Filovia. Svelato il mistero della Valutazione Impatto ambientale: «non c’é»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Filovia. Svelato il mistero della Valutazione Impatto ambientale: «non c’é»
I DOCUMENTI. PESCARA. Nonostante le insistenti richieste, non avrebbero mai potuto mostrarla o pubblicarla sul sito nuovo di zecca semplicemente perché la Valutazione d’Impatto Ambientale (Via) per la filovia non c’è. *LE ASSOCIAZIONI: «IL DADO NON E’ TRATTO»
Non è mai stata redatta, come sospettava qualcuno già da tempo.
Formalmente è tutto in regola, anche se i Carabinieri l'anno scorso ci hanno voluto vedere chiaro. La questione è più semplice di quanto si possa pensare.
«La filovia non è un mezzo di trasporto assoggettabile alla Via».
E' la traduzione di quanto scritto in un foglio della Direzione Parchi, Territorio, Ambiente ed Energia della Regione, firmato dal direttore Antonio Sorgi e risalente al luglio 2008.

LE ASSOCIAZIONI ACCEDONO AGLI ATTI

A sdoganare questo primo documento rivelatore, grazie ad una richiesta di accesso agli atti, sono stati Aurelio Giammorretti (presidente dell'associazione Proposta Popolare), Gabriele Straccini e Maria Assunta Di Simone (Pescara In Comune by Amici di Beppe Grillo) e Loredana Di Paola (Comitato Mare Libero) recatisi negli uffici della Regione in rappresentanza di decine di associazioni, comitati e Rifondazione comunista e Italia dei Valori.
Probabilmente si aspettavano una documentazione ben più ampia e circostanziata quando hanno chiesto di «vedere la Via» di una grande e discussa opera come la filovia. Ed invece tutto era scritto in tre righe in un difficile burocratese.
Nel documento indirizzato alla Gtm (Gestione Trasporti Metropolitani) , la Regione, riferendosi «al procedimento di compatibilità ambientale della filovia Pescara-Montesilvano», prende atto «del fatto che non ricorrono le condizioni per la Via».

IL SECONDO DOCUMENTO

Perché sarebbe esclusa?
A chiarire tutti i dubbi ci pensa un secondo documento più esplicito fornito ieri dal settore Trasporti della Regione a PrimaDaNoi.it.
E' una comunicazione della Gtm firmata dell'allora presidente Donato Renzetti e del dirigente tecnico Pierdomenico Fabiani nella quale si ripercorre tutta la normativa ambientale che sancisce, secondo Gtm, l'esclusione della filovia dall'obbligo di redigere la Via.
Il decreto legislativo 4/2008, che modifica le più vecchie leggi sulla Via, prescrive all'allegato IV, punto 7, lettera l) che sono assoggettabili alla Via : «i sistemi di trasporto a guida vincolata (tramvie e metropolitane) funicolari o linee simili di tipo particolare, esclusivamente o principalmente adibite al trasporto di passeggeri».
Dunque la filovia, essendo un mezzo su gomma, e non su rotaie non rientrerebbe nelle categorie richiamate nel decreto, nemmeno tra “le linee simili”.
«Nel caso in esame sono previsti veicoli bimodali, dotati di una doppia alimentazione (linea elettrica e motore diesel) che consente ai veicoli preposti di muoversi autonomamente» precisa tecnicamente la Gtm. Anche il codice della strada (art.55 del D.Lgs 285/92) definisce la filovia come «veicolo a motore elettrico non vincolato da rotaie».
La Gtm, con la missiva del 6 maggio 2008, trasmette il progetto preliminare della filovia alla Regione «per l'effettuazione di ogni opportuna verifica» in quanto la normativa comunque «non appare chiara, non univoca e non di agevole applicazione».
Qualche dubbio, quindi, lo aveva anche la Gtm.
Invece la Regione, nella riunione del Comitato di Coordinamento Regionale per la Via, decide di avallare l'interpretazione della normativa ambientale fatta da Gtm.

GLI ACCERTAMENTI DEI CARABINIERI

Probabilmente a costringere a mettere tutto nero su bianco furono le tre visite del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Pescara, negli uffici di viale Bovio.
I Noe decisero di fare degli accertamenti sull'impatto ambientale dell'opera, spronati anche dalla preoccupazione dell'opinione pubblica su questo delicato argomento.
La verifica del reparto dei Carabinieri partiva dalla legge 211/92 “Interventi nel settore del trasporto di massa” nella quale si dice espressamente che i progetti «devono essere corredati dalla progettazione di massima, dallo studio di valutazione di impatto ambientale e dal piano economico finanziario volto ad assicurare l'equilibrio finanziario» (art. 3, lettera a ). L'attività di accertamento è stata relazionata, come di prassi, alla Procura della Repubblica che non ha ritenuto opportuno intervenire probabilmente rifacendosi alla normativa più recente.

