Porto di Francavilla: per il Wwf «l'inquinamento era noto da tempo»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Porto di Francavilla: per il Wwf «l'inquinamento era noto da tempo»
FRANCAVILLA. «Non è vero che la Regione non sapesse che era un Sin (sito di interesse nazionale da bonificare) la zona interessata dai lavori per il Porto di Francavilla».
«Lo sapeva eccome, come lo sapevano tutti gli addetti ai lavori, dal progettista agli amministratori locali all'Arta ecc. ecc.»: parola di Wwf.
Si tinge di giallo la vicenda del sequestro del cantiere e dell'arenile a sud dell'Alento dove sarebbe stata sparsa la sabbia del ripascimento della spiaggia.
«Come segnalato dal Wwf nell'esposto del 25/11/2008 che ha poi portato al sequestro dell'opera, nello Studio di Impatto Ambientale “SIA” presentato dal proponente si segnala la presenza del SIN (vedi cap. 2.1.6 intitolato “Piano di Caratterizzazione dei fiumi Saline ed Alento” a pag.13 dello Studio di Impatto Ambientale ). Il confine del SIN è riportato nella cartografia allegata al capitolo, richiamando addirittura il Decreto del 03/03/2003 di costituzione del SIN. Tra l'altro nel verbale di approvazione dell'opera da parte del VIA si richiama il “Piano di caratterizzazione dei fiumi Saline ed Alento” (pag.4 del parere qui allegato) tra la vincolistica».
Dunque, argomenta il Wwf, l'indicazione del Piano di caratterizzazione può non significare nulla per un cittadino qualsiasi, ma dice tutto per gli addetti ai lavori.
Tra l'altro, come risulta anche dal Progetto del porto a cura dello Studio Di Vito di Chieti, c'è l'indicazione della caratterizzazione anche «se non risulta inquinamento», una formulazione forse fuorviante che potrebbe aver tratto in inganno la Commissione VIA della Regione.
Una commissione che peraltro lavora sempre in affanno, data l'esiguità del tempo a disposizione per esaminare i progetti, come rileva lo stesso Wwf che ha calcolato come in effetti in certe sedute, facendo la media dei progetti approvati, risulta che il tempo dedicato a ciascuna pratica è di 6 minuti.
«E' legittimo chiedersi come mai sia stato il Wwf, un'associazione di volontariato, ad accorgersi di tali incongruenze e a segnalarle fin dall'estate 2008 sia durante gli incontri realizzati in Regione sia con un primo esposto del 18/07/2008 reiterato con il secondo del novembre 2008 sopra ricordato. Sarebbe bastata un'attenta istruttoria da parte della Regione sullo Studio presentato a suo tempo per far emergere tali problematiche già nel 2006, visto, tra l'altro, che il Dirigente del Servizio Rifiuti siede per legge nel Comitato VIA».
Sempre l'associazione ambientalista ha il merito (purtroppo per qualcuno a Francavilla questo viene considerato un demerito) di aver denunciato pubblicamente negli incontri con le istituzioni lo spargimento della sabbia “sporca” in alcuni stabilimenti balneari.
A sorpresa, ma non tanto visto il clima di disinteresse per la salute pubblica da posporre al guadagno privato, di questo aspetto sanitario, ma anche delle ricadute economiche sull'economia locale, sembrano preoccuparsi solo il sindaco di Francavilla Nicolino Di Quinzio, che ha chiesto alla Procura di Chieti di poter in qualche modo effettuare rapidamente le analisi sulla sabbia sequestrata, ed il Procuratore delle Repubblica Giuseppe Falasca che già si è attivato per affidare questo controllo.
Infatti l'autorizzazione del Ministero, di cui abbiamo dato già notizia, riguarda solo l'area del Porto all'interno del SIN, mentre il sequestro va oltre quest'area e mette a rischio la prossima stagione balneare.

Sebastiano Calella 26/11/09 10.13