Crisi industriale Val Vibrata: consiglio provinciale guardando all’Europa

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Le risorse dell'Europa (Par-Fas) assolutamente strategici ma, intanto, una rete di servizi per l'impresa e la formazione al passo con i tempi; la boccata d'ossigeno per chi è rimasto senza lavoro che arriverà dagli ammortizzatori in deroga, 10 milioni per tutto l'Abruzzo.

E poi accordi con gli istituti di credito per il consolidamento del debito d'impresa e per le anticipazioni ai lavoratori in cassa integrazione; rimediare “all'errore” che ha ristretto l'ambito territoriale della zonizzazione 87.3c (per la deroga ai limiti degli aiuti di Stato alle imprese).
Molta partecipazione, anche emotiva, al Consiglio provinciale aperto su «crisi economica e iniziative da intraprendere» che si è svolto ieri a Sant'Egidio alla Vibrata, «luogo simbolo» come lo ha definito il sindaco, Rando Angelini, dei tempi d'oro del manifatturiero, quando la Vibrata era il fiore all'occhiello dell'Abruzzo.
La seduta, chiesta dalla minoranza (Pd) ma voluta anche dalla maggioranza perchè, ha spiegato il presidente del Consiglio, Mauro Martino: «chi amministra deve stare vicino alle forze produttive e il Consiglio Regionale ha già recepito le richieste avanzate dalla Provincia», ha registrato la presenza di decine di Sindaci; dei rappresentanti di: Unione Industriale, Cna, Api, Confidi,Confapi, Confartigianato; dei rappresentanti sindacali provinciali e regionali, di tanti imprenditori.
Dalla “platea” l'invito alla «politica a fare squadra» ad «abbandonare le polemiche perchè il momento è grave».
Misure straordinarie, finanziamenti e infrastrutture, aiuti alle imprese e ai lavoratori.
Per Ernino D'Agostino, capogruppo della minoranza: «Teramo rischia di uscire dalla crisi con un drastico ridimensionamento del tessuto produttivo e la Provincia deve assumere il ruolo avuto in altri momenti, quando, con il Patto Territoriale, riusci a rimettere in moto l'economia e la produzione».
Quindi, nella mozione della minoranza, si chiedono misure immediate per la gestione dell'emergenza; la certezza dei fondi Pit e Fas; il riconoscimento della specificità dell'emergenza causata dal terremoto e la copertura finanziaria di una serie di progetti specifici.

«Condivisibili» ma «fiabesche» tutte le richieste della minoranza, replica la consigliera del Popolo della Libertà, Rita Ettorre che spiega: «Crisi finanziaria, complessità globale: questioni che vanno affrontate con concretezza come ad esempio i 10 milioni per gli ammortizzatori in deroga ottenuti dall'assessore regionale Paolo Gatti. Nella risoluzione votata dal Consiglio regionale sono già contenute le risposte a buona parte alle esigenze del territorio: le risposte che possiamo dare noi come enti locali».
Quindi, nella mozione del Popolo della Libertà si auspica una definitiva approvazione dei Parf-Far; la riconsiderazione dei servizi all'impresa e per la formazione; si richiamano le misure specifiche per la provincia di Teramo contenute nel Masterplan della Regione e si chiede al Presidente e alla Giunta di: «dare priorità ai programmi e alle misure previste nella risoluzione regionale; di far conoscere ai lavoratori e alle imprese le opportunità connesse al POR FSE». Mettiamo da parte la «strumentalizzazione politica» è l'invito della Ettorre a nome della maggioranza.
Il presidente Settimio Ferranti, presidente del comitato “Dalla parte giusta” ha portato all'attenzione del consiglio «le condizioni sociali post terremoto abruzzesi, visto che in Val Vibrata, ci sono iscritti ai centri per l'impiego oltre 6000 disoccupati, di cui la minima parte, ha la possibilità di percepire gli ammortizzatori sociali, vista la scarsa offerta di lavoro e la crisi tremenda ed imperante nella vallata, visto che ci sono anche altre persone, invisibili per lo Stato, che di fatti non s'iscrivono già da tempo alle liste di collocamento, e non certo per colpa degli addetti ai lavori, o perché, i 70.000 abitanti vibratiani, sono andati quasi tutti in pensione, nel frattempo».
Secondo Ferranti, in attesa dell'addivenire lavoro reale, «urge legiferare con fondi veri e per una vera legge per il reddito sociale, oggi più che mai utile a salvaguardare il bene più grande, cioè l'esistenza libera e dignitosa dei cittadini e del futuro prossimo delle loro famiglie, facendo altresì attenzione a dare fondi ed incentivi alle imprese che sono sempre meno virtuose e poco innovatrici».


21/11/2009 9.10