Codici:«fare chiarezza sulle sviste del villaggio paleolitico di Abbateggio»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TUTTI I DOCUMENTI. ABBATEGGIO. Una storia partita nel 2005, con la proposta di realizzare nel Comune di Abbateggio un “villaggio paleolitico”, nella valle Giumentina.
Dopo l'affidamento degli incarichi e l'inizio dei lavori, però, qualcuno si è accorto che non tutti i permessi erano in regola. Ohibò.
La vicenda la racconta Domenico Pettinari, segretario provinciale di Codici, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Pescara e alla Corte dei Conti ipotizzando un presunto abuso d'ufficio e un danno erariale alle casse pubbliche.
Il colpevole?
Il Comune di Abbateggio, oggi presieduto dal sindaco Pd, Antonio Di Marco, secondo l'associazione che tutela i diritti dei consumatori, avrebbe messo «in atto tutta una serie di delibere e determine, ha acceso mutui e finanziamenti, dato inizio ai lavori senza essere in possesso delle autorizzazioni della Regione».

NEL 2005 I PRIMI ATTI

Lo studio di fattibilità di questo progetto di grande rilevanza culturale è stato approvato dal Comune di Abbateggio il 14 novembre del 2005 e si spiegava che sarebbe sorta «una costruzione a scopo prevalentemente turistico».
Nel giugno del 2008 è stato affidato l'incarico professionale per la redazione dei rilievi, per la progettazione preliminare, quella definitiva e quella esecutiva.
Per la direzione dei lavori e contabilità, sicurezza e collaudo sono stati scelti l' architetto Santino Iezzi e il geometra Lelio Ferrari.
Costo complessivo dell'intera operazione: 250mila euro.
A novembre 2008 un altro passo in avanti: la giunta comunale ha approvato il progetto definitivo ed esecutivo dei lavori da realizzare con un contributo regionale concesso con un accordo di programma pari a 100 mila euro.
Si è stabilito anche che per la restante somma si dovrà accendere un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti.
A dicembre i lavori vengono aggiudicati definitivamente alla ditta Lino Mascitelli e figli s.r.l. di Aielli, provincia dell'Aquila, e il contratto viene stipulato il 18 marzo del 2009.
Tutta va come deve andare.

LA RICHIESTA DI SANATORIA

Ma il 27 aprile 2009 qualcosa non quadra: dopo aver già pagato parte dei lavori il Comune chiede una sanatoria alla Regione.
Sanatoria? Per cosa?
Proprio per il completamento dei lavori perchè qualcuno si deve essere accorto che non tutti i permessi erano in regola.
Nella delibera di giunta numero 24, infatti, si ammette che «per un mero errore di procedura i lavori sono già iniziati e risultano in corso d'opera».
Un errore? Del Comune? La storia ricorda molto quella del taglio autorizzato (ma per errore) dalla amministrazione di Farindola con la conseguenza di ottenere una serie di avvisi di pagamento recapitati ai cittadini per una somma complessiva di 70mila euro.
Nel caso del villaggio paleolitico di Abbateggio il Comune, pur non avendo la disponibilità dell'area, che si trova su terreni demaniali civici soggetti ad autorizzazione dell'amministrazione regionale, aveva comunque cominciato la realizzazione dell'opera.
Una svista.
Ma la Regione non vuole concedere alcuna sanatoria.
Anzi, il 4 maggio 2009, con una determina dirigenziale, annuncia che «entro 30 giorni» deve avvenire il ripristino dello stato dei luoghi.
Devono sparire in sostanza il muro perimetrale di pietra già realizzato, due tholos e un container.

TUTTO ANCORA COSI'

Ad oggi, spiega però Codici, le opere non sono state rimosse e lo stato dei mutui e dei finanziamenti concessi «desta non poche perplessità in quanto si tratta di soldi pubblici concessi per un'opera che dovrà essere rimossa».
Sarebbero, inoltre, già stati liquidati 53.950 euro alla Lino Mascitti e figli srl, 14.688 euro a Santino Iezzi più altri 6.240 a Ferrari.
Un pasticciaccio davvero brutto.
In più, sottolinea Codici, «la Soprintendenza dei Beni culturali il 14 ottobre del 2008 aveva disposto che i lavori venissero realizzati sotto la propria direzione scientifica ed erano stati nominati anche due esperti: si tratta di Silvano Agostino, responsabile dell'ufficio geologico Soprintendenza e Andrea Staffa, funzionario e archeologo locale. Quest'ultimo riceverà l'incarico dal Comune, come componente della commissione tecnica creata a supporto della direzione dei lavori».


Alessandra Lotti 20/11/2009 14.08




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