Sfratti e resistenze dei Rom:la battaglia per la legalità è appena iniziata

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Come era prevedibile dopo gli sfratti coatti ed immediatamente esecutivi dei giorni scorsi ora si fanno sempre maggiori le resistenze.


Già all'indomani della operazione di polizia che ha sgomberato quattro alloggi popolari a Pescara (alloggi occupati abusivamente da famiglie rom anche con precedenti legati allo spaccio) alcuni esponenti di famiglie rom si sono recate in Comune per esternare la loro contrarietà all'azione messa in campo dalla sinergia di enti.
Sabato una quindicina di donne Rom, accompagnate da alcuni minori, si sono recate nel palazzo comunale. Tra di loro c'era anche una donna già sottoposta a provvedimento di sgombero, affiancata da alcune parenti.
Hanno chiesto di parlare con l'assessore Del Trecco la quale ha ribadito che «l'amministrazione comunale di Pescara non tornerà indietro: non assegneremo un nuovo alloggio a coloro che due giorni fa sono stati sgomberati per aver occupato abusivamente appartamenti popolari. E soprattutto le operazioni proseguiranno nei prossimi giorni, così come da calendario già programmato».
Dopo il colloquio con le donne l'assessore è stato irremovibile.
«Ho ascoltato la loro protesta e le loro richieste – ha detto Del Trecco - ovviamente hanno affermato di non avere la possibilità di reperire un'altra sistemazione e hanno chiesto al Comune di assegnare loro un altro alloggio, in sostituzione di quello tolto. Richieste, ovviamente, inaccettabili per la pubblica amministrazione, pur comprendendo il loro disagio».
Ma ora oltre le resistenze di chi protesta per il disagio di essere in mezzo ad una strada bisognerà arginare quelle forze di coloro che sanno di occupare abusivamente un alloggio e potrebbero mettere in atto ben altre resistenze.
Per questo da palazzo di città è stato lanciato un appello a tutti quegli utenti che sanno di occupare un alloggio popolare senza averne titolo a «lasciare la stessa abitazione di propria spontanea volontà e cominciare sin d'ora a trovare una nuova e diversa sistemazione».
«Nei prossimi giorni», ha concluso l'assessore, «le famiglie Rom che vorranno chiarire la propria posizione potranno chiedere appuntamento agli uffici tecnici comunali, evitando però quegli assembramenti, come quello odierno, che non generano alcun risultato se non quello di creare confusione. Urla e strepiti non serviranno a spingere il governo di centrodestra a revocare gli sfratti o a fermare il processo di legalità già iniziato».

23/11/2009 9.03