Rapina gioielleria Montalbano, presi gli ultimi tre rapinatori

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Rapina gioielleria Montalbano, presi gli ultimi tre rapinatori
I VIDEO. PESCARA. Sono stati arrestati oggi a Taranto altri tre complici dei rapinatori già finiti in carcere per la rapina alla gioielleria Montalbano in pieno centro a Pescara il 4 luglio scorso.
Una rapina diversa dalle altre perché compiuta intorno alle 16 di un affollatissimo sabato pomeriggio d'estate in concomitanza con i giochi del Mediterraneo, a due passi dal centro dello shopping cittadino.
Una rapina consumatasi in 15 minuti e che per una serie fortuita di coincidenze e la professionalità da polizia di Stato è stata sventata senza spargimento di sangue.
Le cose però potevano andare diversamente poiché ad essere presi in ostaggio sono stati il titolare, la moglie e la suocera di settant'anni e tuttavia sono riusciti a gestire la situazione con calma e sangue freddo.
La banda di componenti pugliesi nati a Taranto era un commando di professionisti che secondo la polizia aveva studiato per alcuni giorni la zona e che poteva vantare tre pali, rimasti fuori a vigilare. Sentinelle armate pronte a contrastare l'arrivo di una sola volante.
Cosa che però poi non è accaduta perché sul posto, dopo appena pochi minuti, si sono precipitate quattro volanti della polizia con una decina di uomini a bordo di una superiorità numerica che ha fatto dileguare all'istante i tre pali che questa mattina sono stati arrestati.
Si tratta di Paolo Vuto, 29 anni, Cataldo Vozza, 56 anni, Pasquale Pulpito 40 anni tutti di Taranto.




FALSI CLIENTI


Grazie ai video delle telecamere interne la squadra mobile di Pescara è riuscita a ricostruire le fasi concitate di quei 15 minuti.
Intorno alle 16 un cliente bussa alla porta, viene fatto entrare e approfittando di un momentaneo allontanamento del proprietario facilita l'ingresso degli altri due complici.
E' l'inizio dell'incubo. Nel frattempo la moglie del gioielliere che si trovava sul soppalco ha potuto beneficiare di alcuni secondi utili, non essendo stata notata.
E' lei che fa scattare tempestivamente l'allarme collegato con la questura prima di essere immobilizzata e legata con il filo di ferro.
Solo in un secondo momento sarà portata al piano terra mentre i rapinatori con due ostaggi si porteranno nelle fasi finali sul soppalco credendo di essere al sicuro.
Una mossa però non felice che permetterà alla donna di aprire ai poliziotti che di li a poco faranno irruzione.
Una rapina in pratica mai iniziata proprio per il tempestivo arrivo delle volanti che hanno subito circondato la gioielleria e messo in agitazione i malviventi che hanno cercato in tutti i modi una via d'uscita secondaria che non hanno trovato.
Ma all'interno si sono vissuti veri e propri attimi di panico con ben due colpi di pistola esplosi da parte del rapinatore che sembrava dirigere le operazioni per intimidire gli ostaggi.
A sparare secondo la polizia sarebbe stato Paolo Grassi, che aveva anche fatto in tempo ad evadere dal carcere di Taranto poco tempo prima.
Ma anche il proprietario ha tentato di giocarsi diverse carte come quella del falso malore ma è riuscito a far scattare solo una breve colluttazione.
Dopo pochi minuti sempre lo stesso proprietario è riuscito a liberarsi per pochi secondi e a rinchiudersi nel bagno dove i due rapinatori lo hanno raggiunto cercando di scardinare la porta non riuscendoci.
Poi come detto l'irruzione della polizia che mette fine ad una brutta storia ma che poteva andare molto peggio.
Che si trattasse di professionisti la polizia lo ha dedotto anche nel momento in cui i tre rapinatori si sono arresi, due dei quali hanno gettato per terra la pistola dopo aver tolto il caricatore.
Un altro ha avuto appena il tempo di telefonare alla fidanzata per dirgli che non sarebbe tornato a casa molto presto.



LE INDAGINI

In tutti questi mesi, però, la squadra mobile ha condotto serrate indagini e a piccoli passi è riuscita ad identificare i tre complici sfuggiti alla cattura
Per prima cosa sono state controllate tutte le strutture ricettive della zona per individuare i luoghi in cui la banda aveva soggiornato poco prima del colpo.
Erano stati infatti a Vasto ma anche ad Alba Adriatica, probabilmente per altri sopralluoghi o per non destare sospetti alloggiando in città.
Da alcuni giorni la polizia, in collaborazione con la squadra mobile di Taranto, li stava seguendo.
Questa mattina li hanno raggiunti nelle rispettive abitazioni e condotti in carcere.
Ai tre arrestati vengono contestati reati di tentato omicidio, detenzione d'arma da fuoco anche clandestina, rapina aggravata, furto e la presa in ostaggio di persone.
Secondo il pm Valentina D'Agostino, anche se sono contestati più reati, la condotta illecita sarebbe unica per cui scatterebbe il concorso anche se materialmente i "pali" non hanno partecipato alla rapina e non hanno mai toccato gli ostaggi.
Il gip Maria Michela Di Fine ha concordato con questa visione. Si vedrà in sede di interrogatorio di garanzia e nel prosieguo del processo cosa accadrà.

01/12/2009 13.31





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