Ground Zero. Così si costruisce un bando su misura

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. «Un’attività di procacciamento illecito di commesse pubbliche». E’ di questo che si parlerebbe secondo il gip, Luca De Ninis, che ha già firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Claudio D’Alesio e Italo Mileti, e che oggi dovrà decidere se revocare, limitare, o lasciare inalterate le misure. * IL PREZZO DELL’AFFARE E LE PERCENTUALI
L'accusa è quella di millantato credito.
In tarda mattinata è previsto l'interrogatorio di garanzia di Mileti mentre la decisione potrebbe arrivare in tarda serata o nella prima mattinata di domani.
Una decisione importante che potrebbe dare nuova forza a questa inchiesta esplosa all'improvviso o depotenziarla.
Sta di fatto che in più passaggi il giudice per le indagini preliminari stigmatizza l'azione predatoria del comitato d'affari e gli apparati della pubblica amministrazione che riescono con estrema facilità ad utilizzare il loro potere in maniera strumentale per avvantaggiare quelli che chiama «i lobbisti».
Tra gli indagati, infatti, figura anche il dirigente del settore Beni e servizi dell'assessorato regionale alla sanità, Enzo Mancinelli.
D'Alesio e Mileti, una volta avuto l'assenso di massima dei vertici politici, ricostruisce il gip, hanno bisogno di agganciare un funzionario che possa seguire l'iter amministrativo della pratica.
L'obiettivo, com'è noto, è quello di riuscire a costruire un immobile nel terreno di fronte all'ospedale dell'Aquila per poi venderlo alla Asl e per trasferirvi gli uffici amministrativi.
Una operazione che, però, deve essere fatta attraverso un bando pubblico al quale, in teoria, dovrebbero partecipare e concorrere liberamente tutte le imprese, non solo italiane ma persino di tutta Europa.
Per pilotare la gara ci sono meccanismi, purtroppo, spesso applicati che lo stesso dirigente regionale spiega in alcuni passaggi intercettati.

CHI SCEGLIAMO?

La scelta del dirigente regionale da corrompere è importante e da questa può dipendere l'esito di tutta l'operazione.
D'Alesio: «senti, un esperto in gare può essere Giovanni Caruso?»
Mileti: «no, è meglio Mancinelli… è il capo dell'ufficio unico: tutte le gare le fa lui»

Poi una volta avvicinato -e siamo al 16 agosto del 2009- è Mileti che parla con il dirigente regionale.

Mileti: «Ci dobbiamo vedere con Claudio (D'Alesio), perché Claudio come società deve rispondere ad una gara che farà la Asl dell'Aquila… se gli vuoi dare un consiglio, come impostazione… questi devono fare la gara per spostare tutti gli uffici da Collemaggio vicino all'ospedale»
Mancinelli: «quando scade?»
Mileti: «no, lo devono ancora…»
Mancinelli: «va bene c'è ancora tempo, gli do una mano»
Mileti: «In pratica c'è il suo socio (Alido Venturi, ndr) loro avevano previsto un centro direzionale, sotto commerciale sopra uffici. Siccome pensa che abbiano i requisiti per fare quello che cercano… sono 6000 m² di uffici…»
Mancinelli: «posso dare qualche consiglio…»
Mileti: «perché questo lo faranno con la somma urgenza ed i tempi saranno brevi»


IMPOSTARE IL BANDO PRIMA CHE SIA PUBBLICATO

Insomma, sembra di capire che l'intermediario dell'imprenditore Venturi stia parlando effettivamente di un bando che non è ancora stato pubblicato e che potrebbe in qualche modo essere cucito su misura per quello che deve essere il vincitore.
Poi Mileti chiama D'Alesio e gli conferma che ha raggiunto l'intesa con il dirigente regionale.

Mileti: «ho parlato con Enzo (Mancinelli, ndr). Ha detto: ci mancherebbe. Cioè, là, fai uscire il bando, poi ti dico io come cazzo devi fare»
D'Alesio: «Eh, vabbè, e tutto il contrario ma va bene»
Mileti: «come tutto il contrario?»
D'Alesio: «è tutto il contrario»
Mileti: «è allora glielo spieghiamo…»
D'Alesio: «è tutto il contrario… prima che esce (il bando ndr) se no che cazzo esce a fare?»

