Piano Casa, Ecoistituto Abruzo presenta le osservazioni

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. L'associazione Ecoistituto Abruzzo- Mila Donnambiente ha presentato le osservazioni alla legge sul Piano Case.


Per le associazioni sono stati delegati al tavolo Edvige Ricci e Stefano Civitarese.
«La nostra prima richiesta», hanno spiegato i due, «è quella di non procedere all'applicazione della legge 16/09 della Regione Abruzzo per la città di Pescara, sia perché il vigente PRG prevede ancora la possibile realizzazione di molta edificazione, sia perché la complessità del governo urbanistico della città, al centro della superurbanizzata e cementificata area costiera abruzzese, non consente l'applicazione di una norma, quale quella del Piano Case, semplicisticamente ed esclusivamente quantitativa e pensata piuttosto per le edificazioni diffuse, gestibile al massimo in piccoli comuni».
Il rischio, secondo l'associazione, è che saltino gli standards urbanistici del Prg, «quindi i diritti generali dei cittadini».
Nel caso invece l'amministrazione decidesse di procedere ugualmente l'associazione chiede che le deroghe urbanistiche «leghino almeno il perseguimento degli interessi privati a significative ricadute di carattere pubblico».

Tra le priorità: «frenare il riscaldamento globale, quindi il miglioramento dell'edificazione in termini di risparmio energetico, l'esclusione di tutte le aree collinari della città, ormai sottoposte a un pesante e incontrollabile peso edificatorio».
Si pensa anche una un disciplinare comunale per la bioedilizia e la «garanzia per la congruità formale dell'intervento eventualmente richiesto di aumento di cubatura, in termini di coerenza con le linee compositive e formali preesistenti, affinchè non si aggiunga ulteriore incongruenza al già disastrato paesaggio costruito della città».
Le Associazioni attendono di conoscere le decisioni dell'Amministrazione, per decidere quale comportamento attuare ai fini della salvaguardia Di quella che chiamano «residua vivibilità urbana» e per «evitare ulteriori disastri ambientali ed ecologici».
27/11/2009 15.24