IL MISTERO DELL'IMPATTO AMBIENTALE

La questione dell'impatto ambientale è stata sempre avvolta da un alone di mistero.
Più che mistero, ci troviamo di fronte alla solita mancanza di trasparenza che fa sì che si venga a scoprire solo ora dell'inesistenza della Via, dopo quasi dieci anni di polemiche, dibattiti, incontri e manifestazioni.
Un mistero che nessuno aveva cercato di svelare nonostante le pressioni delle associazioni e anche di questo quotidiano.
A maggio scorso, l'ex presidente della Gtm, ora consigliere regionale del Pdl, Ricardo Chiavaroli rispondendo alle domande di PrimaDaNoi.it sull'esistenza della Via disse: «qualcosa c'è sicuro altrimenti il Cipe non avrebbe concesso il finanziamento».
Ma questo “qualcosa” non saltò fuori, nonostante in quell'occasione furono forniti altri documenti con una semplice telefonata alla Gtm.
Il “qualcosa”, che intendeva Chiavaroli, era forse la comunicazione della Gtm alla Regione. Probabilmente allora intuì bene, Maurizio Biondi, presidente del comitato “Utenti strada parco”, che nell'intervista asserì che la valutazione d'impatto ambientale non sarebbe stata fatta in quanto il finanziamento aveva ad oggetto un'opera «espressamente ecologica», e di conseguenza non sarebbe stata nemmeno richiesta.
Infatti, la Gtm ripercorrendo l'iter dell'approvazione del progetto da parte del Cipe, sempre nella stessa missiva, scriveva: «all'epoca si è ritenuto non necessario procedere alla valutazione d'impatto ambientale dell'opera in quanto, secondo la normativa vigente, in materia al momento dell'approvazione del progetto preliminare, la stessa opera non figurava nelle categorie “ex lege” a tutela ambientale».
Ecco perché a maggio scorso la valutazione d'impatto ambientale non usciva dai cassetti.

Manuela Rosa 28/11/2009 11.24


ECCO DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI FILOVIA
 
AGGIORNAMENTO MAGGIO 2009
 



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*LE ASSOCIAZIONI: «IL DADO NON E' TRATTO»

PESCRA. Non si arrendono. Anzi in barba a chi dice che «ormai non si può fare più nulla», ora tutte le associazioni contro la filovia sono unite più che mai in un unico coordinamento tralasciando campanilismi e personalismi, che spesso sono presenti e frenano l'azione.
L'associazione Proposta popolare dell'ex consigliere provinciale Aurelio Giammorreti (pd) ha organizzato un coordinamento ampio e variegato di associazione del quale fanno parte: Pescara In Comune by Amici di Beppe Grillo, associazione Nazionale Italiana Cultura e Sport (provinciale), associazione Famiglie numerose, associazione Parco degli ulivi, Comitato contro 20 mila metri cubi ex Muzii, Comitato utenti strada parco, FormArt, Mare Libero, Procutus, WWF e Teatro Insieme. Mentre Italia dei Valori e Rifondazione Comunista sono i due partiti cittadini presenti al fianco delle associazioni pronte ancora a battagliare.
«E' inutile che la stampa scriva ancora che “è tutto deciso” noi combatteremo fino allo spasmo» dicono gli esponenti durante una riunione giovedì sera nella Biblioteca Di Giampaolo a Pescara «abbiamo ancora tanti presunti profili di illegittimità ai quali intendiamo aggrapparci».
Tante le domande che si pongono ancora le associazioni sull'aspetto economico ed ambientale, ma la madre di tutte le questioni è la trasparenza.
«La Gtm è tenuta alla trasparenza – osserva con forza Giammorretti- perché oltre ad essere una s.p.a. a partecipazione totalmente pubblica (della Regione, ndr), in questo caso è incaricata di un servizio pubblico».
Nel paese dove la trasparenza è bistrattata per le associazioni diventa una notizia anche il fatto di aver ricevuto l'invito dalla Regione per l'accesso agli atti, a soli 10 giorni dalla richiesta.
E' una prima vittoria che accende un barlume di speranza.
Tante sono le frecce ancora da scoccare- dicono le associazioni- ma l'obiettivo principale ora rimane: leggere il contratto tra Gtm e Balfour Beatty (impresa che realizzerà i lavori).
«La Regione non ha potuto mostrarcelo per legge ma ha detto di andare direttamente alla Gtm e io ho già mandato la richiesta di accesso agli atti» conclude Giammorretti.

m.r. 28/11/2009 11.14