Banca Ifis, il Comune di Francavilla nomina un legale

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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FRANCAVILLA. La decisione di oggi è la nomina di un legale per tutelare interessi e ragioni del Comune di Francavilla al mare per le anticipazioni di cassa da parte della Banca Ifis alla Giunta Angelucci.


La decisione di ieri è stata la revoca, nell'ultimo consiglio comunale, del Piano di rientro dal debito – approvato nel novembre scorso - per far fronte ai 5 milioni e 627 mila euro (più interessi) di scoperto bancario lasciato in eredità dalla precedente amministrazione a causa di un'operazione di factoring che sembra illegittima.
Dunque si tinge di giallo il tormentato cammino della Giunta Di Quinzio che sta tentando di uscire dal guado: a quanto pare, e secondo la ricostruzione riportata nell'ultima delibera, il Piano di rientro approvato il 14 novembre scorso era completamente sballato.
Detto in altre parole, il dirigente della Ripartizione finanziaria, nella relazione di presentazione del Piano aveva assicurato flussi di cassa, cioè entrate da tributi, superiori al reale ed aveva dato l'ok per una rata mensile di 180 mila euro, più maxi rata finale, che invece si è rivelata impossibile da onorare per il Comune, o meglio per la società partecipata Risco che si era accollata l'operazione.
A sorpresa infatti, nel rendiconto di Gestione per l'esercizio finanziario 2008, il Piano di rientro è risultato “incerto nell'an e nel quantum”, cioè non era basato su dati certi di entrata (an=se, cioè se veramente questi tributi entravano o no nelle casse comunali) e quindi era impossibile conoscere il “quantum”, cioè quanto denaro certo sarebbe entrato.
Infatti nella fase di accertamento dei residui attivi e passivi del Comune «si è provveduto alla cancellazione di circa 4 milioni di residui attivi» che in realtà non c'erano, come hanno certificato anche i Revisori dei conti.
E siccome tali entrate servivano a coprire il debito, di fatto l'amministrazione Di Quinzio si è trovata inconsapevolmente ad operare una seconda operazione di factoring proprio nel momento in cui denunciava l'illegittimità della prima operazione da 10 milioni di euro portata a termine dalla Giunta Angelucci.
Infatti anche in questo secondo caso “sono stati ceduti crediti non esistenti, ma futuri, non individuati, ma indistinti e non certi nella loro entità in quanto crediti tributari non ancora maturati”. Per fare un esempio: la Giunta Angelucci aveva ceduto in pegno i crediti Ici, poi l'Ici sulla prima casa è stata abolita lasciando scoperto il Comune.
Di qui la decisione immediata del sindaco Di Quinzio: «Io come Angelucci? Mai».
Ora si pone il problema delle reazioni della Banca che comunque vuole la restituzione delle somme erogate al Comune di Francavilla e che sono state 4 milioni e 170 mila euro nel 2006 e 6 milioni e 448 mila nel 2007, solo in parte già restituite.
Siamo di fronte ad un lungo contenzioso o ad una transazione, cioè un secondo Piano di rientro a condizioni diverse?
Su tutto aleggiano le decisioni della Procura della Repubblica, dopo la denuncia da parte del Comune contro questa operazione di factoring (che gli enti pubblici non possono mettere in atto) e per possibili tassi usurari.
Ma mentre si mette una toppa qui, si profila un altro buco colossale per le casse comunali: dai riscontri effettuati sembrano mancare all'appello i canoni enfiteutici, cioè in passato non sono stati riscossi gli affitti dovuti al Comune per quelle aree pubbliche che molti privati hanno in gestione e sulle quali magari sono state costruite case o capannoni.
Ma questa è un'altra storia: ogni cassetto del Comune di Francavilla al mare è come un piccolo vaso di Pandora che, scoperchiato, rivela intrecci impensabili.

Sebastiano Calella 27/11/09 10.17