Marrucino, Piano di liquidazione fa chiarezza su responsabilità disavanzo

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Per il Teatro Marrucino di Chieti alla fine avanzeranno 83 mila euro, cioè la differenza tra un deficit di 3.439.659 euro e un accantonamento complessivo operato dalla Giunta Ricci di poco superiore e cioè di 3.522.957. IL PDL:«LA VERITA’ VINE SEMPRE A GALLA». RICCI:«NESSUN PROBLEMA»
Insomma dopo tanto gran parlare di voragini nei conti, di rischio di dissesto per le casse del Comune di Chieti, di incapacità di gestire il Teatro, a sorpresa il Piano finale di liquidazione presenta questo risultato positivo imprevisto.
Allora va tutto bene?
Non proprio, perché il Consiglio comunale si troverà davanti una ricostruzione minuziosa dei debiti e dei crediti riferiti alle gestioni dal 2005 in poi, dove a fronte di somme da riscuotere con molto ritardo da parte dei finanziatori del Teatro (Regione in primis) ci sono spese cash autorizzate in maniera un pò disinvolta, come per i contratti ed i rimborsi ad alcuni personaggi di primo piano. Con un'escalation che parte da lontano e che la Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Tributaria, ha da tempo rimesso alla Magistratura, indicando nome e cognome di chi ha riscosso pagamenti considerevoli senza pezze d'appoggio o senza le autorizzazioni previste.

IL DISAVANZO È INIZIATO CON L'AMMINISTRAZIONE DI CENTRODESTRA ...

Il dato complessivo definitivo dunque è destinato a spegnere sul nascere le contestazioni di chi addebitava alla Giunta Ricci il dissesto nelle spese del Teatro.
Infatti già dal rendiconto 2005 (gestione del centrodestra con il commissario Bigi) c'erano un disavanzo finanziario di 950 mila euro ed una perdita di esercizio di 1,2 milioni di euro.
In realtà questi 950 mila euro derivavano in parte (400 mila euro) già dal rendiconto 2004. Insomma, per dirla in altre parole, valutando sommariamente il Piano di liquidazione la considerazione che emerge è che non sempre chi grida più forte ha ragione.
Addirittura qui siamo al punto che chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Infatti il crudo linguaggio dei numeri rivela almeno due aspetti: il primo è che tutti i consuntivi dal 2001 in poi (eccetto uno) sono stati sempre chiusi con disavanzi, coperti sempre dalle Giunte comunali in carica.
Il secondo è che il commissario Bigi, nominato dall'amministrazione di destra è restato stranamente in carica anche con il centrosinistra fino al luglio 2006, organizzando in pratica anche la stagione di quell'anno.
Prima di lasciare il posto a Francesco Di Vincenzo (centrosinistra) Bigi predispose un Bilancio di previsione che evidenziava già da tre anni fa i problemi del Teatro.

...MA IL CENTROSINISTRA NON HA SAPUTO INVERTIRE LA ROTTA

In realtà una lettura attenta di quel documento contabile consente di capire che quella impostazione di fatto prefigurava il disastro successivo, imputato al successore Di Vincenzo, ma concretamente avviato con la previsione di entrate che non ci sono state (produzioni mai fatte?) alle quali corrispondevano spese maggiori rispetto agli incassi ed alle entrate reali.
Di Vincenzo, subentrato a Bigi, cercò di portare a termine la stagione 2006 con questa coperta troppo corta e a metà 2007 si dimise dando spazio ai successivi Commissari.
Per tornare a quel Bilancio già erano evidenti i costi elevatissimi per la gestione della parte musicale perché - come pochi sanno - in Italia solo pochi teatri (vedi lo Stabile di Catania) hanno un'orchestra stabile come il Marrucino.
Un'orchestra istituita con la legge 40 del 2001 della Giunta Pace e rivelatasi poi quasi insostenibile per i costi, anche se la qualità della sua produzione è di alto livello.
Sempre da quel Bilancio si evince che la Prosa in pratica si autofinanzia, tra biglietti e contributi della locale Fondazione Cassa di risparmio.
Insomma, per tornare ai conteggi, il rendiconto del 2006 presenta un attivo di 1.166.339 euro ed un passivo di 3.696.165, pari ad un saldo negativo di 2.529.825, mentre il rendiconto del 2007 presenta un attivo che si è ridotto a 1.066.037 euro ed un passivo cresciuto fino a 4.505.696.
Per cui il saldo finale del Piano di liquidazione è negativo per 3.439.659 euro a fronte di un accantonamento, come detto sopra, di poco superiore.

