No alla prostituzione in casa, a Silvi l'iniziativa del sindaco funziona

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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SILVI. Primo caso in Italia di denuncia di un appartamento ove era praticata la prostituzione.


Un nuovo passo della battaglia contro la prostituzione. Funzionano, infatti, le nuove norme sul Piano Regolatore Comunale del comune di Silvi, approvate in consiglio comunale del marzo scorso, su iniziativa del sindaco Gaetano Vallescura, contro chi affitta case alle prostitute.
Lo scorso 11 novembre, è stata emessa la prima ingiunzione al ripristino della destinazione d'uso dell'immobile ai soli fini residenziali a carico di un proprietario di un appartamento di via Saline (zona Piomba), affittato a una donna di origini sudamericane.
In pratica, acclarato che la destinazione dell'immobile, non è per uso civico, ma per attività atipica e diversa da quella residenziale, e precisamente al fine di svolgere l'attività di meretricio, il comune di Silvi ha disposto la revoca dell'agibilità dell'appartamento, la cancellazione dal registro anagrafico, ingiungendo al proprietario il ripristino della destinazione d'uso residenziale.
A questo punto il proprietario dovrà, entro trenta giorni, ripristinare il normale uso dell'appartamento e richiedere una nuova certificazione di agibilità, e in caso di inottemperanza si provvederà alla denuncia presso la Procura della Repubblica fermo restando eventuali responsabilità penali in ordine al reato di abuso edilizio.
Tutto ciò è riferito per il proprietario, ma per l'inquilino?
Sempre nell'atto di ingiunzione ne è indicato lo sfratto, sempre al fine di ripristinare l'uso residenziale, attuando l'articolo 1587 del codice civile che afferma che l'immobile deve essere gestito  con la regola del “ buon padre di famiglia”.
Quest'ultimo assunto, tra l'altro, già stabilito da una recente sentenza del Tribunale di Atri.
Le case, insomma, sono fatte per abitarci e non per "lavorarci", anche attraverso "attività atipica" come quella della prostituta, che in questo modo guadagna come un vero e proprio "negozio", andando così a cambiare la destinazione d'uso dell'appartamento: comportamento passibile di denuncia quindi.
Una procedura, questa prevista dal comune di Silvi, unica in Italia, che certamente colpisce in pieno il sistema di prostituzione praticato all'interno di condomini e plessi residenziali, che genera disagi alla convivenza comune. Il comune di Silvi, si ricorda, da diversi anni sta combattendo questa battaglia per contenere quantomeno il fenomeno.
La lotta alla prostituzione a Silvi nasce, dunque, dall'esigenza di porre un argine «ad un problema sociale», come lo ha definito Gaetano Vallescura, sindaco in prima linea da sempre contro questo problema.
Due sono le misure principali da ricordare: la prima, che ha dato frutto all'ingiunzione illustrata sopra, contro la prostituzione praticata nelle abitazioni, all'interno di condomini e zone residenziali; contrastata appunto con l'inserimento nelle Norme Tecniche di Attuazione al PRG della previsione che disciplina ed individua il mutamento delle destinazioni d'uso di un appartamento residenziale, situato nel centro urbano, “quando esso non viene utilizzato per fini o funzioni di residenza abitativa, e, quindi per civile abitazione, ma ad attività diversa ed atipica, che comporta un maggior carico urbanistico”, come recita il testo della norma. Ciò si verifica, continua sempre l'articolo in questione, “quando uno o più soggetti che occupano a qualsiasi titolo l'unità abitativa riceve la visita di giorno e di notte, ed a turno, di un numero indeterminato di persone. Esempio tipico è quello della persona che fornisce una prestazione sessuale dietro riscossione di un compenso. In questo caso si rientra nel novero della destinazione d'uso diversa da quella residenziale”; la seconda contro quella fatta su strada, anche dentro zone di centri altamente abitati, contrastata con l'Ordinanza n. 166 del 11 agosto 2008 adottata all'indomani dell'approvazione del pacchetto sicurezza che ha introdotto nuovi poteri d'ordinanza al Sindaco; l'ordinanza contro la prostituzione colpisce in maniera diretta il cliente e la prostituta per espressa previsione di una serie di comportamenti censurabili sotto il profilo dell'ordine e della sicurezza pubblica , con multe di 500 euro.
Il Comune ci tiene a far conoscere che la lotta è appena iniziata, molti appartamenti nei prossimi giorni saranno colpiti da questo provvedimento di ingiunzione.
30/11/09 12.06