Inquilini Gescal, «incontro con Ater e Aca per pagamenti acqua»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Il consigliere Antonio Blasioli (Pd) e il consigliere di circoscrizione Massimo Frittella chiedono un incontro con Ater ed Aca di una delegazione di assegnatari che permetta di fugare ogni dubbio su una procedura ancora tutta da chiarire.


La vicenda controversa è cominciata nel dicembre 2008, quando l'Ater di Pescara, inviando i rendiconti annuali di quell'anno agli assegnatari delle case ex Gescal comunicò agli utenti che dal primo gennaio 2009 i canoni acqua sarebbero stati versati direttamente all'Aca di Pescara e non più, come avveniva prima all'Ater.
Prima del gennaio 2009, accadeva, infatti, che ogni mese un assegnatario di casa popolare, ma anche chi aveva riscattato le case (e quindi i proprietari), pagavano una somma forfettaria mensile all'Ater di 15 euro salvo conguaglio a fine anno.
Nel rendiconto del 15 dicembre 2008 si diceva poi che, la somma per l'acqua sarebbe stata riscossa direttamente da Aca già a partire dal 2007, benché le somme per il 2007 (15 euro mensili) e per il 2008, fossero state già versate all'ATER. Proprio per questo l'Ater comunicava, sempre nel rendiconto che tutte le somme già versate dal 2007 all'agosto 2008 sarebbero state accreditate agli assegnatari ed ai proprietari.
«Questa procedura farraginosa ha creato e crea ancora oggi molti problemi agli inquilini ed ai proprietari di quelle case», racconta Blasioli, «problemi che dimostrano una burocrazia lenta, articolata, non a vantaggio delle persone che abitano in quelle case che, nella maggior parte dei casi sono persone che hanno bisogno e che non navigano nell'oro, per usare un eufemismo».
Nel corso del 2009, come spiega sempre il consigliere comunale del Pd, gli assegnatari ed i proprietari delle ex case Gescal di Pescara ma anche di tutte le altre case popolari che non hanno ancora stipulato un contratto con ACA, non hanno pagato alcuna somma di denaro per il canone acqua.
Quando l'Aca richiederà queste somme dovute per l'acqua, per quelle persone saranno sicuramente cifre esorbitanti, considerato che dovranno corrispondere il canone acqua dal 2007 a tutto il 2009, cioè almeno tre anni.
«L'Aca», continua Blasioli, «quando si determinerà ad agire, non si limiterà a chiedere solo gli arretrati per l'acqua dal 2007 a tutto il 2009, ma sembrerebbe agire anche per la stipula di nuovi contratti, che saranno onerosi per gli utenti (siano essi assegnatari o proprietari che hanno riscattato le case), perché oltre alle imposte: bolli e registrazione, sembrerebbe procedere a nuovi allacci, per un costo complessivo che si aggira tra 150 e 170 euro».
Il consigliere comunale e quello di circoscrizione denunciano inoltre «mancanza di trasparenza».
«Dal 19 gennaio 2009, data in cui abbiamo scritto la nostra prima lettera di spiegazioni», spiegano i due, «l'Aca non ci ha mai risposto, mentre l'Ater ha risposto solo alla prima missiva dicendo che la competenza non è più loro».
Blasioli e Frittella chiedono che non si proceda ad alcun nuovo contratto, «del tutto inutile ed oneroso», chiedono una rateizzazione delle somme dovute per l'acqua dal 2007 a tutto il 2009, per le famiglie che ne faranno richiesta e che l'Ater restituisca le somme pagate per l'acqua dagli utenti dall'agosto 2007 a dicembre 2008.

«QUANTA DEMAGOGIA»Il

«La demagogia ed il populismo rischiano di confondere i cittadini», ha commentato il presidente dell'Azienda Consortile Acquedottistica Ezio Di Cristoforo.
Circa i timori di bollette da “migliaia di euro” Di Cristoforo sottolinea che «le fatture sono relative ai consumi effettivi registrati con lettura fotografica dei contatori. In ogni caso i bollettini sono multipli perché le somme dovute sono sempre pagabili in più rate».
Circa l'invito a non sottoscrivere alcun contratto di fornitura con l'Aca per l'installazione dei nuovi contatori con spese fino a 170 euro la presidenza dell'Azienda ha specificato che «il costo è di 100 euro e non 170. L'operazione si rende necessaria dove è presente un unico contatore per più nuclei familiari che rende problematica la ripartizione delle spese. Spesso gruppi familiari composti da due persone lamentano di pagare tanto quanto famiglie composte da quattro o cinque elementi: l'installazione del contatore singolo garantisce ad ognuno di pagare in base ai propri consumi».
Il presidente Di Cristoforo, inoltre, ha ribadito la propria disponibilità ad incontrare gli abitanti del rione Gescal per chiarire ogni dubbio o perplessità riguardo la fatturazione e l'installazione dei nuovi contatori.


23/11/2009 9.30