LA REGIONE NON INVIA I CONTRIBUTI PREVISTI PER LEGGE

Gli aspetti significativi della ricostruzione effettuata dal Piano di liquidazione ruotano entrambi attorno all'attivo, cioè ai soldi che il Teatro aspetta di riscuotere dalla Regione.
Soldi che sono previsti sia nella legge 40 che nella legge regionale 15. La prima legge non ha il regolamento e non dice esattamente cosa fare.
La seconda chiede invece espressamente i rendiconti finanziari delle attività.
E su questo aspetto è iniziato il braccio di ferro Regione-Comune.
Il Comune sostiene di aver inviato come sempre, come cioè nella gestione Bigi con il centrodestra, i rendiconti delle attività.
La Regione sostiene che questi documenti sono insufficienti e vuole l'intero rendiconto finanziario del Teatro, che non è espressamente previsto.
Ma a questo punto, con il Piano di liquidazione che sarà approvato dal prossimo consiglio comunale, è probabile che il sindaco Ricci invierà anche questo documento in modo da sgombrare il campo da ogni pretesto.
Arriveranno i soldi? Non è detto.
Sembra infatti che la voce Marrucino nel Bilancio regionale non sia prevista.
Cioè i soldi non ci sono. Altro che inadempienze del Comune...

Sebastiano Calella 25/11/09 9.41

IL PDL:«LA VERITA' VINE SEMPRE A GALLA»

«Le verità vengono a galla sempre. Anche nella vicenda del Marrucino non poteva essere altrimenti».
E' il commento dell'opposizione di centrodestra in una nota firmata dal vicepresidente del Consiglio Comunale, Umberto Di Primio, il capogruppo Pdl-Fi al Comune di Chieti, Emilia De Matteo, ed il capogruppo di Pdl-An, Mario Colantonio.
«L'Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Ricci», commentano, «registra l'ennesima brutta figura e, soprattutto, l'ennesimo strappo al suo interno visto che il Collegio dei Revisori dei Conti (in cui due componenti su tre sono espressione del Centro Sinistra) ha espresso all'unanimità parere non favorevole alla proposta di variazione di bilancio per il Teatro Marrucino. Infatti, nella relazione i Componenti il Collegio scrivono testualmente che:”la variazione di bilancio oggetto di parere ha, inoltre, come presupposto dei documenti che si palesano non perfettamente definiti rispetto all'atto di variazione che si intende adottare e dunque non idonei a giustificare una proposta di modifica del Bilancio di Previsione, tant'è che i rendiconti di gestione di una istituzione necessitano per legge di una preventiva valutazione ed approvazione da parte del Consiglio Comunale”».

RICCI:«NESSUN PROBLEMA DA PARTE NOSTRA»

«Il comunicato delle opposizioni su una presunta bocciatura dei conti del Teatro Marrucino da parte dei Revisori dei conti è l'ennesimo ritornello “al lupo al lupo” al quale non crede più nessuno – spiega il sindaco Francesco Ricci – la richiesta dei Revisori è di chiedere più tempo per valutare la proposta di variazione di Bilancio e soprattutto è ldi approvare prima il Piano di liquidazione e poi di fare la variazione. Nessun problema da parte nostra: abbiamo sdoppiato l'ordine del giorno e della variazione per il Teatro se ne parlerà nella prima decade di dicembre. La mia preoccupazione è un'altra: che la Regione, alla quale invieremo tutto quello che ci chiede, anche quello che secondo noi non sarebbe dovuto, alla fine non abbia i soldi da darci o non ce li voglia dare. Noi da soli siamo riusciti a far funzionare il Teatro, mentre le opposizioni strumentalizzavano ogni cosa. Quando sarà noto il Piano di liquidazione si capirà chi ha lavorato bene e chi no».


26/11/2009 14.09