittadino di Rifondazione comunista: «il consiglio di amministrazione dell'Ecoemme è nelle mani della Deco», denunciò mesi fa.
La minoranza in un consiglio comunale straordinario di fine luglio chiese anche l'istituzione di una commissione di inchiesta ma non arrivò nemmeno alla votazione.
Cordoma chiese di smetterla di gridare 'al lupo al lupo'.

PERQUISIZIONI A LARGO RAGGIO

Il filo conduttore dell'indagine però non sarebbe tanto la Ecoemme quanto i rifiuti in relazione ad alcune iniziative legate al pubblico.
Infatti la polizia di Pescara sarebbe arrivata anche a Teramo nella sede della Team ma anche nella direzione Ambiente della Regione. Dunque rifiuti a 360 gradi.
Della Team Tec è stato presidente anche l'attuale assessore alla sanità Venturoni che si è dimesso di recente per «incompatibilità».
Venturoni il 12 luglio 2007, decise di costituire la gemella Team Tec s.p.a che prevedeva la partecipazione al 60% della Team ed al 40% della società Deco s.p.a.
Amministratore delegato della Team Tec è Rodolfo Di Zio, oggi tra gli indagati.
Il 50% delle quote della Team s.p.a è del Comune di Teramo e la tariffa sui rifiuti è alquanto salata.
«Le indagini in corso», si domanda oggi la consigliera comunale di Teramo, Manola Di Pasquale (Pd), «sono forse la causa delle improvvise dimissioni del Presidente Venturoni?»

02/12/2009 16.21