Restituito alla collettività un edificio confiscato alla criminalità

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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AVEZZANO. Quarantadue sono i beni finora confiscati in Abruzzo alla criminalità organizzata. E così ad Avezzano un edificio sottratto nel 2006 presto si trasformerà in biblioteca. * I BENI CONFISCATI IN ABRUZZO


E' di questa mattina il provvedimento firmato dal Prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, che assegna in via definitiva al Comune di Avezzano lo stabile, del valore di circa 450.000 euro, situato in via Garibaldi 348.
E' difficile capire con quale inchiesta od operazione sia stato confiscato questo bene.
L'ufficio stampa della Prefettura si limita a dire che è riconducibile «ad un certo “provvedimento Morelli”».
Morelli, ad Avezzano, è il cognome che identifica spesso le famiglie di etnia Rom.
Il provvedimento è stato emesso al termine di un'istruttoria particolarmente rapida, esauritasi in meno di quaranta giorni, alla quale hanno fattivamente contribuito l'Ufficio Regionale dell'Agenzia del Demanio, la Regione e il Comune di Avezzano.
Lo stabile è destinato a diventare la nuova sede di una biblioteca comunale, attualmente ubicata in locali inagibili da alcuni anni.
L'amministrazione comunale si è impegnata a dare inizio ai necessari lavori di adeguamento entro il prossimo anno.
La decisione costituisce la seconda applicazione nella provincia delle nuove norme del “Pacchetto Sicurezza 2009”, varato nello scorso mese di luglio e che ha introdotto anche uno snellimento delle procedure di assegnazione dei beni confiscati alla delinquenza comune ed organizzata, a titolo di misura di prevenzione o sicurezza.
Una pratica, quella dell'uso sociale dei beni confiscati alla mafia, attualmente messa in pericolo dall'emendamento alla finanziaria, al vaglio del Senato, che prevede la vendita dei beni sottratti alla criminalità. Le associazioni sono già sul piede di guerra.

I BENI CONFISCATI IN ABRUZZO

Il coordinamento di Pescara dell'associazione Libera, di Don Ciotti, da sempre impegnata su questo fronte, ha fornito una chiara tabella di tutti i beni confiscati alla mafia nella nostra regione.
In totale sono 42.
Di questi, 26 sono ancora in gestione al Demanio, mentre 16 sarebbero già stati destinati o assegnati. Nella provincia di Chieti c'è n'è solo uno, nel comune di Pizzoferrato.
Ben 16 invece quelli confiscati nella provincia aquilana, metà dei quali già destinati.
Anversa degli Abruzzi, Avezzano, Cappadocia, Castel di Sangro, Ovindoli, Pescasseroli, Rivisondoli, Scurcola Marsicana e Tagliacozzo sono i comuni interessati.
Passando alla provincia di Pescara ne troviamo solo tre (di cui uno ancora da assegnare), a Montesilvano e Città Sant'Angelo.
Più corposo invece il bottino fatto dalle forze dell'ordine nella Provincia di Teramo dove si contano 22 beni confiscati (di cui 16 già assegnati).
Spicca sicuramente tra tutti i comuni quello di Canzano con 7 beni confiscati (di cui ancora nessuno è stato destinato).
Si attestano a pari merito i comuni di Teramo e Silvi (4 beni).
Seguono a ruota i comuni di Basciano, Campli, Castellalto, Mosciano Sant'Angelo e Roseto degli Abruzzi.
I dati sono dell'Agenzia del Demanio e sono aggiornati al giugno scorso.
Dopo lo spaccato messo in luce dalla “inchiesta Cosentino” che ha fatto emergere un Abruzzo crocevia di camorristi per soggiornare e concludere affari, questi dati appaiono come la conferma che non viviamo propriamente un'isola felice.

Manuela Rosa 27/11/09 10.24

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* RACCOLTA FIRME: PER EVITARE CHE I BENI TORNINO ALLA CRIMINALITA'

ABRUZZO. Per le associazioni antimafia, e non solo, questi sono giorni di fermento. Si scaldano i motori per la raccolta firme.
L'obiettivo: bloccare l'emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria che prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi.
Il rischio paventato e reale è che i beni vengano riacquistati dalla stessa malavita sotto mentite spoglie.
«È facile immaginare,- scrive il coordinamento pescarese di Libera- grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato».
Sperano di ottenere quello che riuscirono a spuntare tredici anni fa, quando oltre un milione di cittadini firmò la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie.
«Un appello raccolto da tutte le forze politiche,- si legge nella nota di Libera- che votarono all'unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente».
«Oggi quell'impegno rischia di essere tradito», è l'allarme lanciato da molte associazioni.
«La vendita di quei beni – continuano gli esponenti di Libera- significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni».
Libera ha auspicato invece l'introduzione di norme che facilitino il riutilizzo sociale dei beni e che si dia concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti.
Venerdì 27 novembre 2009 dalle ore 11.00 alle ore 13.00 presso l'Aula Magna dell'I.T.C. “E. Alessandrini di Montesilvano, nell'ambito del progetto "Chi è l'altro", gli alunni dell'Istituto incontrano Margherita Asta, figlia di Barbara Rizzo che insieme ai suoi due bambini sono state vittime della strage di Pizzolungo per l'attentato al giudice Palermo a Trapani.
Nel corso dell'incontro gli studenti presenteranno dei lavori, da loro preparati, sulla criminalità organizzata e sulla illegalità.
In questa occasione e domenica 29, presso la Chiesa di S.Francesco Caracciolo a Chieti Tricalle, all'interno dell'assemblea regionale A.G.E.S.C.I. dalle 9:00 alle 17:00, Libera raccoglierà le firme per la petizione sui beni confiscati.

m.r. 27/11/09 10.26