Ecoemme: associazione a delinquere e corruzione contestati dalla Procura

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MONTESILVANO. Le indiscrezioni che trapelano sono davvero poche e frammentarie. Alcune anche imprecise ma l’indagine sulla Ecoemme promette di scoperchiare uno dei pentoloni più pericolosi.

Quello che sembra di capire da questa vicenda è che sembra essere proprio la “classica vicenda abruzzese” con presunte irregolarità che sono sotto gli occhi di tutti, dove nessuno ha mai mosso alcuna obiezione e dove tutti gli amministratori degli ultimi dieci anni non si sono mai accorti di nulla.
La Ecoemme svolge attività di raccolta dei rifiuti solidi urbani e di raccolta differenziata, di spazzamento delle strade, servizi di pulizia spiagge, mercati e aree pubbliche.
Sembra di essere in presenza di quella insana omertà che ha permesso l'incancrenirsi di tutti i più grandi scandali già conosciuti dalla nostra regione.
Anche nel caso della Ecoemme si intrecciano interessi, quelli dei rifiuti, ma con le stampelle del pubblico che ci mette soldi a palate che poi puntualmente si perdono per strada senza grossi apparenti benefici per la collettività.
La procura ipotizza uno sbilanciamento a favore del privato grazie all'appoggio di amministratori pubblici che si sarebbero piegati avallando atti falsi.
Si parla di avvisi di garanzia e di tredici indagati anche se tecnicamente sono state eseguite solo perquisizioni e acquisizioni di documentazione e contestualmente “avvisati” i soggetti che hanno subito le perquisizioni (circa 5).
Una decina di persone sarebbe già stata iscritta nel registro degli indagati ma il numero potrebbe salire vertiginosamente. Tra gli indagati anche i tre Di Zio a capo della Deco.
Il tutto dipenderà dalla procura di Pescara che sta indagando e da quanto a fondo si vorrà andare in questa storia.
La notizia che potrebbe far assicurare alla giustizia chi avrebbe commesso reati sta nel fatto che la prescrizione (tolto il processo breve) potrebbe non incidere minimamente nemmeno per i reati compiuti all'inizio della Ecoemme intorno al 2000 poiché potrebbero considerarsi reati continuati e dunque perpetrati nel tempo.
E' certo che in dieci anni (dal 1999 al 2008) il contributo versato dal Comune nelle casse dell'Ecoemme sarebbe cresciuto del 105%, passando da 1 milione 699 mila euro a 3 milioni 650 mila del 2008.
Nel 2009 si arriva a 6 milioni 930 mila euro perchè ci sarebbero anche 3 milioni per la raccolta differenziata (ferma ad uno scarsissimo 13%).
Sarebbe sotto la lente di ingrandimento della procura di Pescara tutta la storia di questa spa fin dalla sua nascita nel 1998 quando sindaco di Montesilvano era Gallerati, poi Cantagallo ed infine l'attuale sindaco Cordoma che ora ha un pensiero in più.
Cordoma è già stato rinviato a giudizio per abuso d'ufficio per aver trasferito e di fatto depotenziato un dirigente scomodo e risulta ancora indagato nella vecchia indagine su presunti concorsi truccati a pochi mesi dal suo insediamento, indagine che non è stata ancora chiusa.
L'indagine della Ecoemme aggredisce la politica nel suo cuore e probabilmente nella sua trasversalità (altro elemento a cui ci hanno abituato le grandi inchieste) poiché tutti gli schieramenti e tutti i colori si sono avvicendati nella gestione della Ecoemme e moltissimi sindaci dei comuni consorziati sono stati eletti.
Sembrerebbe che mai nessuno nel corso di questi anni abbia denunciato, almeno fino a qualche mese fa quando Cordoma avrebbe portato in Procura un dossier.
Adesso sono al vaglio degli inquirenti anche una lunga lista di documenti: tra gli altri ci sarebbe anche una relazione preparata da Rodolfo Rispoli, ex direttore generale del Comune.
Possibile che nessun sindaco prima si fosse accorto che lì le cose non quadravano?
E' possibile che la procura abbia preso un abbaglio?
Intanto la mole di lavoro pare enorme ed è stato creato un pool di magistrati: al pm Anna Rita Mantini che ha avviato l'inchiesta si sono affiancati Gennaro varone ed il procuratore Nicola Trifuoggi.
Sarebbe contestata l'associazione a delinquere e la corruzione oltre a numerosissimi reati di falso in atto pubblico per giustificare gli illeciti.
La Ecoemme è costituita dal Comune di Montesilvano (49,86%), dalla Deco S.p.A della famiglia Di Zio (47,83%), in seguito si è aggiunta la Comunità Montana Vestina (2,31%).
Nel consiglio di amministrazione figurano: presidente da nominare da circa un anno (compenso 10.260 euro), Amministratore Delegato Ferdinando Di Zio (€ 10.260), Consigliere di amministrazione Umberto Di Pasquale, Fabio Savini (che si è dimesso nei giorni scorsi quando ha appreso dell'inchiesta della magistratura) Pasqualino De Luca, Paolo Ettore Di Zio.
Presidente del Collegio Sindacale è Giuseppe Rasetta, sindaci effettivi: Maria Cuoccio e Paolo Sebastiani.

01/12/2009 15.38