Mobilitazione fiscale, oggi la Cisl Abruzzo comincia la battaglia

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. Mille lavoratori della Cisl Abruzzo apriranno oggi a L’Aquila, a Chieti, a Pescara ed a Teramo la campagna di mobilitazione sui temi della riforma fiscale, della crescita di salari e pensioni e dello sviluppo del mezzogiorno. * LAVORO E CRISI. LA PROVINCIA DI CHIETI SPROFONDA: CGIL IN PIAZZA SABATO
La Cisl, in questo particolare momento, punta alla difesa dei redditi delle famiglie, prima di tutto di quelle meno agiate e insiste con forza sulla necessità di far decollare l'economia del sud del paese.
Il sindacato chiede al Governo di ridurre le aliquote fiscali e di aumentare le detrazioni, di sostenere le famiglie con un nuovo e più trasparente “Assegno familiare”, di rendere strutturale la detassazione sugli aumenti salariali che derivano dalla contrattazione di secondo livello (contratti territoriali o aziendali). Chiede di premiare le aziende che investono e incrementano l'occupazione, attraverso una riduzione delle tasse. Chiede strumenti più efficaci nella lotta all'evasione fiscale (tracciabilità dei pagamenti e contrasto di interessi tra chi vende e chi compra).
«A questo sistema fiscale squilibrato», spiega il segretario generale, Maurizio Spina, «non si può consentire di continuare ad applicare un'aliquota fiscale sulle rendite finanziarie (12,5%) tra le più basse d'Europa e, in aggiunta, anche una blanda tassazione sui patrimoni e sui trasferimenti di ricchezza».
Tutta la Cisl, in prima linea quella abruzzese, è impegnata a ricordare, poi, che se non decolla il Mezzogiorno, tutto il Paese resta fermo.
«Nell'ultimo anno è aumentata in modo preoccupante la disoccupazione», continua Spina, «mentre l'occupazione è diminuita di quasi 300 mila posti di lavoro, a causa delle crisi industriali e di settore. Cresce la povertà e la marginalità sociale, gli ammortizzatori stanno svolgendo un ruolo importante, ma non sufficiente. Per molti giovani l'unica strada da percorrere è quella della nuova emigrazione».
La CISL indica le aree di intervento: infrastrutture; sostegno agli investimenti nell'innovazione, nel turismo e nell'ambiente, per favorire la crescita di nuova occupazione; un piano straordinario per la formazione, per valorizzare la scuola, contrastare la dispersione scolastica e agevolare la ricerca del primo impiego per diplomati e laureati.
Si inizia oggi, con le Ust di L'Aquila e di Avezzano che terranno un'assemblea dei Quadri e dei Delegati nella nuova sede della Cisl Aquilana in Via Gronchi, 16 con inizio alle ore 9.30.
La Ust di Chieti ha convocato, alle ore 10,00, una assemblea di Quadri, Delegati e rappresentanti RSU presso l'Hotel Villa Medici di Rocca San Giovanni.
Presenzierà e concluderà i lavori, alle ore 13,00, il segretario generale Maurizio Spina.
Sempre alle 10,00, anche a Pescara si terrà un'Assemblea di Quadri e delegati presso la sala “Camplone” della Camera di Commercio. Parteciperà ai lavori la segretaria confederale Liliana Ocmin.
Infine, a Teramo, alle ore 10,30, presso la sala grande dell'Unione è prevista un'assemblea di lavoratori e delegati.

27/11/2009 8.34

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LAVORO E CRISI. LA PROVINCIA DI CHIETI SPROFONDA: CGIL IN PIAZZA SABATO

CHIETI. “Lavoro, sviluppo, legalità al Mezzogiorno per dare futuro all'Italia”. E' con questo slogan che la Cgil scenderà in piazza per dar vita alla manifestazione che si terrà sabato 28 novembre 2009 a Chieti.
L'appuntamento è alle ore 9.30 in Piazza Garibaldi.
Sono previsti 38 pullman dall'intero territorio regionale.
Il corteo si snoderà per le vie del centro fino in in Piazza Valignani dove si terranno per le 11.30 gli interventi di alcuni delegati, del segretario generale Cgil Abruzzo, Gianni Di Cesare, e della Segretaria Nazionale, Paola Agnello Modica.
La manifestazione è organizzata «in conseguenza dei drammatici dati regionali che si registrano nel mondo del lavoro abruzzese ed in particolare nella provincia di Chieti».
«Inoltre», spiega il sindacato, «dall'andamento delle principali variabili macroeconomiche (PIL pro capite, volumi di produzione, produttività, valore aggiunto, consumi pro capite) si riscontra che il declino complessivo dell'economia abruzzese e della provincia di Chieti, che si è determinato negli ultimi anni, nell'anno 2009 diventa seriamente preoccupante, in ragione anche dei previsti volumi di produzione 2010 delle varie multinazionali, che, come nel 2009, saranno mediamente inferiori del 40% a quelli del 2008».
Segnali evidenti, questi, che confermano –anche per la Cgil- non solo l'assenza di ripresa produttiva, economica ed occupazionale ma anche che la crisi coinvolge in profondità l'apparato produttivo, «trascinando sotto la soglia di povertà migliaia di famiglie nella nostra provincia».
«La regione Abruzzo, oggi», ha detto il segretario Di Cesare, «è tornata ad essere una regione con tutti gli indicatori di una regione del mezzogiorno. Per tale ragione abbiamo scelto di manifestare nello stesso giorno in cui le altre regioni del sud (Molise a Campobasso, Campania a Napoli, Puglia a Bari, Basilicata a Potenza, Calabria a Cosenza e Sicilia a Messina) scendono in piazza per difendere il lavoro del sud; il lavoro qualificato e legale; contrastare la politica di deregolazione del lavoro e di destrutturazione dei contratti nazionali».
La Cgil sostiene inoltre che vi sia «una inadeguatezza della risposta regionale e nazionale alla crisi».
«A livello territoriale», ha aggiunto Di Cesare, «registriamo l'assoluta mancanza di volontà della Giunta Provinciale a discutere con il sindacato in maniera organica dei problemi del lavoro, delle aziende, dei lavoratori, dei disoccupati e delle fasce deboli della popolazione, così come registriamo l'assenza di politiche ed interventi diretti. Cgil Cisl Uil di Chieti hanno chiesto all'Amministrazione Provinciale di concordare i temi su cui confrontarsi e di stabilire il sistema di relazioni sindacali; hanno indicato gli argomenti da discutere, compresi quelli che rivestono un carattere di estrema urgenza (Situazione Grandi Gruppi, Anticipazione Cassa Integrazione, politiche formative e di riconversione dei lavoratori, interventi per le fasce deboli della popolazione..); hanno proposto gli interventi necessari ed i testi degli accordi, ma al di là delle belle parole, che il Presidente esprime sul valore del confronto con le parti sociali, in concreto non c'è alcun confronto e alcuna calendarizzazione dello stesso in agenda».
I lavoratori esigono risposte.

27/11/2009 8.28