Secondo la procura questi sono i passaggi chiave nei quali i due parlerebbero di come per pilotare bene la gara occorre agire sin dall'impostazione del bando e non attendere che questo sia pubblicato altrimenti poi dopo non si può più intervenire.

«Non vi può essere confessione più chiara e più avvilente», scrive De Ninis, «della naturalezza con la quale i due indagati ritengano di poter pilotare dall'interno le procedure amministrative che li riguardano: Mancinelli spiegherà a Marzetti come debba formare la delibera; il bando verrà impostato prima di essere pubblicato in modo da precostituire l'aggiudicazione in favore di Venturi».

L'ESCAMOTAGE: INQUADRARE IL BANDO NEI “BENI E SERVIZI”

Le trattative vanno avanti e si arriva a fine agosto quando ormai sembra che i giochi siano fatti.
Il bando sarà autorizzato dal manager della Asl, non dovrà passare per la giunta regionale e per di più potrà essere espletato in somma urgenza, cioè aggirando le regole normali e le procedure per gli appalti pubblici.
Tutto sembra stabilito poi però il 7 settembre salta fuori l'ennesimo imprevisto che ritarda ulteriormente il confezionamento della procedura: bisogna coinvolgere anche il commissario della sanità Gino Redigolo.

IL DIRIGENTE CHIEDE UN FAVORE

Ma perché un dirigente dovrebbe commettere un reato pilotando una gara?
Secondo la procura Mancinelli avrebbe chiesto una contropartita, anzi due.
Pare che una prima richiesta fosse l'acquisto di una auto (una Nissan) tanto che pare si sia recato presso una concessionaria con D'Alesio.
La vicenda però sembra non avere un seguito.
In un secondo momento, però, -e siamo al 3 novembre scorso- dai colloqui intercettati dai carabinieri di Pescara emerge che Mancinelli interessa Mileti per far assumere la propria figlia presso lo studio dell'avvocato Cichella (oggi difensore di Mileti e D'Alesio).
«Mancinelli, infatti», scrive il gip, «concorda con Mileti un contratto della durata di un anno, con possibili proroghe o stabilizzazione, e un compenso mensile di circa € 1000».

a.b 26/11/2009 8.51

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IL PREZZO DELL'AFFARE E LE PERCETUALI

I due intermediari, Mileti e D'Alesio, secondo la procura avrebbero stipulato un vero e proprio contratto, una scrittura privata, con il loro imprenditore di riferimento nonché mandante (Venturi).
Si tratta di percentuali molto precise che vengono intercettate anche queste in diversi discorsi che per la procura danno la prova certa di un accordo con il relativo mandato ad intermediare con la pubblica amministrazione.
Della partita è anche il commercialista, Enrico Tessitore, anche lui storico appartenente alla Fira, come D'Alesio, il cui ruolo non appare al momento chiaro ma in alcuni discorsi si capisce che D'Alesio aveva pattuito un compenso con Venturi pari al 30% dell'affare, percentuale che però comprendeva anche il pagamento di Mileti e Tessitore.
Un successivo accordo con Venturi ha portato ad abbassare la percentuale fino al 21% ma escludendo il pagamento di Tessitore, il quale sarebbe stato liquidato direttamente da Venturi.
Inoltre D'Alesio si era accordato -dice la procura- previa simulazione di una compravendita per accaparrarsi anche l'ultimo piano dell'edificio da costruire, in comproprietà con Venturi.
Riguardo al possibile guadagno la procura ha ipotizzato che si potesse trattare di una cifra molto vicina ai 5 milioni che doveva essere spartita come nelle percentuali indicate.
Infatti, col passar del tempo l'edificio da costruire sul quale si tenta di speculare diventa di tre piani e potrebbe essere venduto all'Asl per oltre € 15 milioni.

26/11/2009 8.39